Esclusiva, Gautieri: “Bari e Lanciano due esperienze stupende. Sul mio futuro..”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

Bari - Virtus Lanciano

Domenica alle ore 15:00 andrà di scena la sfida tra Bari e Lanciano valida per la settima giornata della Serie B. I biancorossi vanno a caccia della loro terza vittoria consecutiva mentre gli abruzzesi non raccolgono i tre punti dalla sfida del 12 settembre quando vinsero 2-0 sull’Ascoli, primo ed unico successo ottenuto finora dalla squadra di D’Aversa. Proprio in occasione di questo match, la redazione di SuperNews ha contattato un grande ex di entrambe, Carmine Gautieri, che ha rilasciato dichiarazioni sulle due squadre, sulla Serie B e sul suo futuro.

Come prima domanda, come vede la sfida di domenica tra Bari e Lanciano, chi è la favorita?
Sarà una partita bella da vedere perché si affrontano due squadre che giocano un buon calcio. Il Bari è stato costruito per i quartieri alti della Serie B perché comunque ha una rosa importante a disposizione, mentre il Lanciano è un ottima squadra che ha un obiettivo diverso che è quello della salvezza. È normale che sulla carta il Bari ha qualcosa in più, poi però c’è sempre il campo che decide.

A cosa possono puntare queste due squadre?
Come sappiamo tutti il Bari è stato costruito per lottare per il campionato, il Lanciano per una salvezza tranquilla. Basta guardare la rosa del Bari che può contare su giocatori come Rosina, Porcari e altri, insieme ad una panchina di tutto rispetto. Le ambizioni sono diverse perché per me il Bari è stato cotruito per qualcosa di importante. La squadra del Lanciano sono anni che lavora bene, prendendo giovani importanti che possono crescere per diventare giocatori di prospettiva. Loro possono puntare ad un buon campionato con una salvezza tranquilla.

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Quali sono i ricordi del suo passato da calciatore e da allenatore a Bari e da allenatore a Lanciano?
Da calciatore a Bari sono stati tre anni fantastici, stupendi, perché abbiamo vinto un campionato, c’è stata una salvezza storica, tutti momenti che rimangono impressi nel mio passato. Da allenatore dei biancorossi sono stato pochissimo, solamente un mese, ma ho un ricordo fantastico di quell’esperienza anche se poi non c’erano le condizioni per continuare. Per quanto riguarda Lanciano, sono stati due anni con una vittoria del campionato e una permanenza in Serie B, in più ci sono persone squisite che ho avuto il piacere di conoscere. Penso che sia Lanciano che Bari siano per me ricordi indelebili e posso solamente parlare bene di queste due città, piazze e società.

Lei che rapporto aveva con i tifosi del Bari e del Lanciano?
Era un bel rapporto. Da giocatore a Bari mi sono trovato benissimo e mi hanno accettato bene anche da allenatore. A Lanciano abbiamo vinto, siamo arrivati in Serie B, quindi c’era davvero un bel rapporto.

Secondo il suo parere, oltre al Bari, quali sono le squadre che possono ambire alla promozione in Serie A?
Tra i club che aspirano al campionato c’è sicuramente il Cagliari, che secondo me è una vera e propria corazzata, dotata di un organico migliore rispetto alle altre ma questo lo sappiamo tutti. I nomi dei vari Sau, Melchiorri, João Pedro, Balzano, Capuano, Storari, Di Gennaro, Dessena la dicono lunga, è una formazione troppo importante per non vincere il campionato, una squadra che potrebbe benissimo raggiungere una salvezza tranquilla in Serie A. Ci sono poi il Cesena, lo stesso Livorno, il Pescara, il Latina che a mio avviso è un’ottima squadra. Tutte squadre che comunque sono state costruite per pensare in grande, come anche lo stesso Vicenza. È un campionato dove ci sono metà delle squadre che puntano a qualcosa di importante e l’altra metà come Lanciano, Pro Vercelli, la stessa Ternana che a mio avviso è una squadra importante, che mirano ad un campionato diverso.

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In molti dicono che lei sia uno zemaniano convinto nel suo modo di allenare, lei ci si ritrova in questa visione del calcio?
Zeman è stato un riferimento importante per quanto riguarda la mia carriera da allenatore, è normale che poi ognuno ci mette del suo, cerca sempre di migliorarsi. Penso che il 4-3-3 che fa Zeman non lo fa nessuno, nel senso che è un gioco molto propenso all’attacco e che gli ha permesso di ottenere grandi risultati. Nel 4-3-3 che invece adotto io, cerco di dare più copertura difensiva, non che Zeman non lo faccia, però è normale che bisogna anche difendersi nel modo più giusto, ad esempio usando il gergo tattico non è necessario a mio avviso lasciare andare tutti e due i terzini, mentre Zeman è uno che fa spingere anche i terzini in fase di possesso e costruzione. Basta dare uno sguardo al campionato dello scorso anno, quando ero alla guida del Livorno, con il secondo miglior attacco e la terza miglior difesa, a testimonianza del fatto che comunque lavoravo in tutti e due i reparti.

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Per chiudere, il futuro di Carmine Gautieri?
Devo dire che a giugno qualcuno mi ha chiamato, ma non essendoci state le giuste condizioni ho dovuto declinare le proposte. Anche in questo periodo qualcuno si è fatto sentire. Gli addetti ai lavori sanno come lavora il sottoscritto, sanno quello che ho fatto l’anno scorso a Livorno dove sono stato esonerato da terzo in classifica e con il secondo attacco del campionato. Ho alle spalle anche un campionato vinto con il Lanciano e una salvezza in Serie B. Non aspetto un progetto perché sappiamo benissimo che in Italia i progetti non esistono, aspetto semplicemente l’opportunità giusta.

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