Aldo Spinelli, il “mangia allenatori”

Pubblicato il autore: Alessandro Paroli

Aldo Spinelli

Come si sa ufficialmente da alcune ore, Aldo Spinelli, presidentissimo del Livorno, ha deciso nuovamente per un esonero: Christian Panucci non è più l’allenatore degli amaranto; al suo posto è stato chiamato molto a sorpresa Bortolo Mutti. “Non rischia” aveva detto Spinelli all’indomani della sconfitta del Livorno con il Bari, a proposito di Panucci. E invece, 48 ore dopo, è cambiato tutto.

Del resto, non c’è molto da fidarsi di Spinelli in fatto di conferme ed esoneri, perché, più di Zamparini, il presidente del Livorno è il vero mangia allenatori. La statistica è impietosa: dalla stagione 2004/05 ad oggi, solo Davide Nicola riuscì a rimanere in sella senza essere cacciato a stagione in corso da Spinelli (stagione 2012/13 e promozione in serie A), per un totale di 20 allenatori diversi che si sono seduti sulla panchina dell’Armando Picchi. Per darvi un’idea: sulla panchina del Palermo nello stesso periodo di riferimento, gli allenatori diversi scelti da Zamparini sono stati “solo” 16.

La travagliata storia tra Aldo Spinelli e i suoi allenatori nel Livorno inizia alla fine della stagione 2003-2004. Una stagione storica per i colori amaranto: dopo 55 anni infatti, la squadra guidata da uno sconosciuto Walter Mazzarri tornò in serie A grazie ai gol di Protti e Lucarelli e alle scorribande di un imberbe Giorgio Chiellini. Dopo quella eccezionale cavalcata, Mazzarri decise di mettersi alla guida della Reggina e Spinelli affidò la prima stagione in A del suo Livorno a Franco Colomba. La luna di miele durò poco, perché il Livorno si ritrovò ben presto in acque poco sicure della classifica; venne chiamato (anzi ri-chiamato) Roberto Donadoni che contribuì alla salvezza della squadra. L’anno successivo avvenne l’avvicendamento forse più assurdo dell’era Spinelli: Donadoni, confermato in estate, partì in maniera straordinaria portando il Livorno al quinto posto in classifica alla fine del girone di andata. Alcune, pesanti critiche mossegli dal presidente fecero sì che l’ex ala del Milan si dimettesse lasciando la squadra in mano a Mazzone.

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Alla fine della stagione 2005/06 il Livorno approdò in Coppa Uefa grazie alle penalizzazioni per lo scandalo Calciopoli e per affrontare la nuova stagione europea venne chiamato Daniele Arrigoni. Rapporto difficile: Arrigoni venne esonerato, reintegrato per volere della squadra e poi definitivamente cacciato per lasciar spazio a Orsi. L’estate del 2007 poi fu traumatica per altri versi: il Livorno e i suoi tifosi dovettero  assorbire il dramma della partenza di Cristiano Lucarelli, acquistato a suon di milioni di euro dallo Shakhtar Donetsk, e l’allenatore Orsi finì presto nel tritacarte. Al suo posto Spinelli chiamò Camolese, salvo poi tornare sui suoi passi per riprendere Orsi, non riuscendo però ad evitare la retrocessione in serie B del Livorno.

Nella stagione successiva, quella 2008/09 Spinelli riuscì con un solo avvicendamento a dare la spinta giusta alla squadra che, guidata dal genio di Alino Diamanti tornò subito in serie A: furono prima Acori e poi Ruotolo gli artefici della nuova promozione. L’estate del 2009 vide il ritorno di Lucarelli nella sua Livorno ma anche la partenza negli ultimi giorni di mercato di Diamanti, idolo della tifoseria livornese. Nata male, la stagione proseguì peggio con tre avvicendamenti in panchina: Russo, Cosmi e di nuovo Ruotolo e gli amaranto retrocedettero ancora una volta. Ritrovatosi in serie B, il presidente Spinelli, dopo aver tentato invano di vendere la società, affidò la squadra a Pillon, che venne esonerato a metà stagione per Walter Novellino. La stagione 2011/12 fu un’annata tragica per la morte in campo di Morosini e il Livorno si salvò all’ultima giornata dopo aver visto Novellino, Madonna e Perotti sulla sua panchina. L’anno successivo con Davide Nicola non ci furono esoneri perché l’allenatore fu bravo a condurre la squadra alla promozione in serie A, ma dalla stagione successiva, e arriviamo quasi ai giorni nostri, Spinelli ha ripreso la sua attività principale: quella di divora allenatori. Addirittura 3 cambi in una sola annata nel 2012-13: Nicola,Perotti, Di Carlo e ancora Nicola. Retrocessione inevitabile. La stagione scorsa poi ha visto sedersi sulla panchina amaranto altri 3 allenatori come Gautieri, Gelain e alla fine Panucci.

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Panucci che, fino a qualche ora fa, pareva saldo al suo posto; del resto l’ottimo inizio degli amaranto pareva avergli fatto guadagnare qualche bonus con Aldo Spinelli. E invece no, panchina a Mutti che si è detto “sorpreso della chiamata del presidente”. Ma, se c’è un insegnamento da trarre da questi 10 anni di esoneri, richiami e poche conferme, è che quando si ha a che fare con Aldo Spinelli, il precariato è garantito.

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