Il Corinthians vince il Brasileirão con tre giornate d’anticipo, sesto titolo nella storia del Timão

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista

Il Corinthians vince il Brasileirão con tre giornate d'anticipo, sesto titolo nella storia del Timão
Il Corinthians vince il Brasileirão con tre giornate d’anticipo, sesto titolo nella storia del Timão. Grazie all’1-1 in casa del Vasco da Gama e la contemporanea sconfitta degli inseguitori dell’Atletico Mineiro al Morumbi contro il San Paolo, il Corinthians vince il suo sesto titolo nel Brasileirão con ben tre giornate di anticipo. La festa era pronta da tempo, grazie alla consapevolezza derivante da un +12 in classifica che non lascia spazio a rimpianti da parte delle rivali. Il Timão ha dominato in lungo e in largo il torneo e si è laureato campione con pieno merito, grazie alla forza di un collettivo forte e completo e alla preziosa guida tecnica di Adenor Leonardo Bachi (Tite), ovvero l’architetto del titolo del 2011, l’ultimo nella storia del Corinthians, e l’irripetibile vittoria nella Copa Libertadores, per ora l’unico successo del club paulista nella massima competizione sudamericana.

Il Corinthians vince il Brasileirão con tre giornate d’anticipo, sesto titolo nella storia del Timão. Con questo ennesimo capolavoro, Tite ha raggiunto il sesto trofeo vinto nelle sue due esperienze sulla panchina del Corinthians, e secondo gran parte della stampa brasiliana si candida prepotentemente a rilevare Dunga nel ruolo di selezionatore della nazionale brasiliana. Tuttavia, come spesso ricorda lo stesso Tite, se ne parlerà non prima del 2018, ma si sa quanto nel calcio le cose possano cambiare in fretta. Intanto si gode questo sesto titolo regalato alla storia del Timão, nella sua seconda parentesi alla guida dei bianconeri, un successo che lo proietta direttamente nell’Olimpo degli allenatori corinthiani dopo le vittorie in Libertadores e nel Mondiale per Club, con cui aveva innalzato il club di San Paolo sul tetto del mondo.

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Il Corinthians vince il Brasileirão con tre giornate d’anticipo, sesto titolo nella storia del Timão. Come detto, un campionato senza storia vinto con tre giornate d’anticipo, ravvivato al vertice esclusivamente dai tentativi di rimonta del Mineiro, rivelatisi vani con la sconfitta di ieri contro i cugini del Corinthians. Dando uno sguardo alle statistiche, le tre giornate che mancano alla fine del Brasileirão sono tutt’altro che prive di significato per i neo campioni, che hanno la concreta possibilità di far registrare alcuni record storici. A partire dal massimo numero di vittorie casalinghe e nell’intero campionato, passando per il record di punti (servono due vittorie nelle prossime tre per raggiungere quota 83) e giungendo fino al minor numero di sconfitte maturate nel torneo, che ammonta a 4. Al di là dei record, questo Corinthians si è dimostrato di gran lunga la squadra migliore del Brasileirão, vantando la miglior difesa ed il miglior attacco per quanto riguarda il numero dei gol.

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Non si tratta della tipica squadra brasiliana piena di talenti pronti a stuzzicare l’appetito dei club europei, ma piuttosto una squadra solida, quadrata, che va in campo sapendo quello che vuole e riuscendo quasi sempre ad ottenerlo, segnali di una piena risposta ai dettami che provengono dalla panchina, dove siede un allenatore ormai pronto per palcoscenici ancor più importanti, come quello della Seleção. Ad ogni modo di talento a disposizione ce n’è eccome in casa Timão: in difesa il 26enne Felipe, difensore già più volte sul punto di attraversare l’Oceano, cercato in Italia da Napoli, Udinese e, da ultimo, dalla Lazio; l’attaccante 18enne Malcolm, fattosi notare al Sudamericano under 20 e nell’orbita, tra le altre, di Inter e Juventus, come si è letto negli ultimi giorni; il trequartista classe ’88 Renato Augusto, ex grande promessa del calcio brasiliano e protagonista di una lunga esperienza in Bundesliga con la maglia del Bayer Leverkusen, con la quale ha disputato 101 presenze condite da 9 gol tra il 2008 ed il 2013. Difficile ma non impossibile ipotizzare un suo ritorno in Europa, ma si tratta senza dubbio di un elemento in grado di fare la differenza nel Brasilieirão, oltre a costituire con il portiere Cassio, il difensore Gil ed il mediano Elias una componente di rilievo all’interno della Seleção agli ordini di Carlos Dunga.

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