Crisi Juve: serve una scossa! Niente è perso (per ora)

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

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E’ bastata una magistrale punizione di Nicola Sansone per affondare (per l’ennesima volta quest’anno) la Juve di Max Allegri.
Ok, il Mapei Stadium non è esattamente un porta fortuna per il tecnico livornese, l’espulsione di Chiellini è abbastanza dubbia (più che il secondo, desta qualche perplessità il primo giallo), nel secondo tempo la squadra ha reagito (o almeno ha provato a farlo), fatto sta che la sconfitta di ieri sera ha rappresentato forse il punto più basso della stagione.
Il Sassuolo, dopo esser passata in vantaggio ad inizio match, l’ha messa sulla grinta e sulla forza fisica, ha rispolverato il caro e vecchio catenaccio fatto di ripartenze veloci, ed è riuscito a tenere il più lontano possibile i bianconeri, forse spesso e volentieri troppo molli e poco decisi.

BUFFON
. Proprio quest’ultimo passaggio è stato notato e denunciato alla stampa dal capitano Buffon: le intenzioni del numero uno bianconero probabilmente erano quelle di dare una scossa ad una squadra che in alcuni tratti si rende irriconoscibile rispetto agli ultimi anni. Il problema però è che Gigi ha fatto notare quasi una spaccatura tra i nuovi e vecchi: per lui infatti i giocatori arrivati quest’anno, o comunque i giovani in generale, non riescono ad imporsi con decisione, a differenza della vecchia guardia che, effettivamente, è tornata granitica con un solo gol subito (ieri, ndr) nelle ultime tre partite. Poca grinta, troppa leziosità insomma.

POGBA
. Quello del francese è sempre il solito capitolo a parte: il ragazzo ha delle qualità tecniche spaventose, ma purtroppo, per vie delle responsabilità che deve assumersi quest’anno, spesso e volentieri eccede nella convinzione che possa risolvere tutto lui da solo. Il problema però è che adesso molte cose non gli riescono, pecca di errori di gioventù e spesso e volentieri commette delle ingenuità che ledono il suo apporto alla manovra bianconera.

MANDZUKIC
. Le domande sono due. La prima è: chi l’ha visto ieri sera? La seconda è: il croato deve ancora entrare in forma o è tutto qua? I fatti dicono che lui non partecipa per niente all’azione, è un corpo estraneo all’interno della squadra, non aiuta neanche facendo lavoro di sponda (che leggendo il suo curriculum dovrebbe essere il suo punto di forza) e non prende mai la porta: il fatto che Simeone si sia liberato di lui dopo una sola stagione adesso inizia a creare qualche dubbio in più.

ASSENZA DI FORMAZIONE TITOLARE
. L’anno scorso il modulo base era il 4-3-1-2 e l’unica alternativa possibile era la difesa a 3 con l’inserimento di Barzagli quando serviva difendere maggiormente: Allegri quest’anno invece ha messo soltanto due volte la stessa formazione, cambiando sempre gli undici in campo e variando quasi sempre anche il modulo.
Le differenze sembrano evidenti: la squadra manca d’identità e nessuno sente suo il posto. Questo da un lato può essere utile perchè tutti sono spinti a dare il massimo, ma dall’altro, inevitabilmente e inconsciamente, spinge alcuni calciatori a  non sentirsi sicuri e tranquilli, costringendoli talvolta a strafare e causando di conseguenza danni alla squadra.

NIENTE E’ PERSO
. Allegri ha dichiarato che guarderà la classifica a Natale: forse però, non sarebbe male per lui iniziare a guardarla già ad Halloween. Gli undici punti dalla Roma sono tanti, tantissimi, specie per l’andazzo che stanno seguendo quest’anno i giallorossi: tuttavia niente è perso. Ancora il campionato è lunghissimo e se la lotta allo scudetto sembra compromesso, quello per la Champions no ovviamente no: basta ritrovare consapevolezza nei propri mezzi, grinta e soprattutto continuità.

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