Il punto in casa Juve. Bonucci su Inter-Juve: “Pari giusto ma bicchiere mezzo vuoto”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

calcio-leonardo-bonucci-juventus-fb-leonardo-bonucci-800x532Stamattina i bianconeri hanno ripreso gli allenamenti in vista della partita di mercoledì in casa contro il Borussia Mönchengladbach, che rappresenta la ghiotta possibilità di chiudere i giochi qualificazione dopo appena tre gare. Guai, però, a sottovalutare i tedeschi, che dopo un inizio shock costato la panchina a Favre, hanno ripreso a marciare alla grande in campionato (5-1 esterno nell’ultimo turno) e hanno messo in seria difficoltà il City nell’ultimo turno di Champions League, risolto da Aguero con un rigore in pieno recupero.

In campionato, però, è tutta un’altra musica per i campioni in carica, come dimostrato ieri nel derby d’Italia, Inter-Juve, quando i ragazzi di Allegri hanno dato vita ad un’altra prova incolore, soprattutto nel primo tempo quando l’Inter, dopo 10-15′ di sostanziale equilibrio, ha preso in mano le redini del gioco mettendo sotto la Juventus nonostante i nerazzurri presentassero un centrocampo di qualità inferiore, almeno sulla carta. Troppo poco far leva sulla reazione cui si è assistito nel secondo tempo: la manovra è ancora molto lenta, l’uscita dal pressing difficoltosa, con i difensori spesso costretti ad impostare al di là delle proprie caratteristiche; scarsa la capacità di liberare l’uomo nello spazio sulla trequarti e sull’esterno per far male agli avversari. Il tutto condito da una palese sterilità in attacco, testimoniata dal misero bottino di 9 gol totali (ben 3 su rigore) in 8 partite e dall’incapacità di tradurre in conclusioni a rete la supremazia territoriale e le diverse occasioni potenziali che la squadra crea anche nelle giornate più buie, come quelle di Roma e Napoli.

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E’ per questo che uno dei leader del gruppo, Leonardo Bonucci, è voluto tornare sul momento attraversato dalla Juve per sottolineare il sentimento di amarezza che ha seguito il pareggio di ieri in Inter-Juve: “C’era un po’ di rammarico perché le occasioni avute ci potevano portare 3 punti importanti dal quale cominciare la risalita per colmare quel gap che c’è con le prime in classifica”, ha ammesso il difensore della nazionale ai microfoni di Sky.

Una nota senza dubbio positiva è quella rappresentata dalla capacità di mantenere inviolata la porta di Buffon, un fatto che si è verificato appena due volte nelle prime otto uscite di campionato. Ritrovare la solidità difensiva e la concentrazione finora vista solo in coppa era sicuramente un obiettivo primario dei bianconeri, che Bonucci vuole condividere a livello di squadra: “La difesa ha fatto quello che doveva: il proprio lavoro. Aiutata da un grande pressing di Zaza e Morata e aiutata dai centrocampisti. Solo così giocando di squadra, la Juventus ha vinto negli anni. E sicuramente dobbiamo partire da li. Nella fase difensiva ieri sera abbiamo retto l’urto di tre giocatori fortissimi che ha davanti l’Inter. Perché comunque era difficile giocare una partita contro dei giocatori così vivi, così temibili soprattutto quando giocano tra di loro. Quindi questo è stato fatto grazie all’aiuto delle punte e dei centrocampisti che hanno aiutato molto nella fase difensiva“, ha affermato l’ex difensore di Inter, Treviso, Genoa e Bari, insistendo sul sacrificio ulteriore che Allegri chiede alle punte rispetto alla scorsa stagione.

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Per quanto riguarda il campionato, il centrale viterbese non si sofferma sul cospicuo ritardo accumulato ma indica in Roma e Napoli le squadre più attrezzate per lo Scudetto tra quelle che precedono la Juve in campionato. “Rimangono Roma e Napoli. Perché comunque la Roma è un gruppo che gioca insieme da anni e hanno trovato con Dzeko e Pjanic due giocatori formidabili. Il Napoli con Sarri che come con l’Empoli ha dimostrato un gioco e sicuramente ha dimostrato che è sempre difficile da affrontare. Sono curioso di vedere la Fiorentina, perché Paulo Sousa fa giocare un bel calcio soprattutto in fase offensiva e lo abbiamo visto in Inter – Fiorentina. Quindi diciamo che metto sul gradino più alto Roma e Napoli, con sotto la Fiorentina e la Juve che sta arrivando”, ha chiosato.

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Infine un pensiero sul futuro, tornando sul rinnovo di contratto firmato a luglio, che ne ha fatto una delle colonne portanti dello spogliatoio bianconero sanzionando la crescita di rendimento e personalità fatta registrare nelle ultime stagioni: “Io ho firmato con la Juventus per il rinnovo perché credo in questo progetto che può e deve esser un progetto vincente. Quindi quando ho firmato a luglio, ho firmato con la consapevolezza di essere in una grande squadra che come obiettivo minimo deve vincere”. Un ruolo, quello di leader e guida per i compagni, specie i più giovani e i nuovi arrivati, che implica necessariamente delle assunzioni di responsabilità maggiori rispetto al passato. Un concetto già enucleato nelle scorse settimane da Patrice Evra, uno dei grandi saggi del gruppo, e sul quale è tornato anche Bonucci: “Poi un anno come questo che parte con delle difficoltà non è mai bello pensare a non vincere alla fine. Quindi è da parte nostra che deve venire fuori quell’orgoglio di dimostrare che questa maglia va meritata e portata in alto ad ogni costo“. 

 

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