Il Punto. Vincono Inter, Juve, Napoli e Fiorentina, un derby alla Roma e uno al Sassuolo

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

Serie ALa dodicesima giornata di seria A si è aperta sabato pomeriggio, con la sconfitta del Verona in casa per 2 a 0, contro un Bologna galvanizzato dalla cura Donadoni (due vittorie in altrettante partite). La squadra di Mandorlini ha si lottato, ma Pazzini non è Toni, e ora con 6 punti in 12 gare la società sta pensando di dare le redini a Guidolin. Sabato sera è stato il turno del Milan che, dopo 3 vittorie consecutive, acciuffa un punto d’oro contro un’Atalanta arrembante. Gli uomini di Reja hanno giocato una grande partita ma hanno prima sbattuto su Donnarumma versione superman e poi sprecato per imprecisione. Il Milan di Miha gioca un primo tempo anonimo, schierando un 4-3-3, e un secondo da suicidio, con un 4-4-2 sbilenco.

Questa domenica è stata la giornata degli 1 a 0 (ben 4). Ormai l’Inter ci ha abituati all’essenziale, questa volta contro un Torino a cui è mancato solo il gol. Mancini schiera nuovamente la difesa a tre (come con la Fiorentina, ma cambiano gli interpreti), centrocampo arcigno ed esterni alti, ma la carta in più sono i miracoli di Handanovic, da “santo subito”. Tris della Juve contro un’Empoli che di più non poteva. Gli uomini di Giampaolo pressano alto una Juve incerta, e su un passaggio sbagliato Maccarone punisce Buffon, che ancora una volta subisce gol al primo tiro degli avversari. Ma la squadra di Allegri non ci sta e a fine primo tempo ribalta il risultato con Mandzukic ed Evra. Nella ripresa Dybala da poco entrato fissa il risultato sul 3 a 1.

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Vince il Sassuolo che supera il Carpi, in un derby poco spettacolare, con un gol del cilentano Sansone, che con 3 reti stagionali ha regalato finora 9 punti su 22 alla squadra di Di Francesco. Nell’altro derby della giornata, Dzeko su rigore e Gervinho piegano una Lazio compatta ma ingenua. Il primo tempo, rigore a parte, finisce in perfetta parità: un legno e una clamorosa occasione a testa. Nel secondo tempo ci pensa Gervinho a porre fine alla partita. Altro successo di misura è quello del Palermo sul Chievo. Gilardino al 26’ del secondo tempo regala la vittoria (e salva la panchina, almeno si spera conoscendo l’irruenza del presidente Zamparini) a Iachini dopo tre sconfitte consecutive. Pari scoppiettante tra Frosinone e Genoa (in dieci dal 36’ per l’espulsione di De Maio): segna Pavoletti ma Blanchard e Diakité ribaltano il match; poi il definitivo due a due di Gakpé.

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Il quarto successo per uno a zero è il più improbabile, quello del Napoli sull’Udinese. La partita dice poco o nulla, la cosa più importante è il gol numero 200 in carriera coi club di Higuain, 9 in stagione di cui 7 consecutivi (si avvicina cosi al record di 8 di Maradona) e la sua volontà di puntare allo scudetto. In serata una bella Fiorentina vola e strapazza la Sampdoria, cancellando l’imbattibilità stagionale del Ferraris, là dove la Roma era uscita sconfitta e l’Inter aveva ottenuto solo un pari. Un rigore di Ilicic nei primi minuti della partita e un goal sottomisura di Kalinic su assist dello stesso Ilicic (il settimo del centravanti in campionato) decidono il posticipo.

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