El matador Salas: “Il derby ? Ai tifosi dico di stare tranquilli”

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

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E’ stato il centravanti della Lazio di Eriksson che vinse lo scudetto e tanti altri trofei all’alba del nuovo secolo. E’ stato l’acquisto che ha fatto capire a tutti i tifosi della Lazio che il patron Cragnotti stava facendo le cose in grande. Era il più forte centravanti all’epoca che giocava in sudamerica e la Lazio lo annunciò addirittura in primavera. Marcelo Salas, per tutti El Matador, ha rappresentato tanto per la gente laziale, quel suo modo di esultare particolare, veniva replicato con enfasi da tanti bambini in tutti i campetti di periferia. “L’ultima volta che sono venuto a Roma i tifosi mi fermavano ancora per farsi una foto, firmare autografi e salutarmi. Tutto questo mi emoziona molto”, ha esordito così, ai microfoni dell’emittente romana Radio Incontro Olympia, il cileno ricordando un suo recente ritorno nella città eterna. Poi interrogato sul derby ha aggiunto: “L’ultima volta che sono venuto a Roma a vedere il derby la Lazio ha vinto, era la vittoria del 2009 la Lazio di Delio Rossi vinse per 4 a 2 con un grandissimo goal di Zarate. Stavolta non potrò esserci ma spero che la Lazio riesca a vincere. Ai tifosi dico di stare tranquilli perché andrà bene, nel derby non conta chi arriva meglio o peggio ne chi è più forte, ci sono troppe variabili da considerare. E’ troppo importante per i tifosi, per la società e per tutto l’ambiente. Nel derby c’è sempre tanto nervosismo e non sempre si riesce a giocare bene, può succedere che un attaccante abbia poche occasioni, poi nell’unica palla buona riesca a decidere la partita. Sono sempre legato alla Lazio, le mie figlie sono nate a Roma, abbiamo vinto tanto con la maglia biancoceleste e sono ancora molto legato ai tifosi e a quei ricordi. Il derby è vissuto in modo speciale, ancor più della partita sono i giorni che lo precedono e quelli dopo che lo rendono unico. E’ una partita diversa dalle altre, si può vincerla in ogni modo. Non conta molto l’allenamento settimanale, è più importante la testa, arrivarci con la giusta tranquillità e concentrazione è un vantaggio che ti permette di sfruttare gli errori dell’avversario. I migliori anni della mia carriera sono stati quelli alla Lazio. 79 presenze con 34 gol con la maglia della Lazio prima di passare alla Juventus. Tanti gol, tante giocate in puro stile sudamericano e tanti momenti indelebili nella sua di mente come in quella di tutti i tifosi della Lazio

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BzSDVlZCcAI7eLC “Il goal nella notte della supercoppa a Monaco contro il Manchester United è indimenticabile, non iniziò bene per me la partita. Qualche diverbio con Eriksson e iniziai dalla panchina, poi l’infortunio di Inzaghi, entro, segno e vinciamo la coppa. Poi ce ne sono altri che sono stati belli, ricordo quello a Milano quando giocai con un piede rotto. In quella Lazio ho giocato con tanti campioni, Vieri, Nedved e molti altri ma Nesta era impressionante, strepitoso. In allenamento era sempre il migliore, lavorava più di tutti gli altri sempre con serietà e professionalità e poi in campo era fortissimo, il migliore. L’acquisto più importante credo sia stato quello di Vieri, con lui facevamo una grande coppia, abbiamo fatto tanti goal e ci trovavamo benissimo. Fu un grandissimo acquisto in quegli anni, uno dei più importanti in assoluto. Oggi che è passato dall’altra parte della barricata, mette a disposizione la sua esperienza all’Union Temuco, club di serie B cilena, di cui è il presidente. Ma per tutti i tifosi laziali, rimarrà sempre uno degli artefici di quei trionfi fantastici quanto inaspettati. “Che ce famo co’ Ronaldo noi c’avemo er Matador. Matador, Matador…e sulle note di questa canzone festeggiavano ogni gol del cileno in quegli anni. Quanto servirebbe anche domenica uno della sua classe e del suo carisma per uscire vittoriosi dalla stracittadina…

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