Milan, Miha: “Usciremo sicuramente fuori da questa situazione”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Giorno di vigilia in casa Milan per il match di domani in trasferta contro il Torino. Da poco è terminata la conferenza stampa del tecnico Sinisa Mihajlovic, ecco le sue parole:

Sulla situazione di difficoltà e la settimana senza i tanti nazionali: “Usciremo sicuramente fuori da questa situazione. La settimana con tante assenze non è il modo migliore di preparare la partita, però non ci sono alternative, perciò non è una scusante”.

Sul cambio di modulo al 4-3-3: “Non c’è un modulo che ti fa vincere o perdere. In queste settimane ho letto tante cose, tra cui che la società ha chiesto di cambiare modulo. Chi scrive ciò non mi conosce, io parlo con la società, ma le scelte tattiche rispondono solo a me. In questo momento abbiamo bisogno di compattezza e più protezione. Non abbiamo potuto lavorare perchè mancavano 11-12 giocatori. Se non si va in campo con l’atteggiamento giusto non c’è modulo che tenga. Con il 4-3-1-2 ci sono diversi problemi, non so se sia il momento giusto per cambiarlo ora, vediamo”.

Sulla scelta iniziale del 4-3-1-2: “Noi siamo partiti con questo modulo perchè è nella storia e nel DNA del Milan. Nel pre-campionato abbiamo avuto ottime risposte, poi invece con l’inizio del campionato ci sono stati alti e bassi”

Su cosa fare domani per vincere: “Bisogna giocare da Milan, Ventura è uno dei più bravi allenatori d’Italia, un insegnante di calcio. Ha la fortuna ma soprattutto il merito di essere in quella piazza da diversi anni. Sappiamo come poterli mettere in difficoltà, speriamo di riuscirci a metterlo in pratica”.

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Se si può far condizionare dai 5 gol subiti l’anno scorso con la Sampdoria contro il Torino: “Ogni partita fa storia a sè, abbiamo preso 3 gol sui calci piazzati. Sono partite che capitano, non dovrebbero mai succedere ma succedono ogni tanto. Nonostante il grandissimo campionato l’anno scorso, sono capitate delle giornate così”.

Se invidia Ventura per il tempo datogli dal Torino: “Se alleni il Milan non puoi invidiare nessun allenatore al mondo. E’ diverso lavorare in una società grande rispetto a una meno grande. So che nel primo caso viene dato meno tempo che nel secondo. Se qualcuno dice che mollo, non mi conosce. Io non mollo mai, vado avanti fiducioso e sereno, uscirò da questa situazione”.

Se è possibile che la squadra non abbia recepito la sua grinta: “I miei giocatori quando vanno in campo hanno sempre cercato di fare le cose per bene. Poi è vero, psicologicamente siamo deboli. Nel primo tempo con il Napoli abbiamo fatto bene, poi gli episodi e gli errori individuali hanno causato il risultato così rotondo per il Napoli. Risultato comunque giusto. Bisogna rimboccarci le maniche. La Lazio, per esempio, in due partite ha preso 9 gol, poi hanno vinto 3 partite consecutive e ora sono terzi in classifica”.

Su come si vive una sconfitta in Italia: “Questo fa parte della mentalità degli italiani, io non vedo niente di strano. Mancini ha avuto la fortuna di vivere in Inghilterra e avrà detto così perchè avrà visto le differenze. A me piace la pressione che c’è in Italia, è stimolante. Sappiamo che noi siamo i primi responsabili di tutto, non si guarda il lavoro, ma solo i risultati”.

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Sulla pressione in queste due settimane: “Io ho smesso di fare l’allenatore in nazionale, perchè mi piace vivere la pressione quotidiana. Ho passato qualche giorno in famiglia, poi sono tornato qua e ho fatto ciò che mi piace, ovvero lavorare”.

Sulla metafora del Milan come cavallo vincente
: “II cavallo vincente si vedrà a fine corsa, io penso che sia così”.

Sulle condizioni di Balotelli: “Gli infortuni fanno parte del nostro lavoro. Lui ha un po’ di pubalgia, e sente ancora un po’ dolore, spero che da lunedì rientri con il gruppo”.

Sulla mancanza di carattere e voglia: “Io sono convinto che loro vadano in campo cercando di fare il massimo. Non tutti abbiamo lo stesso carattere ed è anche difficile trasmetterlo. Io li guardo tutte le settimane e lavorano bene. Poi, sicuramente, come tutti i giocatori, qualcuno dà di più e qualcuno di meno, dipende dal momento”

Sulla scelta di cambiare modulo nonostante le difficoltà date dalle assenze in settimana: “Chi ha detto che cambiamo modulo? Vediamo domani, non so se è il caso di cambiare. Abbiamo 9 giocatori, come faccio a cambiare modulo? Poi vediamo se domani lo cambio, ma faccio di testa mia e mi prendo tutte le responsabilità”.

Sulle diverse alternative date dai cambi modulo: “Può capitare nel corso della partita, come abbiamo fatto a Udine con il 4-4-2 e abbiamo vinto. Con il Napoli abbiamo fatto la stessa cosa, ma non abbiamo fatto bene. Con i giocatori che abbiamo possiamo fare altri moduli rispetto al 4-3-1-2, come il 4-3-3 e il 4-4-2”.

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Sulle sconfitte senza accenno di rimonta e senza segnare un gol: “Non è vero che non c’è mai stata reazione. Partendo dalla Fiorentina sicuramente potevamo fare meglio dopo essere andati sotto di un uomo e di un gol, con l’Inter abbiamo preso un palo, con il Genoa abbiamo avuto diverse occasioni. Poi, è vero, non siamo mai riusciti a segnare. Poi per chiarire una cosa che ho letto da qualche parte che la mia squadra è la squadra che corre meno in Italia. E’ una notizia imprecisa perchè a noi interessa l’intensità non la distanza totale. A parte che questo dato era falso perchè alle 19 squadre hanno contato 7 partite, mentre al Milan solo 6. Poi, altra cosa, il Milan ha giocato spesso con un uomo in meno e non tutte le partite durano lo stesso tempo. Non voglio polemizzare con i giornali, ma mi aspetto che i giornalisti di grandi testate prima di riportare dei dati falsi li controllino”.

Un aggettivo in questi 4 mesi di Milan: “Stimolante”.

Sulle dichiarazioni di Honda: “Io chiarisco con Honda al massimo le cose tecniche, se vuole la società se ha delle cose da chiarire le chiarisca, ma non mi riguardano”.

Su Honda che ha segnato 8 gol in 11 partite con il Giappone: “Anche l’anno scorso ha segnato 7 gol nelle prime 6 partite”.

 

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