Fifa Platini, matrimonio che non s’ha da fare

Pubblicato il autore: Roberto Minichiello

fifa platini
Fifa Platini, sembra finita la corsa dell’ex calciatore francese alla presidenza dell’organo calcistico mondiale. Infatti è arrivato il no dalla commissione etica che ha preso in esame le varie candidature arrivate per l’elezione del 26 febbraio che sceglierà il sostituto di Sepp Blatter. Sulla testa di Michel Platini pesa la pesante squalifica di 90 giorni per la vicenda dei 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti dalla Fifa nel 2011, nella cui inchiesta è stato coinvolto anche Sepp Blatter che ha ricevuto la stessa sanzione di sospensione. Questa sospensione dall’incarico della presidenza dell’Uefa ha comportato automaticamente l’esclusione alla presidenza della Fifa. Michel Platini potrebbe ancora entrare in gioco facendo ricorso al Tas di Losanna e rientrare in corsa, in questo modo il candidato per l’Europa Gianni Infantino ritirerebbe la sua candidatura a favore di quella del francese. Ma oltre al presidente dell’Uefa, il comitato etico ha rifiutato anche la candidatura del liberiano Bility, soprannominato in patria con il nome di Mr Corruzione, forse è questa la ragione per la quale è stata rifiutata la sua candidatura, in quanto la Fifa sta cercando di ricucire il rapporto di credibilità che con gli ultimi scandali sta letteralmente scemando. Se continuerà con questa politica di sicuro Fifa Platini non si incontreranno mai e il tanto desiderato matrimonio resterà un sogno.

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E allora restano cinque i nomi scelti dal comitato etico per la corsa alla presidenza della Fifa. Il 26 febbraio si sceglierà tra questi cinque nomi: Gianni Infantino, il favorito alla carica di presidenza, per chi non lo conoscesse è l’uomo dei sorteggi di Champion’s League; il principe Ali Hussein di Giordania, lo sceicco Salman bin Ebrahim al-Khalifa del Bahrein, la sua candidatura fa discutere in quanto molte organizzazioni umanitaria l’accusano di aver violato molti diritti civili, impedendo manifestazioni e torturando molti prigionieri politici; il diplomatico francese Jérôme Champagne, l’imprenditore sudafricano Tokyo Sexwale, ex politico e prima ancora attivista. Ha condiviso la prigione con Mandela ai tempi dell’apartheid, nome intrigante visto il suo passato contro le ingiustizie, potrebbe essere la sorpresa del 26 febbraio.

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