Bayer, Voller: “Mi voleva il Milan poi spuntò la Roma”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

voller

Grande passato in giallorosso per Rudi Voller tra gli anni 80/90 fu il centravanti della squadra della Capitale. E stasera… si rivedranno da avversarsi in Champions League. Voller ha concesso una bella intervista al Corriere dello Sport dove parla dei suoi momenti in Italia e non solo. Ecco le sue parole sulla Roma: “Già nel giorno dei sorteggi avevamo capito che la lotta per il secondo posto sarebbe stata tra noi e loro, perché il Barcellona è fuori concorso. Pari? Sarebbe un buon risultato per noi, perché la Roma è una grande squadra e lo ha dimostrato nella partita d’andata”. In Germania non c’è più gusto: “Leggendo la classifica italiana c’è grande equilibrio, è divertente. Da noi non è così visto che il Bayern ci costringe a giocare per il secondo posto: nessuna chance per gli altri, ti distruggono. Il Bayern è la squadra più forte d’Europa. Forse il Barcellona può reggere come undici iniziale, ma non come panchina: Guardiola ha risorse infinite”. Roma e Juventus posso lottare per la Champions?: “Per me contro il Bayern è dura per tutti. La Roma ha una grande qualità offensiva: penso a Dzeko, Salah, Pjanic. E Gervinho, che stava per essere venduto. Penso che i giallorossi abbiano buone possibilità di vincere lo scudetto. La sconfitta con l’Inter non conta. Rudiger? E’ bravo, veloce, forte di testa: è giovane, crescerà. Dzeko? E’ un attaccante esperto e presto tornerà a fare tanti gol”. Un po’ di ricordi degli anni ’90 e il solito quesito: meglio Maradona o Pelè? Voller da la sua versione: “Per me Maradona, per Beckenbauer Pelè. Ne discutiamo spesso, credo che ognuno si affezioni ai giocatori che ha conosciuto da vicino. Al mondiale del 1990 eravamo più forti dell’Argentina e meritavamo anche quelli del 1986. Il rigore c’era, l’arbitro, a volte, valuta la somma dei falli e alla fine lo concede”. Dopo la Roma mai più in panchina: “No, basta, a me piace lavorare dietro le quinte. Lo facevo anche da calciatore. Chi pensate che abbia convinto Tommasino Haessler a lasciare la Juve per venire alla Roma?”. Anche il Milan provò a portarlo in Italia: “Era il 1984, mi cercò Fabio Capello in veste di dirigente. Ma non si concluse nulla, presero Mark Hateley. E poi da noi vennero chiuse le frontiere per tre anni: aspettai fino al 1987 per sbarcare in Italia. E spuntò la Roma, da lì una storia splendida, quante cose abbiamo vissuto. Una volta Renato e Massaro se le diedero di brutto nello spogliatoio. Erano altri tempi, tutto restava segreto, magari si guadagnava meno, ma l’immagine era più protetta per i calciatori. Oggi con gli smartphone un episodio del genere sarebbe finito subito su internet”.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Formazioni Manchester United-Liverpool: Solskjær col turnover, Klopp allarme difesa