Il Punto. Vincono le milanesi, la Juve respira e la viola sogna

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

Logo_Lega_Serie_AIn attesa di conoscere i risultati dei due posticipi di questa sera (Chievo-Sampdoria alle 19 e Palermo-Empoli alle 21), l’undicesima giornata di campionato si è conclusa con poche certezze e molti dubbi. I pareggi accorsi tra Carpi-Verona e Udinese-Sassuolo dimostrano come molte squadre si sono dovute accontentare di un punto d’oro in gare tutt’altro che scontate. La sfida tra Carpi e Verona, entrambe ultime a sei punti, si conclude con reti inviolate e un punto che sa più di beffa; mentre quella tra i friulani e la squadra di Di Francesco ha un diverso sapore, dove i bianconeri non arrivano ancora a trovare una certa continuità e il Sassuolo sembra appagato, dopo le dispendiose partite contro Milan e Juventus.

Un punto amaro invece per il Napoli che esce a bocca asciutta dal Marassi, nonostante le tante occasioni per andare in vantaggio capitate a Higuain e compagni. La squadra di Sarri è sembrata meno brillante del solito e un super Perin inchiodano il risultato finale sullo zero a zero. Nella giornata d’esordio di Donadoni sulla panchina del Bologna, Giaccherini, Destro e Brienza piegano i bergamaschi non in giornata, visto cosa ha regalato il difensore brasiliano Toloi sull’azione del primo gol dei rossoblù. Al Franchi ai padroni di casa basta il primo tempo per archiviare la pratica Frosinone. Paulo Sousa decide di far rifiatare alcuni giocatori, in vista del turno di Europa League, e puntare su Babacar supportato da Mati Fernandez e Borja Valero. Nel secondo tempo Babacar lascia spazio a Verdù e Rossi entra al posto di Roncaglia, ma la viola si limita a palleggiare senza affondare più di tanto e la squadra di Stellone accorcia le distanze con Frara.

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Sorridono le milanesi, che ritrovano certezze e stimoli. Il Milan sfata il tabù dell’Olimpico, dove la Lazio non perdeva da inizio campionato (8 successi su altrettante gare): Bertolacci, Mexes e Bacca regalano alla squadra di Mihajlovic nove punti in tre gare, il sorpasso ai danni della Lazio e un gioco ritrovato che ha messo in seria difficoltà i biancazzurri. L’Inter batte una Roma meno cinica del solito che sbatte contro il muro Handanovic (autore di quattro parate in un secondo, stile flipper). I nerazzurri mostrano di essere una squadra solida e di poter contare su una diga difensiva che regala sempre più certezze. Mancini lascia in panchina Icardi, per la prima volta in questo campionato, e rilancia D’Ambrosio; in avanti Jovetic è supportato dalle ali Perisic-Ljajic. Un gol di Medel basta per portare la squadra prima in classifica (a pari merito con la Fiorentina) e superare una Roma che era arrivata a Milano con le folate pericolose di Salah e Gervinho a supporto di Dzeko, facendo rimpiangere il 40enne Totti.

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Sabato infine è andato di scena il derby della Mole, risolto al 48esimo del secondo tempo da Cuadrado. La Juve era partita con un centrocampo a tre, Hernanes trequartista e i baby Morata-Dybala davanti, ma dopo nemmeno dieci minuti Khedira esce di scena e la squadra passa al tridente con l’innesto di Cuadrado. Pogba sorride con un gol stupendo, Bovo replica con una sassata di sinistro una punizione di Baselli respinta dalla barriera e il colombiano allo scadere regala i tre punti alla squadra di Allegri, che respira in vista dell’impegno di champions.

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