Bologna, Donadoni: “Mandorlini ha fatto benissimo a Verona”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Dopo la vittoria ai danni dell’Atalanta il Bologna di Roberto Donadoni si prepara alla sfida delicatissima in trasferta con l’Hellas Verona di Mandorlini. Sarà il primo anticipo di domani alle ore 18, da poco è terminata la conferenza stampa del tecnico degli emiliani. Ecco le sue parole:

Parla Donadoni: “Abbiamo lavorato bene in settimana, in coda anche al bel risultato ottenuto, che ha ci restituito serenità. In Serie A però il Bologna ha vinto forse due volte a Verona e questo è significativo: affrontiamo una ottima squadra che si trova in una situazione di classifica simile alla nostra, anche in virtù di tanti infortuni. Il pareggio ci manca dall’anno scorso, ma non è un risultato per cui firmerei, è giusto anche andare a giocarsela”.

A che punto è il processo di crescita?: “Il processo passa da una condizione mentale che deve crescere, ma il risultato importante di domenica ci ha dato autostima e quindi partiamo fiduciosi, con determinazione massimale e feroce, perché loro saranno così”.

E’ vero che la seconda è più difficile della prima?: “Non è un ragionamento che mi pongo: dobbiamo cercare di raccogliere punti da ogni gara e domani è uno scontro diretto molto importante, ma non fondamentale. Non sono mai stato bravo nei numeri, ma penso che con 25-30 punti dovremmo farcela: noi però dobbiamo ragionare in maniera continuativa, non globale”.

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Cosa ha visto domenica che non l’ha soddisfatta e su cui ha lavorato in settimana?: “Bisogna essere realisti, saper attraversare le cose e saper dare il giusto valore ad ogni prestazione. Sotto certi punti di vista dobbiamo crescere, ma la prova di domenica è stata estremamente positiva sotto altri. Non ho avuto tanto tempo a disposizione, ma domenica abbiamo dimostrato di volere la vittoria e di non mollare mai: questa determinazione è fondamentale per il nostro cammino futuro, imprescindibile. Abbiamo una squadra giovane e in questo ci sono aspetti positivi”.

Sono previsti cambi di formazione importanti rispetto a domenica?: “In questo primo periodo devo valutare caratteristiche non solo tecniche ma anche caratteriali dei giocatori: se da parte loro ho la disponibilità, tutti avranno una chance, sempre. Non ho pregiudizi con nessuno”.

Ha visto qualcuno in ritardo di condizione domenica?: “No, nel primo tempo abbiamo fatto fatica ma era una fatica di tipo psicologico, altrimenti non si spiega come nella ripresa abbiano corso ancora di più”.

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Quanto è forte il desiderio di provare il tuo canonico 3-5-2?: “Non ho desideri impellenti, è la condizione della squadra a farmi capire di poter privilegiare su certe cose. Voglio lavorare su più possibilità, questo sì, ma non ho la frenesia di mettere in campo un certo modulo tattico”.

Il cambio di ruolo di Brienza ci ha dato tanto da scrivere: “Sono felice di avervi dato qualche spunto, spero che anche voi facciate lo stesso (ride, ndr)”.

In squadra hai diversi giocatori che ambiscono alla Nazionale: “Mi piace l’idea che ci siano giocatori con questa ambizione, perché vuol dire che nessuno si accontenta, ma prima di tutto c’è il Bologna”.

Nell’Hellas ci sono tantissimi ex, tra i quali un ex interista, che rischia la panchina: “Non sono dettagli a cui presto attenzione, ho sempre visto non con particolare buon’occhio le situazioni di rivincita o rivalsa, o addirittura la speranza di veder fallire ex rivali. Tutti vestiamo una maglia e quello è il credo”.

Il Bologna pensa a giocare per sè stesso oppure proverà ad adattarsi all’avversario?: “Non mi piace il termine adattarmi, quando parlo di altre possibilità di modulo penso al mettere in campo le giuste contrapposizioni all’avversario. A volte questo ti costringe a cambiare qualcosa, ma l’intento non è doversi adattare a qualcuno”.

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Sei qui da oltre una settimana, cosa pensi della squadra?: “C’è un gruppo sano, con uno spirito assolutamente positivo, anche a me serve del tempo ma le basi sono estremamente buone”.

Cosa ha rappresentato Verona per lei nella sua storia?: “Non ho grande memoria storica, ho sempre vissuto la mia professione in maniera intensa e facendo quindi poco caso a quello che accadeva intorno. Ricordo una partita dove col Milan perdemmo il campionato e furono espulsi Van Basten, Sacchi e uno tra Gullit o Rijkaard. Ma vivere di ricordi non mi piace molto”.

Mandorlini ha legato la sua carriera a poche squadre, al contrario di te che sei un giramondo: “L’idea di fermarmi in un luogo mi attira, ma dipende da tanti fattori. Mandorlini ha fatto benissimo a Verona”.

Mbaye può fare l’esterno a quattro?: “Credo assolutamente di sì, ha margini di miglioramento importanti”.

Brienza trequartista è una idea abbandonata?: “Per capacità tecniche e mentali può fare ogni ruoli da centrocampo in avanti”.

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