Gigi Buffon: numero uno perché…

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso

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20 e 37: ti piacciono questi due numeri Gigi? Uno sicuramente si, l’altro un pò meno, e per evitare di farti arrabbiare come quando un tuo difensore sbaglia la diagonale, lo tralasceremo. Tanto manco si nota.
Sono passati ben 20 anni da quando Nevio Scala venne da te e ti disse “Oggi giochi tu…”  
Avevi 17 anni: probabilmente il week-end precedente eri stato con la fidanzatina al cinema, durante la settimana ti eri preso un bel 4 in Matematica e l’estate facevi il figo con le ragazzine perchè nei tornei di paese vincevi sempre e nessuno riusciva a segnarti.
Poi però, il 19/11/1995, arrivò il Milan di Fabio Capello: anche lì, come d’estate in paese, hai fatto il figo, sei stato il migliore in campo e non hai fatto segnare nessuno. Era andata bene Gigi, benissimo: il mondo aveva appena conosciuto quello che sarebbe diventato un fenomeno del calcio mondiale, oltre che il numero 1 della Nazionale Italiana.

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Il calcio però è strano: non hai preso gol da Weah al tuo esordio da titolare, e ti sei fatto battere per la prima volta da Ciro Ferrara la settimana dopo.
Contro la Juve tra l’altro, la Signora della tua vita (calcistica): con i bianconeri hai gioito per scudetti vinti all’ultima giornata o un mese prima, hai pianto per le finali perse di Champions, hai ereditato una fascia da capitano pesantissima da un simbolo storico della tua squadra oltre che un tuo grande amico, e la onori tutt’ora, te ne sei fregato di esser stato l’acquisto più caro della loro storia e l’hai trascinata sia all’Olimpico di Roma o al Meazza di Milano che all’Ezio Scida di Crotone o al Martelli di Mantova.

Sempre da numero uno. 
Numero uno come in Nazionale, dove ci hai sempre reso fieri di te, dove hai alzato una Coppa del Mondo e hai dimostrato a tutti quanti di essere il più forte.
Numero uno perchè, non solo vai in conferenza stampa pure se perdi, ma anche perchè hai sempre avuto gli attributi per dire tutto quello che pensavi a prescindere dal risultato. Numero uno perchè se devi attaccare quei compagni che si sentono tanto fenomeni, ma nei momenti più delicati si tirano indietro, tu lo fai. E lo fai per loro, perchè per crescere non servono solo i complimenti.
Numero uno perchè miliardi di bambini sono innamorati di te, delle tue gesta, delle tue imprecazioni.
Numero uno perchè quando noi comuni mortali giochiamo a calcetto, e vediamo il portiere far una grande parata istintivamente diciamo Buffooon!
Numero uno perchè dai grinta, carica ed emozione a chiunque ti guardi.
Numero uno perchè in Serie A tutti i portieri che esplodevano, prima di esser ritenuti i migliori nel loro ruolo, dovevano fare i conti con la tua presenza, caparbia e decisa,  che li portava sempre ad avere la peggio e a non reggere il confronto.
Numero uno perchè sei uno dei tanti che avrebbe meritato il Pallone d’Oro ma fin quando ci sono Messi o Ronaldo si deve dare sempre per forza a loro.
Numero uno perchè anche noi, come te, non sappiamo quelli di France Football dove si guardano le partite, in che mondo vivano e qual’è il metro di giudizio che utilizzano per l’inserimento dei giocatori all’interno della lista dei 50 candidati al Pallone d’Oro.

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Numero uno perchè… quel 37 di cui parlavo sopra, che cos’era?

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