Ancelotti: “Col tempo ho perso un po’ del mio temperamento”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone

Ancelotti

Fermo ai box con tanta voglia di ritornare in pista… anzi in panchina, è questo Carlo Ancelotti. Ancora non conosce la sua prossima avventura, ma la voglia è tanta di ritornare in sella ad un grande club europeo. Re Carlo nel frattempo si è concesso un’intervista al Daily Mail dove affronta vari temi, si parte con un suo possibile riavvicinamento al Chelsea: “Non avrei nessun problema con il Chelsea, ma José non verrà licenziato; hanno scelto di tenerlo ancora e sono sicuro che abbiano fatto la cosa giusta. Quando ho vinto la Decima a Madrid, mi ha mandato un messaggio di congratulazioni. Lui è la persona che capisce meglio cosa sta succedendo. Guardo il Chelsea da fuori e credo che l’anno scorso hanno vinto il titolo facilmente, quest’anno sono meno motivati. È vero che deve essere l’allenatore a stimolare i propri calciatori, ma non puoi fare nulla se non sono già motivati da sé. Hanno perso qualcosa e bisogna lavorare lentamente per cambiare le cose. Per far questo, José è la persona giusta”.

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Sull’allontanamento dal Real Madrid: “Essere licenziati fa parte del tuo lavoro, è stato ingiusto. Sono stato molto triste perché avevo un ottimo rapporto con i calciatori, mi piaceva allenare quella squadra: erano tutti molto seri e professionali. Sono rimasto contrariato ancor più di quando accadde a Londra. Purtroppo però, l’allenatore del Real deve sempre vincere, seppur sia impossibile con un’antagonista come il Barcellona. Ronaldo? E’ è il calciatore più professionale che abbia mai allenato. Ho visto il nuovo film, ma non rende appieno l’idea di quanto realmente lo sia”. Sul modo con cui si rapporta con i suoi giocatori: “Non ho mai usato il fischietto perché nessuno lo ha mai fatto con me. Né mio padre, né i miei insegnanti. Col tempo ho perso un po’ del mio temperamento: a Parigi, dopo una sconfitta con l’Evian, negli spogliatoi ho calciato una borraccia che è finita in faccia a Ibrahimovic, tipo Ferguson con Beckham. Ma ci abbiamo fatto una bella risata sopra”. Su dove gli piacerebbe allenare: “A me piacerebbe allenare di nuovo in Inghilterra. Amo quel tipo di calcio, ho ancora una casa a Londra e vorrei una squadra capace di competere sia in Premier League che in Europa. Se mi vedrete presto su una panchina? No di certo, sarò fuori almeno per un anno. In passato ho accettato offerte a Febbraio e a Novembre, e nessuna è andata bene. Se troverò un club in estate, sarà una buona cosa. Anche perché, David Moyes mi ha regalato una bottiglia di Rioja del 1959, l’anno della mia nascita. Mi piacerebbe aprirla quando vincerò la mia quarta Champions League”.

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