Milan, Berlusconi: “Dobbiamo andare in campo sempre per vincere”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

Db Milano 25/10/2015 - campionato di calcio serie A / Milan-Sassuolo / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Silvio Berlusconi

Giornata a Milanello per il Presidente Berlusconi tra incontri di lavoro e visita alla squadra. Poco prima di andar via il numero 1 rossonero si è fermato a parlare con i cronisti presenti, ecco le sue parole:

Si sta meglio dopo due vittorie:“Certo, abbiamo abbandonato certi schemi di gioco che non funzionavano e ci stiamo dirigendo più verso quello che è lo stile Milan, con un calcio ragionato, fatto di possesso palla e palla a terra. Appena avremo indietro Balotelli e Menez torneremo ad un modulo ultra offensivo”

Su Menez e Balotelli: “Ha questo problema alla schiena ed è un gran peccato. Pensavamo che con lui e con il nuovo Balotelli avremmo avuto una nuova forza offensiva, con Menez dietro a Balotelli e Bacca. I due avrebbero dovuto giocare vicini, a distanza di 6-7 metri d’altro con Mario che non avrebbe più svariato sulle ali come ha fatto in passato. Dobbiamo avere una propensione offensiva che deve durare per tutta la partita”.

Su Menez trequartista: “Era l’uomo che pensavamo che avrebbe agito dietro le punte. Ci contavamo tanto”.

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Su Boateng: “Tira in porta da qualsiasi posizione. È strutturato per essere un grande centravanti. Le ginocchia stanno bene”.

Sul suo tesseramento a gennaio: “Dipende dalle risposte che darà il suo fisico. A me è sempre piaciuto”.

Su Donnarumma: “E’ una bellissima evenienza quella di un 16enne ritenuto pronto a giocare subito in Serie A. E’ il portiere dei prossimi 20 anni. Invido i miei successori che non avranno bisogno di investire sul portiere nei prossimi anni”.

Su Bertolacci: “E’ migliorato molto. Ci siamo parlati e gli ho detto che ci aspettavamo un altro giocatore, ma da domenica ha cambiato marcia. Mi dicono quelli del Genoa che anche da loro faceva fatica a inizio campionato e che emergeva da ottobre in avanti. Ottobre adesso è finito, quindi…”.

Sulla Champions League: “La Champions è un imperativo categorico. Non possiamo, come Milan, stare fuori dalle semifinali e dalle finali di Champions. Il progetto che abbiamo di commercializzazione del marchio nei paesi orientali, soprattutto in Cina, si può fare se il Milan rimane protagonista in Europa e nel Mondo. In quel caso, la commercializzazione del marchio può portare introiti altissimi”.

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Sul brand: “Il brand del Milan è stato stimato a 1 miliardo e 300 milioni di euro. Se si riuscisse a rendere concreta questa valutazione, che può avvenire solo tramite il merchandising, ristoranti e scuole calcio, dovrebbe portare introiti sopra i 100 milioni all’anno. Questa commercializzazione dovrebbe portare, al terzo anno, 200 milioni. Se questo dovesse accadere, avremmo la possibilità di andare a prendere i top player. E poi c’è sempre la possibilità che il club venga quotato a Hong Kong”.

Su mister Bee: “Ci sono state tante cose allucinanti, come certi attacchi di certi giornali che hanno insinuato che i soldi di Bee fossero dei miei capitali all’estero. Colgo l’occasione per ribadire un concetto: se uno dimostra che il signor Berlusconi ha fuori dei capitali, mi impegno a versare in beneficenza 10 volte la somma che verrebbe trovata. Solo dei dissennati possono pensare questo. Quando sono andato a Lugano, l’ho fatto perché mister Taechaubol aveva li un suo consulente”.

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Sul Milan: “Il Milan deve scendere in campo con una fiducia pienissima, perché la missione è sempre quella: essere padroni del campo e del gioco. Dobbiamo andare in campo sempre per vincere”.

Sulla fiducia: “La risposta l’ha data il campo”.

Su Mihajlovic: “E’ una persona forte. Non ha mai avuto abbattimenti. L’ho sempre trovato fiducioso della possibilità di esprimere un buon gioco e di fare buoni risultati. Il campionato è altalenante e il distacco dalla prima, se avessimo vinto a Torino, sarebbe di cinque punti. Li abbiamo sbagliato perché non abbiamo tenuto la palla e abbiamo dibattuto con i giocatori di questo. La società Milan ha sempre tenuto in considerazione i propri allenatori e i loro morale. Come avete visto abbiamo tenuto il contratto con Inzaghi fino alla fine del campionato e non abbiamo mai voluto andare contro i nostri allenatori”.

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