Tifosi, uno stipendio l’anno per la squadra. Abatantuono: “Pay tv meglio dello stadio”

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

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Roma – ‘Cara squadra, ma quanto mi costi?’ E’ stata questa la domanda posta dalla redazione di SuperNews ai tifosi italiani attraverso un sondaggio teso a valutare quanto sono disposti a spendere i supporters nostrani per la propria squadra del cuore.

Ben 1.083 euro è il costo sostenuto ogni anno da coloro che vivono una vera e propria passione per i colori della propria compagine. Una somma non indifferente se messa in relazione allo stipendio medio nazionale. Chi tifa, quindi, mette mano al portafoglio ed è disposto a sottrarre dal proprio budget mensile 90 euro circa. L’acquisto dei biglietti incide per il 55% della spesa totale, ma i tifosi preferiscono la tv allo stadio.

Il sondaggio ha coinvolto un campione altamente rappresentativo del prototipo del ‘vero’ tifoso italiano, quello ‘attivo’ per la propria squadra, amante spassionato dei propri colori e che auto-definisce il livello della propria fede calcistica ‘alto’.

Alla pay tv non si rinuncia: il 48,45% vede le partite a casa

Sarà per comodità, praticità o semplicemente per pigrizia, ma gli italiani preferiscono godersi le partite dal divano di casa. La metà degli intervistati, il 48,45%, preferisce, infatti, vedere le partite in tv. Lo stadio, scelto dal 38,14%, occupa il secondo posto di questa speciale classifica. Terza posizione per lo streaming, preferito dal 19,50% dei partecipanti. Meno blasonata la possibilità di vedere le partite a casa di amici (11,34%), di ascoltarle in radio (9,28%) o di vederle nei locali pubblici (preferiti dal 7,22% dei rispondenti). Eppure, si tratta di opzioni, quest’ultime, decisamente più economiche rispetto alla possibilità di acquistare l’abbonamento alla pay tv o i biglietti per l’ingresso allo stadio. Ma si sa, al cuore non si comanda e per farsi i conti in tasca, quando si tratta della propria squadra del cuore, c’è sempre tempo. La pay tv però ha un costo e per godere di questo privilegio il tifoso spende circa 419 euro all’anno, il 38% della spesa totale.

Dove guardi le partite della tua squadra del cuore?Percentuale
A casa in tv48,45
Allo stadio38,14
A casa in streaming19,59
A casa di amici11,34
Le ascolto in radio9,28
Nei locali pubblici7,22
Nelle sedi dei club1,03

Alta, inoltre, la soddisfazione di coloro che hanno scelto di guardare le partite in televisione, con un 59% dei rispondenti a dichiarare che non rinuncerà mai all’abbonamento per la pay tv e un 9%, invece, che nella sua lista dei desideri inserisce proprio la possibilità di acquistarlo quanto prima.

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Hai un abbonamento alla pay tv?Percentuale
Si, non ci rinuncerò mai59%
No e non lo acquisterò23%
No, ma lo acquisterò quanto prima9%
Si, ma è mia intenzione retrocedere dal contratto9%

Domenica ho un impegno: la mia squadra mi aspetta allo stadio (ma non sempre…)

Vecchia Signora si, ma anche cara! Gli Juventini primeggiano la classifica dei tifosi dal cuore d’oro, rassegnati a dover spendere una vera e propria fortuna per veder giocare Buffon allo stadio. 1.300 euro è infatti il costo di un abbonamento in tribuna allo Juventus Stadium, il doppio rispetto alle rivali romane, Roma (835 euro) e Lazio (650 euro). Sul podio anche Milan e Inter: 1.150 euro e 945 euro sono i costi dei rispettivi abbonamenti. Decisamente più economici i prezzi in curva: la Juventus occupa ancora una volta il primo posto in classifica (430 euro), seguito subito dopo dal Milan (420 euro) e dalla Roma (310 euro).

Costi effettivamente poco abbordabili dalle tasche dei più, tifosi intervistati dal sondaggio inclusi: soltanto il 10,20% di loro dichiara, infatti, di possedere un abbonamento in tribuna, mentre il 18% ha acquistato per questa stagione un abbonamento in curva. Dati lontani da quel 41% che invece preferisce acquistare i singoli biglietti per le partite.

Per seguire la mia squadra:Percentuale
Acquisterò i singoli biglietti quando posso41,84%
Non seguo la mia squadra allo stadio29,59%
Ho acquistato un abbonamento in curva18,37%
Ho acquistato un abbonamento in tribuna10,20%

I prezzi dei biglietti sono variabili e vanno dai 10 euro per la curva fiorentina spesso in promozione, ai 37 euro richiesti dal Milan, per un costo medio di 22 euro circa. Non pochi se si considera che il costo va moltiplicato per tutte le partite a cui si assiste nel corso della stagione: 27 in media, secondo quanto affermato dal campione. Se infatti è vero che la maggior parte degli intervistati (43,43%) assiste ad un massimo di 8 trasferte a stagione è anche vero che il 36% non perde un incontro interno.

Per questa stagione la tua squadra affronterà 19 trasferte. Quante volte sei disposto ad accompagnarla?Percentuale
Da 1 a 8 volte43,43%
Mai36,36%
Sempre13,13%
Da 9 a 14 volte7,07%

Quante volte, invece, andrai allo stadio per gli incontri interni?Percentuale
Sempre36%
Fino a 8 volte31%
Mai23%
Fino a 15 volte10%
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A conti fatti, alla fine della stagione il tifoso medio avrà speso ben 598 euro per l’acquisto dei biglietti (88 euro al mese), il 55% della spesa totale annuale.

Sciarpe, cappelli, maglie e tuta: un gadget all’anno lo compro!

I gadget sono un accessorio irrinunciabile per chi vive appieno la propria fede calcistica, ma vanno acquistati a piccole dosi perché i prezzi non sono sempre accessibili. Nonostante ciò, solo il 28% dei partecipanti al sondaggio dichiara di rinunciare al loro acquisto a causa del prezzo troppo elevato, mentre il 55% ammette che almeno un gadget all’anno se lo concede, per una spesa media di 65 euro circa.

I gadget della mia squadra sono:Percentuale
Mi piacciono e quando posso li acquisto55%
Costano troppo e ne faccio a meno28%
Fondamentali, ogni anno ne faccio rifornimento17%

Ma quanto costano accessori e gadget delle squadre di Serie A? Per quanto riguarda le tute non si spende meno di 120 euro, mentre sono molto più economici i prezzi di cappelli e sciarpe (25 euro in media). Il costo delle maglie oscilla tra i 55 euro spesi dai tifosi dell’Udinese, fino ai 121 sborsati dai romanisti. Se si considera l’acquisto del kit minimo completo (sciarpa, cappello e maglia), il titolo di tifosi dal cuore d’oro va a juventini e milanisti costretti a sborsare ben 150 per gli eventuali acquisti, due euro in più rispetto ai tifosi giallorossi. Cari anche i kit da tifoso del Genoa (143 euro), del Verona (141 euro) e del Napoli (137 euro). Settima posizione per il Bologna, 125 euro per essere ‘griffati’ rossoblu; seguono Torino (118 euro) e Inter (116 euro). Più fortunati i tifosi della Lazio e quelli della Fiorentina che per acquistare le loro maglie, sciarpe e cappellini spendono rispettivamente 112 euro e 108 euro. Ultime posizioni di questa speciale classifica spettano invece a Udinese ed Empoli: i tifosi bianconeri spendono ‘soltanto’ 81 euro per concedersi i gadget della loro squadra del cuore, 11 in più dei loro amici azzurri.

“Caro stadio sei vecchio ed obsoleto, preferisco la tv”. Parola di Diego Abatantuono

Lo stadio non è il luogo preferito dai tifosi per veder giocare i propri beniamini. E’ la tv di casa la regina delle partite. SuperNews ha voluto indagare su questo dato, intervistando un tifoso d’eccezione, il supporter del Milan Diego Abatantuono che spiega così la sua avversione nei confronti dello stadio: “Io non so quanto spendo per la mia squadra, ma di sicuro non vado volentieri allo stadio. Evito le trasferte perché sono convinto che siano la maggiore fonte di danni, di risse e di violenza che il calcio italiano possa avere. Preferisco pagarmi l’abbonamento alla pay tv, costerà di più ma lo preferisco di gran lunga”. L’attore italiano ai microfoni di SuperNews spiega anche la ragione che ha allontanato lui e la maggior parte dei tifosi italiani dallo stadio: “Gli stadi sono brutti e non sicuri. Non sono confortevoli e non offrono servizi di qualità. Non è piacevole stare negli stadi italiani. Oltretutto, considerato che in famiglia siamo numerosi, e tutti tifosi, se andassi allo stadio ogni domenica spenderei una fortuna. Poi, bisogna riflettere sul fatto che il calcio italiano non sta vivendo una stagione favorevole e, a differenza di qualche anno fa, quando si va allo stadio non si assiste ad un gioco entusiasmante e non ci sono più i grandi campioni di una volta”.

Marco Canigiani (SS Lazio): “Lo stadio dovrebbe diventare il luogo emozionale per eccellenza”

Non molto distante l’opinione di Marco Canigiani, Responsabile Marketing della SS Lazio e grande conoscitore delle abitudini dei tifosi italiani. Il suo punto di vista non lascia spazio a dubbi: “Gli stadi nostrani non hanno impianti moderni, sono vecchi e non stanno al passo con i tempi. Oggi il tifoso cerca servizi di alta qualità e lo stadio deve diventare il luogo emozionale per eccellenza. Non è un caso se lo Juventus Stadium, l’unico moderno presente in Italia, abbia portato ad un incremento significativo delle presenze dei tifosi e della vendita dei biglietti”. Ma come è riuscita la tv a soppiantare lo stadio? Canigiani lo spiega così: “I gusti e le abitudini dei consumatori cambiano nel tempo e mentre gli stadi diventavano, per assurdo, la più grande barriera all’accesso all’evento sportivo, la tv, attraverso la tecnologia, l’hd, gli effetti sonori, i replay, l’informazione di dettaglio, riusciva a garantire un’esperienza di alto livello qualitativo. Di tutto ciò – aggiunge Canigiani – conosceremo le conseguenze soltanto tra vent’anni: il tifo per una squadra, infatti, fino a qualche anno fa nasceva proprio allo stadio, dove i papà e i nonni accompagnavano i bambini, tramandando di fatto questa loro passione alle generazioni future. I giovanissimi di oggi, invece, non vengono educati alla cultura del calcio vissuto allo stadio proprio perché nessuno ce li accompagna più”.

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