Derby: Tagliavento batte Lazio 2-0

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli

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Il derby più anomalo della storia dei derby romani, finisce nella maniera più anomala. Mai nella storia della stracittadina si erano registrati così pochi spettatori presenti sugli spalti o le curve praticamente vuote ma mai nella storia della stracittadina rigore inesistente lo aveva indirizzato in questo modo. Possiamo parlare di questa derby partendo dalle curve desolatamente vuote. Possiamo parlare degli assenti in casa Roma che hanno privato Garcia praticamente dell’intero centrocampo. Possiamo parlare di Pioli che ridisegna l’assetto tattico della sua squadra per cercare di arginare l’avversario nel suo punto di forza, soffocare le fasce laterali. Purtroppo dobbiamo per forza di cosa partire dall’arbitro Tagliavento che al minuto 9 si inventa letteralmente un calcio di rigore a favore della Roma, trasformando una punizione dal limite per fallo di Gentiletti su Dzeko da fuori a dentro l’area di rigore! Non sono servite le vibranti proteste dei giocatori laziali per cambiare la decisione, ne c’è stato l’intervento del giudice di porta o del guardalinee, come successo a Reggio Emilia contro il Sassuolo, per far cambiare idea all’arbitro ternano. Rigore inesistente trasformato proprio dal centravanti bosniaco e Roma ingiustamente in vantaggio. Ecco, il racconto del derby può finire tranquillamente qui perché come capiscono tutti quelli che hanno giocato a calcio, la situazione psicologica delle due squadre si è indirizzata nel modo assolutamente più favorevole verso una squadra mentre l’altra cercava disperatamente di risalire la china. La Roma temeva questa partita, non fosse altro perchè mancava di giocatori molto importanti: Maicon, Florenzi, De Rossi e Pijanic e per questo aveva anche deciso di variare il suo modulo tattico accentuando ancora di più la sua vocazione difensiva per poi cercare la velocità sulle fasce di Gervinho e Salah sfruttando anche le sponde di Dzeko. Innegabile che questo regalo di Natale anticipato abbia regalato insperate certezze e automatismi di gioco, scacciando tutte le ansie e le paure. Mentre la Lazio, che inseguiva già i suoi fantasmi essendo reduce da due sconfitte consecutive, temeva questo derby anche per la forza dell’avversario e la possibilità di non riuscire a rialzare la testa. Per questo Pioli aveva deciso di rilanciare Radu terzino per riproporre Lulic a centrocampo e poter tornare a quel 4-3-3 che tanto bene aveva interpretato la sua squadra. Ecco la mazzata del rigore stravolgeva tutti i piani in casa biancoceleste costringendola a giocare un’altra partita con anche tutta un’altra pressione addosso. Il primo tempo scivolava via sulle ceneri di questo rigore. Grandi duello a centrocampo e poca possibilità di aprire il gioco e sfruttare le caratteristiche migliori di entrambe le squadre. Infatti nelle uniche due occasioni dove delle sovrapposizioni laterali andavano in porto, prima Djordevic mancava il tap-in vincente su assist di Radu, imitato da Dzeko su tiro-cross di Gervinho. Poi solo due giocate individuali degne di nota. Un vocalizzo tecnico di Felipe Anderson che con un tiro dai 25 metri stampava il pallone sulla traversa  e Nainggolan dalla parte opposta centrava un palo sempre da fuori area. Nel secondo tempo si aspettava la reazione veemente della Lazio che invece stentava a  creare occasioni pericolose, forse tradita dal temperamento proprio dei suoi uomini migliori che non riuscivano  a prendere per mano la squadra e guidare un forcing produttivo, anzi avanzando il baricentro senza la dovuta cattiveria nel cercare di recuperare la palla si è esposta immediatamente ai contropiedi che Pioli aveva cercato di evitare pere tutto il primo tempo. Gervinho alla seconda occasione buona faceva secco un poco attento Marchetti sul primo palo. Partita virtualmente finita e a nulla servivano anche gli ingressi di Keita e Klose per raddrizzare un risultato compromesso. La Lazio ha mostrato anche oggi tutti i suoi limiti sia tattici che di personalità di un gruppo che lo scorso anno proprio con  queste caratteristiche risultava quasi imbattibile. la stagione almeno in campionato sembra compromessa anche perché non sembra esserci più la stessa sintonia di intenti tra alcuni giocatori e allenatore e la china presa è pericolosissima soprattutto poi se cerchi di risalirla e trovi pure il Tagliavento di turno a darti il colpo finale che ti rispedisce indietro. Con l’arbitro di Terni la storia della Lazio è davvero “sfortunata”: è la squadra che ha subito più sconfitte in serie A arbitrata da lui, 13. E’ la squadra con più cartellini rossi. E ovviamente e anche casualmente la Roma è la squadra che con Tagliavento ha vinto più partite in serie A (20 su 30). A Pioli e alla squadra comunque il compito di uscire da questa situazione ora davvero delicata con la speranza di vincere anche noi prima o poi un derby con un rigore inesistente!

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