Zenga: “Sampdoria Inter non è una partita come un’altra”

Pubblicato il autore: Roberto Minichiello

zenga inter

Nella consueta conferenza stampa che precede la partita, Walter Zenga ha parlato di Sampdoria Inter. Una partita diversa dagli altri per i protagonisti che scenderanno in campo, sulla panchina blucerchiata è seduto chi ha passato una vita nelle file dell’Inter vincendo molto, come Walter Zenga, e sull’altra panchina l’uomo che ha fatto la storia della maglia della Sampdoria, Roberto Mancini. Non è una partita come le altre e lo sa bene il tecnico blucerchiato che prima di procedere alla conferenza stampa ha deciso di iniziare parlando proprio del significato di questa partita. “Oggi vorrei parlare io, visto che domani c’è una partita particolare. Vi dico queste parole con grande sincerità e con grande affetto. L’Inter sono stati 22 anni della mia vita, e se vi dicessi che è un avversario come un altro, non avrei rispetto di me stesso e della mia storia. Ma nella mia storia c’è stata anche la Sampdoria, e ora c’è la Sampdoria. Sono concentrato a fare bene ora, per me non può essere una partita normale. In passato ho anche dichiarato di volere allenare l’Inter, e mi ha fatto piacere essere accostato in passato a quella panchina. Ma quando sono arrivato qui ho ribadito che questo per me è un punto di arrivo, e conosco il valore di questa maglia, e di sudare e lavorare per essa.”

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Le parole di Zenga per evitare domande amarcord che nel corso dell’incontro con i media ci sono stati, come quella con il rapporto con l’attuale tecnico nerazzurro. “Ripensando alla pubblicità della Sega Master System sì, penso che ci verrà da ridere. Ho iniziato a giocare con Mancini a Locarno in Under 21. Lui a Genova ha fatto il calcio, e se non fosse stato per una punizione di Koeman nei supplementari avrebbe vinto anche la Champions. Quella leva della Nazionale, se avesse avuto un po’ di fortuna in più, sarebbe potuta essere la Spagna degli anni ’90.” Dopo si pensa alla partita dove la Samp deve riscattarsi dalla brutta prova di Bergamo. “Ogni allenatore prepara la partita per vincerla, mettendo i giocatori nel ruolo migliore. Poi le partite possono cambiare per mille aspetti, lì entra in gioco il fatto che una squadra deve crescere in termini di presenza e personalità, ed interpretare le situazioni di gioco differenti. Non si possono giocare tutte le partite allo stesso modo, e l’allenatore deve essere bravo a dare il giusto atteggiamento alla squadra. Devo migliorare sotto questo aspetto.”

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Muriel si è allenato a parte in questa settimana ma sarà convocato, così come Ivan. Zenga fa pretattica: “Muriel e Ivan sono stati convocati, ma il mio amico Mancio gioca a nascondino, e allora lo faccio anch’io. Se ci sono problemi, se siamo contati, io devo trovare le soluzioni. Domani sono convinto che i 14 giocatori che saranno della partita daranno non il 100, ma il 200%.” E poi si parla di Antonio Cassano, nelle ultime due partite sta recuperando la forma e probabile che domenica contro l’Inter possa partire titolare, viste le condizioni non ottimali di Muriel. “Antonio ha personalità e carisma, e la grande attitudine di vedere le giocate dove gli altri non le vedono. La sua condizione? Magari può giocare anche dall’inizio… sono cose che bisogna “sentire” insieme. Noi stiamo aumentando sempre più la convinzione di avere Antonio al 100%, e da quel momento saranno problemi per gli altri. Ci ha già dato una soddisfazione contro una sua ex squadra…” Come ha fatto bene appena entrato contro la Roma, è la speranza di Zenga ma anche di tutti i tifosi blucerchiati.

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Domenica alle 15 Sampdoria Inter sarà una partita particolare per Zenga e per Mancini, due uomini che hanno costruito le fortune di Sampdoria e Inter, ma è anche la partita di altri ex. Come di Icardi, non particolarmente amato dai tifosi blucerchiati, e la partita di Antonio Cassano, altro ex di turno, dove in nerazzurro non ha brillato come poteva.

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