Alessandro Del Piero, 41 anni (oggi) e un futuro in panchina azzurra?

Pubblicato il autore: Maria Giorgia Corolini

Alessandro Del Piero

Alessandro Del Piero, 41 anni e un futuro in panchina azzurra? Il 9 novembre del 1974 nasceva a Conegliano (Treviso) Alessandro Del Piero, uno dei giocatori italiani più amati di tutti i tempi. A soli 4 giorni dall’anniversario dallo spettacolare tributo che gli spettatori del Bernabeu gli dedicarono nel 2008, i tifosi della Vecchia Signora e tutti gli estimatori di quello che Gianni Agnelli soprannominò “Pinturicchio” si trovano a festeggiare il compleanno del loro capitano, il calciatore che nel 2012 si è aggiudicato addirittura il titolo di “sportivo più amato” dagli italiani. Così popolare e così amato da finire nell’Olimpo dei candidati alla guida della Nazionale Azzurra: “Non ho mai pensato di voler diventare allenatore o dirigente della Juve, né tantomeno c.t. della Nazionale, anche se ci sono delle voci in giro. Però mi fanno sentire molto orgoglioso” ha detto Del Piero in un’intervista di qualche giorno fa al giornalista della Gazzetta Massimo Lopes Pegna, confermando come l’ipotesi “nazionale” non sia solo una suggestione.

Ma andiamo con ordine. Alessandro Del Piero inizia a tirare calci al pallone nel campo parrocchiale di Saccon e nella squadra del paese natale, San Vendemiano: emerge subito per la propria bravura, nonostante il fisico minuto ed esile che in non poche occasioni sarà motivo di pregiudizi. Finalmente, a 17 anni, l’esordio in Serie B: è il 15 marzo del 1992 e l’occasione della vita è l’uscita dal campo del compagno di squadra Roberto Putelli. Non ancora l’occasione per il gol, che però non tarda ad arrivare: il 22 novembre dello stesso anno, in una gara contro il Messina, Del Piero realizza la sua prima rete da professionista, con la maglia del Padova, siglando il 5-0 finale ai danni della Ternana.

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Da questo momento in poi, la carriera del futuro capitano bianconero è tutta in discesa: nel 1993 viene acquistato dall’ambita Juventus per 5 miliardi di vecchie lire, con un ingaggio da 150 milioni a stagione. L’esordio in Serie A è il 12 settembre del 1993, quando al 74esimo minuto di Foggia-Juventus, Del Piero subentra a Fabrizio Ravanelli: a una settimana dall’esordio in campionato realizza il suo primo gol con la Juve, firmando il 4-0 finale contro la Reggiana. Nei mesi e negli anni a venire Alessandro Del Piero sarà sempre di più al centro dell’attenzione dei tifosi e dei tecnici della Vecchia Signora (e, da un certo momento in poi, anche della Nazionale azzurra): nonostante le perplessità dei molti sul suo subentro de facto a Roberto Baggio, la giovane promessa bianconera riuscirà pian piano a conquistarsi le simpatie e l’appoggio di tutti.

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La sua riservatezza, il suo equilibrio, la sua cortesia, oltre a rappresentare l’incarnazione perfetta del famigerato e temuto “Stile Juve”, contribuiranno a farne un vero e proprio idolo contemporaneo. Cosa che, ovviamente, non prescinderà mai dalla sua bravura sul campo. Basta vedere pochi numeri: nel 2000 sarà il calciatore più pagato del mondo, nel 2004 la Fifa lo inserirà nella lista dei 125 più grandi giocatori viventi, sarà inserito per ben 6 volte tra i 50 candidati per il Pallone d’Oro (si classificherà quarto nel ’95 e nel ’96); totalizzerà 91 presenze in Nazionale e 27 reti, partecipando a tre Mondiali e a quattro Europei. Non solo: sarà giudicato il miglior calciatore italiano nel 1998 e nel 2008 dall’Associazione Italiana Calciatori e, nel 2011, risulterà essere il secondo calciatore più popolare d’Europa, alle spalle di Francesco Totti.

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Basterebbero questi, di numeri, per capire quanto stuzzicante sia la proposta di vederlo allenare la Nazionale: “Penso che il dopo Conte potrebbe essere Del Piero– ha scritto il giornalista Mario Sconcerti pochi giorni fa sul Corriere della Seraconosce il calcio come pochi ed è ancora l’ex calciatore italiano più conosciuto all’estero. Qualunque convocato gli darebbe rispetto e disponibilità. E’ un nome pulito, il simbolo di una buona Italia che ce l’ha fatta solo per il suo talento. Il limite sta nell’esperienza da allenatore, ma non sarebbe il primo grande ex a cominciare dall’alto. E la nazionale ha un vantaggio, non va allenata, le serve solo uno che l’assembli e le dia nozioni quasi elementari per gestire la partita“. “Del Piero ct? Auspicabilissimo per lui- ha rilanciato mister Marcello Lippi– ora questo ruolo è occupato benissimo da Antonio, ma se dovesse cambiare idea andrebbe benissimo Del Piero. Ha carisma, personalità e fascino. Non sarebbe necessaria la gavetta. Il ct è un selezionatore, serve saggezza e intelligenza e lui le ha“.

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