Dottor Paulo e mister Sousa. Fiorentina a due facce

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo

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E’ una Fiorentina a due facce quella che ci stiamo abituando a vedere in questa prima parte della stagione. Una squadra solida, motivata e caparbia in campionato, poco lucida e spenta in Europa. La differenza di classifica è agli antipodi: primo posto in Serie A, ultimo in Europa League, in un girone non certo irresistibile. Dottor Paulo si è ambientato velocemente all’Italia e ha dato continuità al progetto iniziato da Vincenzo Montella. Nonostante le due sconfitte in campionato, è meritatamente al comando della classifica, vincendo, per ora, più di tutti e subendo meno di tutti: 18 punti, 15 goal fatti e appena 6 subiti nelle prime 8 giornate di campionato. Ciò che piace della viola versione campionato è la fluidità e la velocità del gioco che esprime, la voglia, evidente, di una squadra che vuole emergere. L’ 1-4 a San Siro contro l’Inter, che in quel momento sembrava inarrestabile, è l’emblema di quanto sopra è stato detto. Parafrasando la famosa opera di Stevenson, Dottor Paulo in Europa si trasforma in Mister Sousa; e con lui tutta la Fiorentina cambia aspetto. Ultima, dopo tre giornate in un girone non impossibile composto da Basilea (ex squadra del portoghese), Lech Poznan e Belenenses. Una sola vittoria e due pesanti sconfitte, 6 goal fatti e 4 subiti. Ma oltre alla manovra di gioco più macchinosa, preoccupa il pensiero votato forse maggiormente verso il campionato. Contro i polacchi, ultimi nel loro campionato, un massiccio turnover ci può stare, dato lo scontro previsto per domenica con la Roma, ma perdere in casa no. Soprattutto quando hai già patito una sconfitta nella prima giornata della fase a gironi. Essere finanche dietro al Belenenses è di certo ingiusto per una squadra che vale tanto. Ci sono tre partite per recuperare il gap e ottenere la qualificazione, ma soprattutto ci sono tutti i presupposti. La Fiorentina a due facce, però, deve necessariamente risolvere il suo “disturbo della personalità”.

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