Barça-Roma: La conferenza di Enrique

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Domani inizia la quinta giornata della fase a gironi di Champions, il match che ci interessa da vicino è quello tra il Barcellona e la Roma. Oggi ha parlato in conferenza stampa il tecnico dei catalani Luis Enrique, ecco le sue dichiarazioni:

Sulla vittoria contro il Real Madrid. “No, credo che abbiamo fatto partite di altissimo livello la stagione scorsa, è chiaro che sia più importante a casa del rivale. Il 2-6 non posso valutarlo. Tutti gli allenatori pensano al miglior scenario”.

Sul mercato: “Dobbiamo migliorare l’organico, è un obiettivo per il nostro club. Giocatori che possono fare diversi ruoli dà una rosa più vasta, a seconda dell’esigenza e gli obblighi di ogni partita”.

Sulla sfida contro la Roma. “Sarà una partita diversa rispetto alla prima giornata, serve una partita di livello e penso sarà più aperta”.

Sul possibile rilassamento. “Le lusinghe indeboliscono, ma la squadra e i giocatori sono consapevoli della difficoltà di raggiungere gli obiettivi. Per ora non abbiamo conquistato nulla. Sarà molto difficile”.

Sul rapporto con Messi. “Ho sempre avuto una relazione positiva con la maggior parte, se non con tutti, con qualcuno sono più empatico, ma succedeva anche sui banchi di scuola e capita anche da allenatore. C’è un rapporto e non ne parlo in pubblico”.

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Sull’atteggiamento dei giallorossi. “Io non sono più l’allenatore della Roma, è una situazione attraente venire qui a vincere. Non gli serve un altro risultato. Nell’altra partita del gruppo il massimo rivale può vincere, la prima giornata è andata diversamente. Entrambe le squadre sanno giocare a calcio”.

Sul ritmo dell’andata. “Non è stato quello voluto, ma è difficile giocare contro una squadra che ha 9-10 giocatori dietro la linea della palla. Non abbiamo sofferto, è stato giudicato un cattivo risultato per la Roma, ma il gioco ci rese superiori”.

Su Messi possibile titolare. “L’ho visto benissimo, è un’allegria che sia tornato in campo. Adesso deve avere minuti nelle gambe. La mia famiglia non ha detto nulla, sono contenti, ci sono stati più messaggi del normale ma sono contento pure senza”.

Sulla bravura in difesa, dopo cinque partite senza gol. “Identificati i problemi abbiamo lavorato, io ero molto contento sin dall’inizio della stagione, ero convinto che la squadra potesse avere questo senso di sicurezza. Indubbiamente la squadra è consapevole che difendere bene ci porta titoli”.

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Sull’ottimismo. “La realtà potrebbe essere molto diversa, avevamo qualcuno che non poteva entrare per infortuni, il calcio è uno sport molto capriccioso, due più due non fa quasi mai quattro”.

 

Sulla possibilità di eliminare la Roma. “Io tenterò di vincere tutte le partite, sin dall’inizio. Io farò il mio lavoro, come fatto sempre. Io spero che passino i giallorossi, ma prima il Barcellona”.

Su Neymar. “Dani Alves lo conosce benissimo, era già un craque quando era in Brasile, ma è identificato con i colori, con l’idea di gioco. È un brasiliano che porta allegria, cose sempre positive per il Barcellona”.

Su Rijkaard. “Un grande allenatore, l’idea generale era la stessa ma ha dato le sue sfumature. Gli piaceva il 4-3-3, molto possesso palla, gli mando un saluto che è una vita che non lo vedo”.

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Sulla scelta del Real di giocare con James. “Io credo che il Real sia nella linea delle ultime partite. Noi siamo stati molto superiori, ci furono molti aspetti calcistici basilari. È un giocatore entrato nella dinamica. l’infortunio è dimenticato, deve recuperare il tono fisico, ma non è niente di diverso per un giocatore infortunato due mesi”.

Sui possibili miglioramenti. “Sabato abbiamo fatto un grande pressing, ma ci sono delle azioni come la prima del Real Madrid nella ripresa che sono errori collettivi. Possiamo migliorare il possesso palla, la difesa… la gara è finita così, ma non vuol dire che non ci siano tante cose. Loro lo sanno perché non sono scemi”.

Su Bartra. “Ha qualche problema, per quello non è entrato con il Real Madrid. Ci ho parlato, sì. Claudio Bravo portiere della Champions? Potrebbe farmi pensare”.

Sui cambiamenti rispetto a quando era a Barcellona. “C’è l’idea del calcio Barça, che piace anche ai calciatori, questa è la realtà. Ci sono più possibilità, abbiamo più giocatori”.

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