La Lazio infinita, anche il Frosinone KO

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

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Una Lazio infinita, ridotta praticamente in dieci per il problema muscolare di Lulic a cambi forzatamente finiti, riesce nel finale ad avere la meglio di un ben organizzato Frosinone e volare così al terzo posto solitario in classifica. Ci si aspettava una partita difficile, perché il Frosinone ogni giornata che passa si sta scrollando di dosso le paure da neopromossa ed è sempre più difficile da affrontare, chiedere alla Juventus, perché la Lazio era reduce dalle fatiche del giovedì di Europa League, ma tanta fatica e sofferenza hanno alla fine premiato la squadra più coraggiosa, che ha creduto alla vittoria fino all’ultimo anche se ridotta in 10, con tanti giocatori rimasti senza benzina e con Parolo terzino destro! La squadra di Pioli parte bene nel primo tempo schierata di nuovo con il 4-3-3 marchio di fabbrica della scorsa stagione. Kishna, Felipe Anderson e Djordevic in attacco, Parolo, Biglia e Cataldi sulla linea mediana  e difesa confermata con il solo Hoedt per lo squalificato Mauricio. Un grande pressing fin dai primi minuti permette ai giocatori della Lazio di recuperare subito il pallone e costringere sulla difensiva gli avversari. Kishna due volte e soprattutto Gentiletti di testa non trovano il gol per questioni di centimetri. Prima della fine del primo tempo Marchetti e costretto ad uscire anzitempo dal campo per un violento colpo subito sotto l’occhio sinistro, al suo posto ecco Berisha. Nella seconda frazione, proprio a causa di questo cambio forzato, Pioli rimanda in campo gli stessi undici uomini ma la partita ora appare subito diversa. La Lazio non sembra avere la stessa intensità dei primi 45 minuti e il Frosinone ne approfitta per provare a fare gioco e comincia a spaventare la Lazio. Una fenomenale parata di Berisha su un tiro a colpo sicuro di Dionisi salva la Lazio dal subire il gol e il portiere albanese si ripete poco dopo su un sinistro violento di Soddimo. Sul corner susseguente Blanchard, quello che aveva fatto la storia allo Stadium, colpisce la traversa. La Lazio, barcolla ma non molla. Rosi sulla linea respinge di petto una puntata di Parolo da due metri con Leali a terra battuto. Mentre entra Keita per Kishna, chiede il cambio anche Basta che si deve arrendere ad una spalla lussata. Dentro Konko. Nel frattempo comincia a zoppicare Lulic per problemi muscolari, Parolo “scala” terzino sinistro e il bosniaco va a fare la boa a centrocampo. Konko, Hoedt, Gentiletti, Parolo e Berisha in porta questa è la difesa della Lazio in questo momento di assoluta emergenza. Ma con forza, caparbietà, volontà di non mollare una zolla di terreno ed un grande spirito di squadra, tutti raddoppiano gli sforzi con Keita a trascinare i compagni. Al minuto 80 una combinazione Cataldi – Djordevic – Keita fa esplodere l’Olimpico. Il tiro dello spagnolo sbatte sul palo prima di superare la linea bianca. Gol da centravanti purissimo!

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La Lazio gettando la stampella oltre l’ostacolo, ora deve resistere al ritorno dei ciociari ma in contropiede prima spreca una grande occasione con Parolo poi, sempre grazie alla velocità di Keita, nei minuti di recupero trova Djordevic pronto a mettere il sigillo finale ad una partita sofferta ma vinta con pieno merito grazie ad una enorme voglia di non arrendersi mai. Nota di merito a tutte quelle  “seconde linee” che fino ad oggi avevano trovato poco spazio: Berisha, Cataldi, Keita, persino Konko, calatosi subito nella parte. Se i giocatori di Pioli riusciranno a recepire bene l’importanza di farsi trovare sempre pronti fidandosi delle decisioni del mister, allora ogni traguardo a questi ragazzi e a questa squadra non sarà precluso. Ora c’è la sosta per le Nazionali, ci si arriva dopo un ciclo davvero intenso di partite che lasciano però la Lazio terza in classifica anche sopra la Roma e prima nel girone di Europa League. E dopo la sosta sono attesi i rientri di Candreva, Klose e De Vrji, altre frecce a disposizione dell’arco di Stefano Pioli.

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