Gianni Balzarini: “Juve-Milan? Entrambe le squadre hanno una necessità di vincere”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone

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Il noto giornalista sportivo di Mediaset Gianni Balzarini è stato intercettato ai microfoni di Tuttojuve.com, per fare il punto della situazione in casa bianconera in vista del ritorno in campionato dopo la pausa delle Nazionali. Ecco le sue impressioni:

Da agosto ad oggi la Juventus è passata dall’esser l’inseguita ad inseguire, è passata dall’avere tante certezze ad averne poche. Quali sono, secondo te, le cause di tutto ciò?

“Sono le cause che sono state più volte illustrate, ovvero le partenze molto importanti non solo dal punto di vista tecnico ma anche caratteriale. Erano una sorta di spina dorsale di questa squadra. Chiaramente, quando partono tre giocatori di questo calibro, è naturale che il buco si crea. Alla Juve, se vogliamo pensare alla sostanza, manca Tevez per l’apporto di gol dati singolarmente; ma i grandi cambiamenti e le rivoluzioni passano attraverso delle fasi transitorie, per cui ci può stare che la situazione sia questa”.

Tu che segui i ragazzi quotidianamente, noti qualche differenza rispetto agli scorsi anni?

“Premesso che non ci fanno vedere gli allenamenti (ride ndr), gli unici che ci fanno vedere sono i quindici minuti iniziali europei, quelli pre Champions, perchè sono obblighi Uefa e quando ce li fanno riprendere fanno solo torello e qualche esercizio di atletica. Onestamente non so dirti se c’è qualche differenza rispetto al passato, si è parlato della preparazione ma lo staff è quello dello scorso anno. Non vedo cause di eventuali malfunzionamenti della squadra in questo senso”.

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Con il Milan che partita sarà?

“Se si potesse giocare ancora la schedina – questo non lo so -, sarebbe la classica partita da tripla, nel senso che entrambe le squadre hanno una necessità di vincere. Quando si incontrano queste due squadre non si fanno calcoli, è una partita apertissima come pronostico. La Juve di quest’anno non sta dando le stesse certezze di sempre, negli anni scorsi giocando in casa la si poteva dare come favorita mentre oggi non lo si può dire. Tra le due quella che può più permettersi di steccare pareggiando è il Milan, visto che ha due punti di vantaggio sulla Juve, i bianconeri non possono sbagliare nulla partendo dalla partita di sabato”.

Parlando di Morata e quell’episodio del calzino di Monchengladbach. Secondo te, il ragazzo in cosa sta trovando delle difficoltà?

“Il suo problema è che non sta giocando nel ruolo più appropriato, perchè gioca da esterno nel 4-3-3 e non da punta centrale. Quando la squadra si dispone con il 3-5-2, spesso viene sostituito. Sono due le possibili letture: quella positiva è che può migliorare il suo bagaglio giocando in quella posizione, quella negativa è che si potrebbe “stufare” di questa situazione e magari attendere gli sviluppi di quello che succederà in futuro”.

La vicenda accaduta a Benzema potrebbe riportarlo a Madrid?

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“Credo che le due vicende siano collegate. Se vuole riportarlo a casa, l’offerta del Real si sa già e dovrebbe pagarlo trenta milioni generando così una plusvalenza alla Juventus. Ma il numero nove bianconero si è espresso così a ‘Cadena Ser’: ‘Non si puo prolungare il mio contratto perche è condizionato. Stiamo trattando i premi a rendimento e sono molto felice di questo. Sono sicuro che avro modo di esser piu felice con i miei compagni’. La trattativa sui premi si può interpretare come un suo incentivo affinché non si pronunci per un suo ritorno al Real Madrid”.

Cosa ne pensi del poco spazio che sta trovando Rugani?

“Mi attengo alle spiegazioni di Allegri. Mi rendo conto della difficoltà di far trovar spazio ad un giocatore di ventuno anni in una squadra importante come la Juve che può schierare la difesa titolare della Nazionale. E’ molto difficile nell’immediato. Un tempo, Rugani avrebbe pensato di poter far panchina alla Juve anche due o tre anni per poter trovar spazio, ma adesso questa filosofia non esiste più. E’ chiaro che, quando un giocatore di questa età arriva alla Juve e non gioca, salta fuori qualche mal di pancia che però non si è ancora verificato. Il suo procuratore (Davide Torchia ndr) non si è ancora pronunciato in tal senso, però credo che la Juve abbia ferma una risorsa potenziale per il futuro che sarà valorizzata in tempi brevi. Dove? In Coppa Italia, una competizione dove potrebbe giocare qualche partita dall’inizio. Vediamo se lui avrà la pazienza di aspettare, ma purtroppo questo è un termine che è andato in disuso nel calcio moderno”.

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Lavezzi, Gundogan e Iñaki Williams, l’ultimo nome in ordine cronologico accostato ai bianconeri. Quale profilo servirebbe di più?

“Alla Juve serve un esterno sinistro, Lavezzi è un destro che sa giocare anche a sinistra. Se devo indicare un giocatore adatto in questo momento, indico l’argentino purchè sia incline a giocare a sinistra come nel Paris Saint Germain. E’ vero, ci sono stati dei contatti tempo fa tra il suo entourage e la società ma c’è un problema legato all’ingaggio perchè Lavezzi non vuole scendere, nemmeno di un centesimo, sotto i 4.5 milioni che alla Juve guadagnano Buffon e Pogba, giocatori che si sono affermati con questa maglia. E’ una trattativa, sostanzialmente, che è appena iniziata e la Juve punta magari ad ottenere un prestito nel mercato di gennaio con un riscatto da pagare successivamente. Bisognerà vedere quale sarà la formula. Contatti? In estate sembrava più una suggestione, sono tre anni che il suo nome salta fuori ogni estate e non se ne fa nulla. Un giorno viene abbinato alla Juve, un giorno all’Inter, un giorno anche al Napoli. Adesso, però, non è più un mistero che ci sia stato più di un contatto”.

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