Ancelotti Barcellona Roma: “Difesa e contropiede, Messi cambia tutto”. Nazionale: “Mi piace allenare sempre, meglio Conte”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista

Ancelotti Barcellona Roma
Ancelotti Barcellona Roma: “Difesa e contropiede, con Messi cambia tutto”. Nazionale: “A me piace allenare sempre, meglio Conte”.
Sono giorni “intensi” quelli che sta vivendo Carlo Ancelotti, raggiunto di continuo dai microfoni delle diverse emittenti nazionali ed internazionali per analizzare vari temi legati al calcio. Ciò è logica conseguenza della sua decisione di fermarsi per un anno, nonostante le diverse offerte che gli sono state recapitate in estate ed in questo avvio di stagione. Troppa la sua sapienza calcistica per non solleticare l’interesse di chiunque voglia avere un suo parere, ad esempio sulla partita di stasera di Champions League tra Barcellona e Roma, in programma allo stadio Camp Nou del capoluogo catalano. Ancelotti Barcellona Roma: “La gara d’andata ha lasciato buone sensazioni – esordisce il tecnico con i colleghi di Goal.com – Chiaramente dovranno difendere bene, perché contro il Barça per prima cosa devi difendere bene“. La presentazione della partita da parte di Ancelotti muove da un concetto essenziale per le sorti della Roma e di chiunque vada a giocare in casa di questo Barcellona, già campione d’Europa e capace di ridicolizzare il Real Madrid in casa: la fase difensiva.

Difficile pensare che Messi, Suarez, Neymar ed Iniesta nonrealizzino neanche un gol, pertanto impostare una gara troppo guardinga potrebbe rivelarsi una strategia perdente alla lunga. Detto questo, se vuoi avere speranze di strappare un risultato positivo in casa dei blaugrana, non puoi lasciare al caso né sbagliare nulla perciò la massima attenzione in fase di non possesso è la base sulla quale costruire la partita. Ancelotti Barcellona Roma: “La Roma ha le sue carte da giocare e sono buone carte – prosegue Ancelotti analizzando la sfida di stasera -, legate soprattutto al contropiede. In casa del Barcellona non ci sono alternative, per forza di cose devi pensare a giocare in quel modo”. Lo dice senza mezze misure l’ex tecnico di Juventus, Milan, Chelsea, Psg e Real Madrid: è utopico pensare di andare ad imporre il tuo gioco al Camp Nou. Negli ultimi anni è successo che il Barcellona cadesse in casa, ma a memoria sono state tutte partite impostate sulla copertura degli spazi, baricentro basso e ripartenze in velocità caratterizzate dall’avere le idee molto chiare, perché il tempo per pensare la giocata si restringe molto sotto il pressing di Rakitic e compagni. Lo sa bene Carlo Ancelotti, che ha fatto risultato a Barcellona giocando su questa falsariga.

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Solo lo straordinario Bayern Monaco allenato da Jupp Heynckes e vincente nell’edizione 2013 della Champions League, è stato in grado di dominare in lungo e in largo il Barca sia in casa che fuori, ma si trattava di un parente lontanissimo dalla squadra di marziani ricostruita negli ultimi due anni. Sono arrivati Rakitic e Suarez, andati via Xavi e Puyol, ed è esploso Neymar. Soprattutto, dopo un periodo iniziale di estrema difficoltà ambientale, coincidente proprio con il novembre di un anno fa, Luis Enrique sembra aver trovato la quadra definitiva per tornare ad insegnare calcio in giro per l’Europa senza concedere nulla all’avversario nelle rare volte in cui riesce a riconquistare palla dalla metà campo in su.
Ancelotti intende escludere a prescindere un eventuale rilassamento del Barcellona, già praticamente sicuro della qualificazione agli ottavi di finale. Ancelotti Barcellona Roma: “Il Barcellona è praticamente già avanti, ma la Roma non deve fare molto conto su quello, perché il Barcellona è in casa, davanti a 80mila persone esigenti, che chiedono alla squadra di vincere, di giocare bene… Non sarà facile“, l’ammissione dell’ex giocatore di Roma e Milan.

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Ancelotti Barcellona Roma: “Difesa e contropiede, con Messi cambia tutto”. Nazionale: “A me piace allenare sempre, meglio Conte”.
Ad accrescere la pericolosità dei blaugrana, come se non bastasse quanto visto nell’ultimo mese e mezzo, è arrivata la notizia che Messi potrebbe tornare dal 1′. Ancelottti non prende in giro nessuno: il Barcellona è forte di per sé, ma con l’argentino in campo è un’altra cosa. Ancelotti Barcellona Roma: “Il rientro di Messi non è una buona notizia per la Roma. È vero che Suarez e Neymar stanno facendo molto bene, ma chiaramente con Messi è un’altra cosa: porta gol, qualità, porta tutto. Porta anche entusiasmo nei compagni, che sanno di avere a fianco un giocatore in grado di sbloccare la partita in ogni momento. Sicuramente meglio che giocare senza di lui…“. La Roma è senza dubbio una squadra molto rispettata in Catalogna. Non solo perché allenata da Luis Enrique, ma perché notoriamente prova a costruire un calcio propositivo, che si sviluppa sia ragionando in ampiezza che rapidamente in verticale, sin dai tempi dell’asturiano. La definitiva esplosione di elementi come Pjanic e Florenzi ha fatto il resto, facendo della simpatia con cui si seguivano le sorti della Roma un motivo di concreto interesse per alcuni dei suoi elementi cardine. Ancelotti Barcellona Roma: “Pjanic è il giocatore che più si avvicina allo stile di gioco che sta utilizzando il Barcellona osserva Ancelotti a riguardo -, ma penso che ad esempio De Rossi nella posizione di Busquets potrebbe stare benissimo, Salah è un esterno di qualità, ovviamente non può sostituire Messi Neymar e Suarez ma, con le dovute proporzioni ha le caratteristiche tecniche per poterci stare”.

Ancelotti Barcellona Roma: “Difesa e contropiede, con Messi cambia tutto”. Nazionale: “A me piace allenare sempre, meglio Conte”.
Nelle scorse settimane Ancelotti è stato avvicinato dal Liverpool e qualche voce si è rincorsa anche per quanto riguarda l’Italia, con Milan e Juventus tentate dal proporgli di raccogliere la complicata eredità di Mihajlovic e Allegri. La voce più intrigante, però, è senza dubbio quella che lo vede tra i papabili candidati alla successione di Conte sulla panchina della nazionale azzurra. “Chissà, per ora sicuramente no, e non solo perché c’è Antonio Conte”, spiega Ancelotti commentando le voci sulla Nazionale. Sovente ha ricordato come non si senta ancora stuzzicato dall’idea di lavorare part-time, come necessariamente implica il ruolo di commissario tecnico, ed anche stavolta è tornato sul punto in un intervento al telefono nel programma “Radio anch’io lo sport” su Radio Rai: “A me piace molto allenare, al di là delle pressioni che ci sono, è una cosa che mi diverte. Pensare di farlo per tre giorni al mese non è che mi piace tanto. Finchè la penso così, il pensiero di allenare una nazionale, che può essere solo quella italiana, deve aspettare un pò, finchè io cambio idea. Da tifoso italiano voglio Conte, perché è bravo, ha fatto ottimamente fino adesso e spero che faccia bene anche all’europeo“, l’augurio con cui lascia la discussione Ancelotti.

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Ancelotti Barcellona Roma
Stando a “radio mercato”, la prossima estate sarà caldissima per Ancelotti: in Italia Roma e Milan su tutte, in Premier il Chelsea in crisi con Mourinho ed il Man City, in Germania il Bayern Monaco, sono solo alcune delle squadre che si contenderanno Carletto per consolidare o rilanciare le proprie ambizioni in ambito nazionale ed europeo.

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