Hellas Verona, Setti: “Mi interessa fare non apparire”

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo

verona, settiE’ un Maurizio Setti a 360° quello intervistato durante la trasmissione “Lunedì nel pallone”, condotta dal collega Gianluca Tavellin. “Nella vita contano i fatti, dirigo la mia azienda dall’89, ed ho lo stesso telefono dal ‘90”  -afferma orgoglioso il presidente dell’Hellas- “Il Verona è tutto di Setti, ci sono delle società fiduciarie ma sono tutte mie anche quelle. Ho una passione, quella del calcio, non mi interessa apparire ma il fare”. Alla domanda, immancabile, sul presunto rapporto di collaborazione tra il presidente del Verona, Setti,  e quello onorario dello Spezia, Gabriele Volpi, risponde : “La mia amicizia con Volpi? Ormai è una leggenda metropolitana, un personaggio che prima non esisteva e ora per mille motivi compare nelle cronache. Non mi interessano le voci, se un domani Volpi vorrà venire a darmi una mano non lo rifiuterò, come ho chiesto una mano agli imprenditori veronesi, ma finora nessuno si è fatto avanti, ma questo non lo dico per criticare. Se i tifosi si preoccupano del risultato sportivo li capisco, ma altri discorsi no, siamo una società solida e questo è riconosciuto da tutti a livello nazionale. Su questa città e questi tifosi, che sono il valore aggiunto, stiamo facendo un percorso coerente dal primo giorno. Se qualcuno oggi ha da criticare la società allora c’è qualcosa che non va”. L’Hellas non vive uno dei suoi momenti migliori, ultimo a 6 punti, in compagnia del neopromosso Carpi. C’è chi dà la colpa al mercato, chi alla gestione tecnica ma per Setti non c’è alcun problema: “Non mi stanno bene le critiche al calciomercato, abbiamo speso dei soldi per prendere calciatori di ottima prospettiva e riconosciuti a livello nazionale. Per me è stato fatto il miglior mercato possibile, creando una rosa equilibrata e di proprietà. Pazzini? E’ stato preso a parametro zero, operazione riuscitissima, è uno che garantisce il gol, un bomber da Serie A, categoria nella quale ne ha fatti più di 100, una garanzia. Sta soffrendo per la caviglia, quando starà meglio farà vedere il suo valore. Souprayen? Dopo la prima partita con la Roma almeno tre società hanno chiesto informazioni su di lui. In difesa abbiamo preso Helander e Bianchetti che hanno fatto bene in Under 21, due giovani al fianco a due calciatori esperti. Viviani? Ha fatto 30 presenze al Latina e la finale degli Europei Under 21 e anche lì zero problemi legati alla pubalgia. Non sono un esperto ma è una patologia subdola, una grande sfiga. Federico sta facendo di tutto e di più per tornare, si riaggregherà al gruppo con il Frosinone. Sala ha qualità importanti e il carattere giusto, quest’ano è stato insignito della maglia da titolare. E’ un momento di sofferenza e anche lui fa fatica, sono contento che sia rimasto. Se Rafa Marquez è stato preso solo per vendere magliette? Non sono discorsi da fare, è stato scelto per la sua storia, è stata una scelta tecnica. Se leggesse quello che scrivono certe persone, Gianni Brera si rivolterebbe nella tomba. Romulo? Il suo procuratore non lo aiuta molto. Nessuno rinuncia alla Nazionale a cuor leggero, vuol dire che non stava bene. Contiamo di recuperarlo a gennaio e puntiamo ancora su di lui come è normale che sia. Se torneremo sul mercato a gennaio? Noi ci muoviamo sempre, deve essere ben chiaro che andiamo avanti perché sappiamo ciò che bisogna fare, se servirà intervenire allora lo faremo. Iturbe e Schelotto? Di sicuro non c’è nulla, stiamo cercando informazioni ma dobbiamo aspettare gennaio. Il ritorno di Iturbe lo vedo difficile, ma dovesse partire da Roma sicuramente non disdegnerebbe una squadra e una piazza che già conosce. Per quanto riguarda la gestione tecnica. la conferma di Mandorlini non è stata scelta economica, il mister è stato confermato esclusivamente perché ha dimostrato che ha in mano la squadra. Il mio rapporto con l’allenatore è cresciuto tantissimo col tempo, abbiamo cercato il confronto ogni volta che c’è stato problema, abbiamo deciso di continuare il nostro percorso insieme. Non pensiate e che lui sia contento di questa situazione, è il primo che sta male per la situazione del Verona. Se Delio Rossi l’anno scorso è stato vicino alla panchina del Verona? Da parte mia e di Gardini no, per Sogliano ci sarebbero state più possibilità. L’addio a Sogliano? La decisione non nasce in estate ma prima. Dal punto vista tecnico in tre anni ha lavorato bene per un anno e mezzo e male per altrettanto tempo. E’ stata colpa mia, ho dato troppo spazio alla parte tecnica, e ci sono cifre che il Verona non si può permettere. Sean ha avuto troppe libertà, non ha nelle sue corde il modo di fare calcio che volevo io, e questo mi dispiace perché questi aspetti sono stati traviati. Perché scegliere Bigon? L’ho ritenuto in possesso delle qualità giuste per il Verona. Basta guardare la rosa del Napoli, 9 titolari su 11 sono calciatori suoi. Bigon va al campo alla mattina e torna al pomeriggio, un professionista che si tiene aggiornato costantemente sulla squadra confrontandosi con staff tecnico e medici. Gardini più importante? Non sono il tipo che si fa soggiogare, c’è qualcosa che non torna, non capisco che pro faccia al Verona scrivere queste cose, figuriamoci se mi metto in una posizione in cui qualcuno mi possa comandare. Gardini è un professionista di altissimo livello, ci confrontiamo spesso. Credo nella condivisione, nelle mie aziende come nel calcio, perché è condividendo un’idea che salta fuori la soluzione migliore”. Ormai da due anni in Serie A, l’Hellas sta incrementando il suo valore economico, ma la retrocessione rovinerebbe tutti i piani: “Quanto vale il Verona? La quotazione è figlia di tanti fattori. Possiamo fare affidamento sui diritti tv, che sono una voce molto importante, e l’anno scorso sono stati di circa 27 milioni, più eventuali plusvalenze, merchandising e i ricavati della biglietteria. Il discorso principale è quello degli stipendi, che vanno ad incidere molto. La retrocessione sarebbe per noi un danno esagerato, nelle logiche moderne è un baratro inaffrontabile, ma non dobbiamo pensarci, la salvezza è alla nostra portata. Ma se andremo in Serie B non ci tireremo indietro, nel calcio devi pensare sempre in avanti, senza ripensamenti. Ci manca il risultato ma questo è l’anno più bello a livello societario, perché lavoriamo nel vero modo che ho sempre desiderato, che è di altissimo livello. Quest’anno abbiamo speso 7 milioni in meno e tutti i calciatori sono di proprietà tranne uno. Preferisco avere una società con logica aziendale di sostenimento, inoltre paghiamo regolarmente gli stipendi regolarmente ogni mese”. Infine, riguardo alla questione delle divise da gara, Setti da delucidazioni: “Abbiamo continuato il rapporto con Nike che è il marchio più importante in ambito sportivo. Sulla questione della seconda e terza maglia ci sono regolamenti di Lega che siamo tenuti a rispettare, questo fa parte del modo di giocare il calcio al giorno d’oggi. Bisogna dare un’alternativa, non potevo proporre di nuovo la maglia bianca. Bisogna uscire dal guscio, i veronesi non sono diversi, siamo tutti uguali”.

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