Attentati di Parigi, Inghilterra Francia si giocherà. Giocatori francesi in rivolta

Pubblicato il autore: Silvia Campagna

Nazionale-francese
The show must go on… E la Federcalcio francese sembra aver preso questo famoso motto fin troppo alla lettera.

Dopo le primissime voci della mattinata che davano quasi per certo l’annullamento dell’amichevole Inghilterra-Francia in programma martedì 17 a Wembley a causa dei recenti attentati di Parigi, il Presidente della Federcalcio francese, Noël Le Graët, ha confermato che il match verrà disputato regolarmente.  Questo il comunicato della stessa FFF: “Dopo lunghi ragionamenti con la Federazione inglese, che ci ha assicurato che non ci sarebbero stati rischi particolari in vista di questa partita, abbiamo deciso di giocare la gara. Se le autorità britanniche dovessero rivalutare la situazione, la decisione potrà poi essere modificata“.

A sorpresa è stata quindi confermata l’amichevole contro l’Inghilterra. A sorpresa, per l’appunto, perché a scendere in campo non sono semplici giocatori, ma calciatori che hanno vissuto da vicino il dramma degli attentati terroristici rivendicati dall’Isis. Proprio nel corso del match, davanti allo Stade de France un attacco kamikaze, il cui boato ha interrotto la partita, ha causato decine di morti, e sempre negli stessi attimi la cugina del centrocampista francese Lass Diarra moriva insieme ad altre centinaia di innocenti. Ma nonostante ciò la Federazione francese chiede ai suoi giocatori di scendere in campo.

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Dal blindatissimo ritiro di Clairefontaine, alcuni giocatori della Francia hanno manifestato la propria indignazione dinnanzi alla scelta della FFF. Molti dei giocatori di Deschamps non se la sentono di scendere in campo – giustamente – : “Vogliamo solo stare con i nostri cari, nessuno vuole pensare al calcio. Molti di noi non vogliono restare qui“. I malumori sembrano si stiano trasformando in rivolta contro la decisione della Federazione. Non è quindi da escludere che la partita possa venire annullata nei prossimi giorni non per motivi di sicurezza, ma per motivi ben più “umani”.

The show must go on… Ma c’è un limite a tutto.

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