Gattuso: “Per me indossare la maglia azzurra è qualcosa di davvero speciale”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Gladiatore dalle mille battaglie in campo Gennaro Gattuso ed è lo stesso anche in panchina. Ex allenatore del Palermo e oggi in “sella” al Pisa in Lega Pro si racconta in questa nuova avventura al sito ufficiale della Fifa: “A Pisa mi trovo molto bene. Vivo in una città bellissima ed alleno un club che, per qualche anno, ha vissuti momenti illustri, sono contento del lavoro svolto fin qui. Siamo imbattuti in campionato e, considerando che molti giocatori sono arrivati nell’ultimo giorno di mercato, non posso che essere soddisfatto del nostro rendimento. Se possiamo tornare il Pisa degli anni ’80 e ’90? Abbiamo tutto per poterlo fare. In questi anni sono stati investiti molti soldi, anche se nel calcio non servono solo quelli, ma anche la giusta esperienza e persone valide che sanno come spenderli. Con Fabrizio Lucchesi Presidente questo è possibile. Adesso però il nostro obiettivo primario è diventare un gruppo solido. Posso dire che siamo sulla buona strada” Sui suoi atteggiamenti: “Sono una persona molto esigente, voglio innanzitutto professionalità dai miei giocatori. Sono stato un osso duro in campo e questo difetto, se così si può chiamare, l’ho portato con me anche come allenatore. Ultimamente ho capito però che la cosa più importante è preparare le partite al meglio. Una volta che tutto il lavoro è fatto bene, non serve stare con il fiato sul collo ai calciatori”. Capitolo Nazionale, e il ricordo non può che andare alla Coppa del Mondo vinta in Germania: “Ho tanti bei ricordi di quella esperienza. Per me, indossare la maglia azzurra, è qualcosa di davvero speciale. Quando ho sentito l’inno prima della partita di Berlino, ho avuto la pelle d’oca ed ho pensato alla mia infanzia. La chiave del nostro successo? Dico Marcello Lippi: era il nostro leader, ci siamo affidati a lui in tutto e per tutto, aveva carisma ed ha saputo valorizzarci e proteggerci. Fu lui il primo artefice del nostro successo”. Sul suo Milan: “Per vincere trofei importanti come la Champions League bisogna avere tanti campioni in squadra. A Milano in quegli anni, potevamo permetterci di avere gente come Costacurta, Stam, Rivaldo, Rui Costa e Inzaghi in panchina. Oggi il Milan – ma anche il calcio italiano nel suo complesso – per tornare in lizza, deve investire molto, a partire dalla costruzione dei nuovi stadi”. Su Ibrahimovic: “In campo è un vero animale, riesce a dare a tutti le motivazioni di cui abbiamo bisogno” ma su chi attualmente può ricoprire questa investitura nel Milan e nella nazionale di Antonio Conte, Gattuso non ha dubbi: “Nel centrocampo rossonero mi piace molto De Jong. In quello azzurro De Rossi può diventare un vero trascinatore. Il mio primo poster? Era quello di Salvatore Bagni, mi piaceva perchè era un lottatore in mezzo al campo e giocava senza parastinchi e con i calzini abbassati. Mio padre era un tifoso del Milan e adorava Gianni Rivera, io credo di averlo deluso quando ho scelto un ruolo diverso dal suo. Ma personalmente, ho sempre preferito un stile di gioco più combattivo”.

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