Assist for Peace: a Gerusalemme un campo di calcio per unire

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

103127211-aee1d0d4-71b2-4454-b370-ca1fa3c316a6Gerusalemme accoglierà un’area sportiva dove bambini di tutte le religioni possono giocare insieme: questo è Assist For Peace, il progetto nato dall’idea di Luca Scolari prevede la costruzione di un campo da calcio e di un campo polivalente (basket, tennis, volley, Formula 1 simulatore di guida Moto Gp) nel quartiere armeno. Cosi come per secoli la città eterna per antonomasia ha visto il susseguirsi delle tre grandi religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo), oggi questo luogo di scontro diventa lo scenario di nuovi incontri: “un luogo dove ogni bambino possa giocare e non è importante che lui sia ebreo, musulmano o cristiano. Questo è importante: che giochino insieme”, afferma lo stesso Solari. Molti i campioni sportivi, le personalità del mondo dello spettacolo e della finanza che hanno finanziato e supportato l’iniziativa benefica. Tra loro ricordiamo Kimi Raikkonen, Antonello Venditti, Giovanni Soldini, Gianluigi Buffon, Valentino Rossi, Federica Pellegrini, Sebastian Vettel, Vincenzo Nibali e Javier Zanetti (e il numero aumenta ogni giorno sempre di più). L’inaugurazione dell’area è prevista tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 e con la sua realizzazione, come si legge nel comunicato, “i bambini sapranno che la pace è possibile, sapranno che la convivenza nella città del muro non è un sogno, perché è ciò che accade ogni giorno in un campo sportivo”.

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Proprio l’ex capitano e vice presidente dell’Inter, in un comunicato, ha spiegato le motivazioni della sua adesione al progetto: “Quando Scolari mi ha parlato del progetto il mio ricordo è andato a quando mio padre, insieme ad altri genitori, creò un campetto di sabbia ed erba, dove iniziai a tirare i primi calci al pallone. Solo a pensare, con le problematiche che purtroppo persistono nei territori di Gerusalemme, di provare a dare delle emozioni e far passare qualche ora spensierata ai ragazzi che amano lo sport all’aperto, è qualcosa che mi fa venire la pelle d’oca”.

Assist For Peace è un luogo di sport libero a cento metri dal Muro del Pianto, la prima sensazione è che sia un’utopia. Niente di più sbagliato. Andando avanti col pensiero e immaginando il progetto realizzato, ci si rende conto di quanto sia bella e grande questa iniziativa. Un’idea dal valore infinito, che unisce ieri, oggi e domani; che dia a ciascun individuo la possibilità di essere e di fare. Situazioni sempre più spesso negate in vari angoli della terra, possono trovare nel luogo meno pensabile un punto di incontro. Un luogo dove si possano superare e abbattere con la forza del calcio le divisioni e l’odio, sfruttare l’energia di cui i bambini sono portatori sani e veicolarla attraverso una palla che rotola sull’erba verde del campo.

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Questo profondo messaggio di unione, aldilà delle diversità religiose, etniche e linguistiche, cade proprio in un momento molto toccante del nostro tempo. In questi giorni siamo tutti scioccati e increduli per quanto successo a Parigi e per le ripercussioni che il fatto avrà sul nostro immediato futuro: perché questa follia ci riguarda tutti, ci unisce tutti al focolare dell’essere umano, ci scalda tutti e ci tiene stretti a sé. Proprio i bambini dovrebbero essere nei nostri pensieri, perché per prima cosa tutti noi siamo responsabili del mondo che lasceremo ai nostri figli.

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