Milan, la crisi è anche tattica. Mihajlovic non ha dato ciò che ci si attendeva

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

statistiche milanIl più brutto Milan di questo inizio di stagione visto all’opera ieri sera a San Siro contro il Napoli, per ammissione dello stesso allenatore dei rossoneri, non vale le più attrezzate squadre del campionato. Ne dal punto di vista di qualità ma neanche da quello dell’organizzazione tattica. E se per il primo aspetto la responsabilità può essere attribuita alla società, incapace ancora una volta di fare investimenti mirati e ragionati in estate, per il secondo punto tutta la ” colpa” non può che essere attribuita all’allenatore del Milan Mihajlovic. Le dichiarazioni del post gara del tecnico serbo lasciano spazio a molteplici interpretazioni che però non devono distogliere l’attenzione sulla realtà dei fatti e su quelle che sono le reali condizioni della formazione rossonera . Oggi il Milan, indipendentemente da chi va in campo, non ha mai mostrato sul rettangolo di gioco una minima parvenza di gioco. Tanti dubbi tattici che poi si tramutano in campo in prestazioni imbarazzanti come quelle di ieri sera.  E’ facile ammettere la ” debolezza” della propria rosa dopo lezioni di calcio come quella data ieri dal Napoli al Milan ma è altrettanto palese come un allenatore che si rispetti debba cercare di effettuare, anche in corso d’opera, alcuni aggiustamenti per rimettere la barca in linea di galleggiamento. E questo ieri sera non si è proprio visto. Affermare che la squadra che si allena sia più debole rispetto alle squadre più attrezzate non è per Mihajlovic un salva condotto per rimanere al proprio posto, scaricando la colpa sui giocatori. Il tecnico serbo non è riuscito ancora a dare un’identità alla squadra e questo dovrebbe avvenire indipendentemente dai giocatori che si hanno a disposizione. Perchè è vero che le qualità tecniche dei calciatori nessun allenatore può farle nascere dal nulla ma è anche vero che i movimenti tattici, il fare in campo ciò che viene acquisito durante la settimana si dovrebbero mettere in pratica anche se non ti chiami Cristiano Ronaldo o Messi.

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Quindi sono soltanto due le possibili spiegazioni a questa crisi del Milan. O l’intera rosa è , per l’ennesimo anno, costruita male ed i giocatori sono tutti , o quasi, di basso livello ( nonostante gli investimenti fatti in estate) o c’è qualcosa che non va dal punto di vista della guida tecnica di una squadra che evidentemente quando scende in campo, tranne in rarissime occasioni, non sa come giocare degnamente a calcio. Adesso, per fortuna del Milan, arriva la sosta che servirà sicuramente a fare quadrato attorno ad una situazione di difficoltà e dalla quale la squadra potrà ricavare un po di serenità per preparare al meglio la ripresa del campionato. A meno che la proprietà non decida di sfruttare proprio questi dieci giorni di attesa dalla ripresa del campionato per compiere una piccola ” rivoluzione”, passando innanzitutto dalla decisione di cambiare allenatore. Un’eventualità, ad oggi remota, che potrebbe però trasformarsi in una vera e propria esigenza qualora il rapporto di fiducia tra dirigenza ed allenatore venisse irreparabilmente meno dopo l’inquietante sconfitta di ieri e la successiva contestazione dei tifosi a fine gara.

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