Fabio Capello: “Juventus Milan? Ecco la mia…”

Pubblicato il autore: Dario D'Auriente Segui

Capello Juventus MilanCAPELLO JUVENTUS MILAN – “Ha il fascino della rimonta e non è poco“. Con queste parole rilasciate alla Gazzetta, Fabio Capello presenta la sua personalissima Juventus Milan:La Juve deve ritrovarsi, recuperando quelle che sono sempre state le sue caratteristiche: fame e determinazione. Il Milan sta crescendo partita dopo partita“. Il 69enne tecnico di Pieris non si sbilancia sulla sua favorita per il big match del prossimo turno di Serie A ma su chi potrà davvero realizzare la rimonta sì: “Credo più alla Juve. Mi pare che le prime risposte siano già arrivate e penso che possa tornare in corsa per il titolo” spiegando il perché di un inizio di campionato ad handicap dei bianconeri “era prevedibile dopo gli addii di Tevez, Vidal e Pirlo. Ma anche il Milan ha cambiato molto e va dato tempo all’allenatore. Il calcio ha purtroppo questo difetto: è impaziente. Quando compri molti calciatori di buon valore pensi che il più sia fatto, ma non è così“.

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Juventus Milan sarà anche la sfida tra due portieri che, almeno per storia, si somigliano molto. Esattamente 20 anni fa Buffon esordiva in Serie A in Parma-Milan: “Ricordo bene quel giorno perché ero io l’allenatore del Milan. Quando negli spogliatoi mi arrivò il foglio con la formazione del Parma rimasi sorpreso. Dopo la partita capii il motivo di quella scelta: finì 0-0 e Buffon salvò il Parma con tre parate straordinarie“. E ora tocca a Donnarumma: “Conosco Diego Lopez: ottimo portiere, ottimo professionista, ottima persona. Se Mihajlovic ha scelto Donnarumma, ha intravisto doti eccezionali“.

CAPELLO JUVENTUS MILAN? – Fabio Capello è legato sia alla Juventus che al Milan avendo giocato e allenato entrambe le compagini della nostra Serie A. Ma preferisce le strisce bianconere o quelle rossonere? “Non riesco a indicare una preferenza. Nella Juve ho vissuto la parte migliore da calciatore e l’ho allenata per due stagioni. Per me quei due scudetti furono conquistati sul campo. Non ho mai avuto il segnale che fossero stati regalati. E sono amico da sempre della famiglia Agnelli. Nel Milan ho chiuso la carriera da giocatore e grazie alla fiducia di Berlusconi ho iniziato quella di tecnico. Con il Milan nei primi anni 90 vincemmo tutto, stabilendo record straordinari. Ma per altre ragioni mi sento legato anche a Roma e alla Roma. Lo scudetto del 2001 fu una grande impresa“.

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