Deschamps: “L’addio alla Juventus fu una mia scelta. Pogba? Grande calciatore, non una star”

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

deschamps francia

Didier Deschamps, la Juventus e Pogba. Un passato glorioso con la maglia della Juventus. Poi, nel 2006, la scelta di allenarla in B, lui che pochi anni prima si giocava la finale di Champions con il Monaco. La promozione in A non bastò per rimanere, ma di chi fu la colpa? Lo spiega Didier Deschamps stesso sulle pagine di Tuttosport: “E’ andata così. Ho rivisto Jean-Claude Blanc, ci parliamo di nuovo. E’ stata una scelta mia, un errore mio. Sul momento pensavo fosse una decisione giusta, ma comunque non ho rimpianti. Non si può vivere nel passato. Ho riportato la Juve in serie A, è stata un’annata umanamente molto positiva. Purtroppo non è finita come immaginavo. Ma è stata una scelta mia. L’ho pagata, perché a livello internazionale in molti si chiedevano come mai uno che riporta la Juve in A se ne va. Resta comunque qualcosa che fa parte della mia esperienza. Non posso dire se in futuro potrò allenare di nuovo la Juventus. Oggi sto benissimo nel mio ruolo di ct e spero di farlo il più a lungo possibile”. Offerte da altre squadre italiane? Il passato bianconero lo farebbe riflettere: “Un allenatore può allenare qualsiasi squadra. Ma se uno è identificato con certi colori…In Francia sono stato giocatore e allenatore del Marsiglia, potrei mai andare a Parigi? Tendenzialmente sì, ma poi ci sono altri elementi che pesano sulla decisione. Lippi? Gli anni passati a fianco di Marcello sono stati molto belli, il modo in cui faceva funzionare il gruppo, in cui responsabilizzava i giocatori. Io, come altri, ho avuto la fortuna di passare tanto tempo con lui, scambiare le impressioni quotidianamente e sono cose che mi servono anche oggi”.

Paul Pogba ha scelto la dieci, può destabilizzarlo questa scelta? “Il numero era libero e non so chi ha preso questa decisione. L’importante è che Paul non cambi il suo gioco. Star? Siete voi che lo trattate così. E’ un grande giocatore, è giovane, fuori dal campo piace alla gente, ai ragazzi per il modo di vestire, il look, i capelli. E fa piacere, nel bene e nel male. Il personaggio esiste solo attraverso il giocatore”. Inizio di stagione un po’ sottotono per il talento francese: “Non può essere sempre al 100%. Ma è anche un discorso di squadra. La Juve ha perso tre giocatori molto importanti e sono arrivati elementi con altre qualità. Non si può chiedere a una squadra abituata a giocare assieme da 2 o 3 anni di fare le stesse cose“. Il futuro di Pogba sarà a lungo a Torino? “I giornalisti gli fanno cambiare squadra ogni giorno, doveva cambiare l’estate scorsa invece non è partito. Ho anche sentito dire che è stata una mia responsabilità. No, è stata una sua scelta personale. Sicuramente un giorno andrà via, ma non so quando. E non esiste un campionato adatto, un grande giocatore può giocare dove vuole. Italia, Spagna, Inghilterra…”. La Juventus sta rendendo meglio in Europa, come mai? “In generale negli anni passati succedeva il contrario. A volte cambiando giocatori si perde un po’ di fiducia. Anche Allegri sta cercando il modulo migliore, prima si giocava a 3 dietro, ora solo qualche volta, ma non sempre”.

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