Dimenticate la pausa: ecco il derby d’Italia

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

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Ciao “pausa per la Nazionale”, ciao: ci rivediamo fra qualche mese. Arrivederci shopping coniugale la domenica pomeriggio perché tanto “c’è la pausa per la Nazionale”. Ciao cinema la domenica sera che tanto non c’è il posticipo visto che “c’è la sosta”. Basta guardare partite di Serie B o Lega Pro pur di credersi più forte della “Pausa”. Grande Italia, grande Conte, grandi i nostri “stranieri” Verratti, Pellè, Darmian, Giovinco (a proposito, sta diventando bionico: la mattina a Roma, la sera a Toronto entra e segna il gol decisivo) ed El Shaarawy, benissimo Eder, Florenzi e tutti coloro che hanno fatto si che volassimo a Parigi da primi nel girone (ma non da teste di serie ed è inutile chiederci il perché visto il Mondiale non esattamente stratosferico che abbiamo fatto), grande Trap!

Ma adesso l’incubo è finito: torna il campionato.

Piccolo riassunto delle puntate precedenti:  la Fiorentina, grazie ad un gioco bellissimo e ad un’ottima  squadra,  vola a +2 sull’inseguitrice Inter, indicata dai media come outsider per lo scudetto nonostante che se ad inizio anno qualcuno avesse pronosticato 5 vittorie, un pari ed una sconfitta nelle prime sette partite sarebbe stato rinchiuso e torturato. Seguono le romane, il Toro e il Napoli, forse la squadra più in palla del campionato: e la Juve? I bianconeri hanno 8 punti e sono distanti di altri 8 dall’Inter. C’è chi dice che se i bianconeri perdono danno l’addio allo scudetto, se vincono invece ritornano in corsa: tutto questo all’ottava giornata con appena altre trenta partite da giocare.

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Inter – Juve però, si sa, non è una partita come le altre. Stiamo parlando del derby d’Italia, delle due più grandi contrapposizioni di tifo presenti nella nostra Nazione: l’interista e lo juventino. Due mondi diversi: il nerazzurro si sente estroso e fantasioso, con colpi di testa che possono portare alle stelle ma anche riportare alle stalle in pochissimo tempo; il bianconero invece è preciso e perfetto, costante nelle sue cose e magari se la tira più del collega. Uffici, bar, campetti di calcio, facebook, twitter,  e tutto quello che di social possa esserci, in questa settimana ha visto la “settimana dell’odio” (sportivo ovviamente) con continui battibecchi e frecciatine tra i due schieramenti: da una parte calciopoli e gli scudetti sul campo e fuori, dall’altra l’assenza in Europa dei nerazzurri e il triplete tanto sognato dai bianconeri ma realizzato dagli interisti nell’epoca mourinhana, passando poi da passaporti falsi, doping, Ronaldo, Nedved, Del Piero, Stankovic e chi più ne ha più ne metta.

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San Siro sarà una bolgia: l’Inter si affida a Icardi, che appena vede bianconero diventa un toro di fronte al mantello rosso, a Jovetic, che giusto per infuocare la vigilia ha detto che è contento di non esser andato a Torino, a Felipe Melo, ex bianconero mai dimenticato solo per la poca stima nei suoi confronti. Dall’altra parte rientra Marchisio, uno che ha il sangue bianconero e sente particolarmente la partita, il quale soffia il posto al grande ex: Hernanes. L’uomo che in nerazzurro si vantava di non esser in una squadra che era mai stata indagata come la Juve, e dopo essersi trasferito ha capovolto le dichiarazioni come nelle migliori delle presentazioni calcistiche, è uno dei più attesi: chissà come verrebbe presa una sua capriola proprio domenica. Spazio anche a Dybala, alla ricerca del primo gol nelle gara che contano davvero, e a Pogba e Morata, praticamente assenti fino ad una settimana fa ma totalmente recuperati per domenica.

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Insomma, gli ingredienti per un grande match ci sono tutti, e dopo anni finalmente il derby d’Italia ritorna ad avere un valore importante non soltanto a livello storico: Inter – Juve, bentornato campionato.

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