Balotelli si opera. La via crucis continua

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

infortunati serie aLa decisione è presa: Mario Balotelli finirà sotto i ferri a causa della pubalgia che continua a non lasciare tregua all’attaccante. In realtà la notizia poco o nulla aggiunge a quanto si sapeva già. La scelta di ricorrere all’intervento appariva ormai inevitabile, considerato il lungo travaglio cui è stato sottoposto, suo malgrado, il giocatore nelle ultime settimane. In quella scorsa è stato necessario un ulteriore consulto a Copenaghen dal professor Per Holmich, anche perché pare sia emerso pure un problema di ernia inguinale. Rotti definitivamente gli indugi, Balotelli si opera già nei prossimi giorni, anche al fine di ridurre il più possibile i tempi di recupero i quali, inevitabilmente, si allungheranno. Una brutta tegola che va a cadere non soltanto sul suo capo, ma anche su quello di chi, sfidando il mondo, aveva deciso di dargli un’ulteriore possibilità dopo la fallimentare esperienza a Liverpool, in quella Premier League nella quale aveva deciso di tornare la scorsa estate. Un talento enorme, mai sbocciato definitivamente, molto per demerito suo, in parte anche per sfortuna o eccesso di aspettative riversate sulla sua (probabilmente non sapremo mai quanta…) bravura. Le “balotellate” erano ormai diventate un “cult”, su cui si è divertita anche la satira, alla quale, lo stesso Super Mario ha fornito argomenti in quantità industriale, ma ora anche la fortuna sembra avergli voltato le spalle. La sua seconda vita in maglia rossonera, tutto sommato, non era cominciata in maniera negativa, anzi, la splendida punizione spedita nella porta friulana in occasione della vittoriosa trasferta di Udine, sembrava poter essere l’ideale viatico nell’ottica di un auspicato rilancio anche in chiave Nazionale, visti gli imminenti europei, previsti in Francia nella prossima estate. Certo, convincere Conte appariva impresa ardua, ma a suon di gol e prestazioni, nulla era da considerarsi impossibile.

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Balotelli si opera, si è deciso così. Probabilmente tornerà soltanto nel 2016, non si sa in quali condizioni, nè cosa ritroverà. Adriano Galliani, stuzzicato stamane, in occasione del premio Facchetti consegnato al neo tecnico del Bologna Roberto Donadoni, sul sempre attuale argomento Ibrahimovic, ha mostrato il suo ghigno beffardo, accompagnato dall’ironica affermazione secondo cui non conoscerebbe Mino Raiola, il procuratore dello svedese e suo (di Galliani) compagno di merende in tantissime operazioni di mercato avvenute in passato. Ovvio che un ritorno di Zlatan chiuderebbe ogni spazio. Il cartellino di Balotelli, giova ricordarlo, non è di proprietà del Milan, ma del Liverpool, che si è liberato di lui senza troppi complimenti, dopo la deludente (eufemismo) stagione scorsa. Nell’impossibilità di poter smentire i tanti giudizi negativi sul suo conto, è lecito attendersi un percorso a ritroso di un giocatore tanto talentuoso quanto fragile. Balotelli si opera, la sua via crucis, che lo ha portato in brevissimo tempo dall’altare alla polvere, dalle stelle alle stalle, conosce oggi un’altra stazione, forse la più lunga e complicata da affrontare per un uomo, prima che un calciatore, costretto adesso a stringere i denti e lottare come mai gli è capitato in carriera, non soltanto per superare un infortunio (quelli capitano a tutti), ma anche per riprendersi stima e considerazione facilmente e rapidamente conquistati nella primissima fase della sua ancor giovane carriera.

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