Moratti ai saluti. Senza di lui non sarà più la stessa Inter

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

2290228-morattiSerata di grande calcio, ieri a San Siro. Ma anche serata di clamorosi addii. Dichiarazioni che non t’aspetti. Ed è per questo che fanno ancora più rumore. Massimo Moratti esce allo scoperto e sceglie proprio l’occasione della partitissima del Meazza contro la Juve, rivale di una vita, per annunciare il suo probabile addio definitivo all’Inter: Si, -ha dichiarato ieri Moratti al termine della gara- ho dato la mia disponibilità agli azionisti a cedere le mie quote. E’ un gesto di disponibilità nei confronti degli azionisti stessi”. Apriti cielo. Inter-Juventus finisce in secondo piano, le domande sono tutte sulle dichiarazioni dell’ex presidente che potrebbe lasciare definitivamente, dopo aver guidato l’Inter per 18 anni prima di cedere il timone a Erick Thohir. Ma lui dribbla tutti e sparisce nell’auto che lo porta via da San Siro nell’umida notte milanese. Lasciando tutti gli interisti col fiato sospeso. Il passaggio definitivo di consegne sta per avvenire. Moratti ha inteso traghettare l’Inter per un breve periodo nel passaggio a Thohir, ora sembra giunto il momento di farsi da parte.

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Certo sentirselo dire dalle sue stesse parole, è stato come un fulmine a ciel sereno per i tifosi interisti. E poi, annunciarlo proprio nella gara contro la Juve, non è stato proprio il massimo del tempismo. Ma tant’è, la sostanza non sarebbe cambiata più di tanto. La notizia era nell’aria da alcuni giorni, ieri Moratti l’ha, in pratica, quasi ufficializzata. Ora la palla passa agli azionisti. Se la sentiranno, al di là del discorso meramente economico, di rendere subito operativa la disponibilità di Moratti? La sensazione è che ci si avvii verso quella strada, ma che l’addio definitivo di Moratti non sarà così immediato. Certo è che fa un certo effetto: il presidente del Triplete, colui che ha incarnato per un ventennio le migliori qualità del grande papà Angelo Moratti, sta per lasciare definitivamente. Da domani, l’Inter, sarà un po’ più sola. Perché Moratti era sempre rimasto (anche dopo l’avvento di Thohir, diciamocelo chiaramente) il “presidente” per antonomasia, colui che parlava con i giocatori, li coccolava, li rassicurava. Non se ne era mai andato dall’Inter, era sempre presente. Ad Appiano Gentile così come al Meazza, a soffrire per l’Inter assieme a tutta la sua famiglia. Ieri Moratti, non aveva neppure tanta voglia di commentare il risultato di questo Inter-Juve, una partita che, fino a qualche tempo fa, lo infiammava. Se l’è cavata con un semplice e lapidario “nel primo tempo meritavamo di più”. E alla domanda se questa, per la squadra di Roberto Mancini, rappresenta un’occasione sprecata, aveva risposto: “No, no, queste partite sono talmente importanti e cariche di tensioni che se fai punti va sempre bene”. Poi, più nulla, l’ex presidente ha preferito non aggiungere altro e, avvolto nei suoi pensieri, si è dileguato da San Siro con la faccia di chi ha dato tanto e che ora desidera uscire di scena. Quasi in punta di piedi. Le sue dichiarazioni faranno invece molto rumore. Perché l’Inter, senza Massimo Moratti, non potrà mai essere più la stessa.

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