Milan, Mihajlovic litiga con Cerci e Alex

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

CMoyi9kWoAAPF7UNervi tesi in casa Milan. Ed ora emergono anche inquietanti retroscena sulla gara appena disputata dai rossoneri contro il Torino. Dei retroscena che certificano in maniera inequivocabile la tensione che si respira nello spogliatoio del Milan. In campo, sabato sera, tutti hanno visto (e soprattutto udito) la discussione a tre fra Mihajlovic e i suoi giocatori Cerci e Alex. Con il brasiliano sgridato dall’allenatore per aver calciato (malamente) una punizione che doveva invece battere Cerci. Ma l’episodio del campo, sembra che abbia avuto un seguito anche negli spogliatoi, a fine gara.

Qui si sarebbe verificata una clamorosa ramanzina da parte di Mihajlovic ai due giocatori. L’allenatore, oltre che con Alex, ce l’avrebbe avuta anche con Alessio Cerci, reo di non essersi opposto alla volontà di Alex di calciare a tutti i costi quel famoso calcio di punizione. Sono volate parole grosse, anzi grossissime, anche perchè, alle rimostranze plateali del tecnico, i due giocatori avrebbero risposto in maniera altrettanto energica, cercando di discolparsi con enfasi. Ne sono seguiti momenti molto agitati e di forte tensione, stemperati a fatica da altri giocatori della squadra. Si vocifera che i rapporti tra Mihajlovic e qualche giocatore non siano più idilliaci. Molti calciatori del Milan sarebbero stufi (o comunque mostrerebbero una certa intolleranza) verso il modo in cui Mihajlovic si rapporta a loro. I continui e plateali sfoghi del serbo non sarebbero più ben digeriti dal gruppo.

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Un problema in più per una squadra che di tutto avrebbe bisogno tranne che di malumori o spaccature interne. Molta voglia di ricucire, peraltro, non c’è. L’atmosfera è tesa e anche Berlusconi e Galliani non sembrano avere la volontà di aspettare ancora troppo tempo. La notizia è certa: ancora dieci giorni e due partite ha a disposizione Mihajlovic per trasformare il suo Milan. Dopo l’ennesimo flop contro il Torino la pazienza di Berlusconi è ai minimi termini.

Mihajlovic deve “ringraziare” il fatto che a Torino non si sia perso: altrimenti sarebbe stato probabilmente esonerato. Il pari, invece, ha rimandato tutti i discorsi sul tecnico alle prossime partite. Un’altra sconfitta e addio Sinisa. Ma l’allenatore non pensa a queste cose e cerca di mettere in campo la sua forte personalità. Che è anche troppa, come alcuni suoi giocatori pensano.  C’è qualcuno, all’interno della società, che avrebbe “consigliato” Mihajlovic di ammorbidire i toni nei confronti dei suoi giocatori, soprattutto quelli dotati di maggior carisma, ricevendo, da parte del mister, un secco rifiuto. Mihajlovic ha anche ribadito che le scelte di formazione di qui in avanti saranno solo farina del suo sacco, rispedendo al mittente eventuali consigli o suggerimenti societari. Ma intanto questo Milan continua ad arrancare.

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La squadra non incarna le qualità del suo allenatore e in campo non sembra avere un vero leader. La difesa continua a preoccupare Mihajlovic, che se l’è presa anche con Diego Lopez. Punto fermo la scorsa stagione, capro espiatorio, oggi. E’ discendente anche la parabola del portiere spagnolo. E poi le discussioni nello spogliatoio. Con un Mihajlovic sempre più in difficoltà. Per il suo Milan e per lui, tira davvero una brutta aria.

 

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