Inter, Fassone: “Mancini? Non subisce dal direttore sportivo, mentre su Mazzarri troppa pressione dalla piazza”

Pubblicato il autore: TonyR Segui

Fassone
“L’Inter è stata costruita per la Champions
. Con queste parole l’ex dg nerazzurro Marco Fassone incorona i nerazzurri di Mancini, sottolineando che “non è un caso se i nerazzurri sono primi in classifica”. Fassone che torna a parlare ai microfoni di Radio 24 dopo l’addio all’Inter, approfondendo l’argomento Mancini “E’ bravo perché non subisce dal direttore sportivo, ma partecipa alla costruzione della squadra suggerendo gli obiettivi” e sull’ex Mazzarri: “Abbiamo cercato di costruirgli una squadra su misura, ma si sono create una serie di situazioni, come tensioni con il pubblico e con una parte dei media che gli hanno impedito di esprimersi al meglio. Un anno fa fu indispensabile sostituirlo“.

Tante, dunque, le domande rivolte all’ex direttore generale dell’Inter Fassone, durante la trasmissione di Radio 24 – Tutti Convocati, con argomenti che variano da Mancini a Mazzarri, dal mercato a Thohir.
Era un’Inter nata per essere questa?
“Non è un caso che l’Inter sia migliorata in difesa. Abbiamo inserito Murillo, visto da tempo, e Miranda, preso a giugno. Come prima idea è stata quella di rimettere in sesto la linea difensiva, era una priorità. Ora la squadra è ottimale e ha trovato un super Handanovic. Sulla fase di costruzione la squadra ha margini ma Mancini lavora tantissimo sulla costruzione. Quando fai tanti 1-0 giocando così così sul piano dello spettacolo, va bene. Sono le stagioni che ti dicono bene. Tanti scudetti sono stati vinti con partenze così”.
La Champions pesa così tanto?
“Solo l’accesso alla fase a gironi vale tra i 40-50 milioni. Senza la Champions League abbiamo un fatturato tra i 160 e i 190 milioni. Ha quindi una incidenza importante. Noi in Italia abbiamo migliorato la cultura alla partecipazione all’Europa League. Come Lega avevamo dato un incentivo economico. Nella fase dei preliminari c’è qualche problema, abbiamo fatto anche brutte figure e questo influenza il ranking”.
Ci dica Fassone, cosa non è andato con Mazzarri?
“Dal punto di vista dei risultati, non ha fatto male. Il primo anno, in un contesto difficilissimo, con cessione epocale, più 8-9 senatori in scadenza. Lui riuscì a centrare il quinto posto, il rientro in Europa League. Abbiamo cercato di costruirgli una squadra su misura, tentato l’approdo in Champions League. Si sono create una serie di situazioni, tensioni con il pubblico, una parte dei media che gli hanno impedito di esprimersi al meglio. Un anno fa fu indispensabile sostituirlo”.
Manca qualcosa a questa Inter?
“La rosa è completa, magari serve qualche adattamento a gennaio. Mettendo un altro in più non credo che la squadra cresca. Io ritengo che non serva un altro centrocampista, sapendo che non ne giocano più di tre, metterne un settimo dentro non credo serva. Io manderei Gnoukouri a giocare, che non gioca più un minuto da quando è arrivato Felipe”.
Thohir ha detto che sarebbe confuso se dovesse comprare a gennaio. Che voleva dire?
“Bisogna sempre spiegargli in modo chiaro perché gli si chiede di fare un certo investimento. Lui è razionalissimo. Se ha detto che sarebbe un po’ confuso, significa che crede che la rosa è ancora ampia. Magari pensa che serve rendere la rosa logica dal punto di vista dei numeri e poi comprare”.
Gli esoneri di Iachini e Zenga?
“Avranno avuto i loro motivi. E’ una decisione onerosa per i presidenti, un presidente la soppesa e noi dall’esterno non capiamo mai le motivazioni. Zenga vicino all’Inter? Non c’era alcuna alternativa a Mazzarri che non fosse Mancini. Era l’unico nome valutato, altrimenti saremmo andati avanti in altro modo”.
Problema di empatia per Mazzarri?
“In generale con l’ambiente. In quel momento di passaggio tra società diverse, presidenti diversi, la panchina dell’Inter crea pressioni enormi e l’allenatore, forse, subiva troppo la pressione di media, tifosi e non riusciva a dare quello che noi pensavamo potesse dare”.

Insomma, un Fassone che non si sottrae alle domande, ma soprattutto che con orgoglio e senza polemica spiega e dimostra quanto fatto nel suo periodo nerazzurro, ultima sessione di mercato compresa. Forse, è stato allontanato dalla società con troppa leggerezza? O forse ci sono cose, che noi umani non possiamo sapere?

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