Just Fontaine: “Europei di calcio 2016, la Francia rinunci”. Belgio-Spagna non si gioca

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

europei di calcio 2016La nefasta e terribile notte parigina di venerdì scorso è ancora sotto gli occhi di tutti. Boulevard de Charonne, Boulevard Voltaire, Rue Alibert, Rue de la Fontaine au Roi e il teatro Bataclan: una scia di sangue che nemmeno nel film più violento nessuno avrebbe mai pensato di vedere. E poi lo Stade de France, mentre è in corso Francia-Germania, grande classica del calcio mondiale e appetitoso antipasto dei campionati Europei che, nella tarda primavera del 2016, vedranno proprio gli stadi francesi come palcoscenico: nella tragedia, è andata bene che i kamikaze non siano riusciti a entrare all’interno dell’impianto per seminare morte in nome di Allah, altrimenti avremmo assistito a una autentica macelleria messicana con migliaia di morti. A poche ore da un altro step verso l’Europeo, l’amichevole Francia-Inghilterra che i transalpini hanno deciso di voler comunque giocare nel tempio di Wembley proprio in omaggio ai 132 caduti sotto i colpi degli attentatori, c’è chi si chiede se sia il caso, tra meno di 8 mesi, mettere la Francia di nuovo nel mirino della follia degli jihadisti con una grande kermesse come il massimo torneo continentale per nazionali. A sollevare il quesito è un’icona del calcio francese, quel Just Fontaine stella della arrembante nazionale d’Oltralpe degli anni ’50 e tuttora recordman di reti in una singola edizione dei mondiali (13 gol in Svezia nel ’58).

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Fare dietrofront. “La Francia dovrebbe rinunciare a ospitare gli Europei di calcio”. Così l’82enne di origine marocchine ha esordito in un’intervista rilasciata all’edizione web del “Die Welt”. “In tanti in queste ore tremende – specifica Fontaine – stanno sostenendo, a ragion veduta, che anche di fronte a una tragedia di tali proporzioni bisogna comunque andare avanti. Mi piange il cuore a dirlo, ma il nostro paese è già da troppi mesi, anzi anni, sotto tiro. E questi sanguinari muslmani dell’Isis hanno già annunciato che non finisce qui. Per questo ritengo che la Francia debba rinunciare all’organizzazione degli Europei del 2016: ci sono tanti paesi molto meno esposti alla furia fondamentalista islamica in Europa, e giocare qui è obbiettivamente troppo pericoloso”.

La paura della gente. “Venerdì scorso – sottolinea ancora Just Fontaine – ero sugli spalti dello Stade de France: ho vissuto tante situazioni di pericolo in vita mia, ma la paura di quella sera non l’avevo mai provata. Vedere le aree circostanti allo stadio trasformate in un teatro di guerra mi ha sinceramente fatto impressione. E un match dei campionati europei è l’occasione perfetta per questi criminali per replicare il loro sanguinoso show. Inoltre mi chiedo: dopo una catastrofe simile a pochi mesi dal via del torneo, in quanti si azzarderanno a venire negli stadi sapendo che è a rischio la loro vita? La stessa paura che ho provato io penso abbia accomunato tutti gli 80 mila presenti allo stadio, incluso il presidente Hollande. Per questo, a lui come agli organizzatori, chiedo di riflettere e magari di meditare se non sia il caso che il nostro grande e meraviglioso paese non debba fare un passo indietro.

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Belgio e Spagna, tutti a casa. Intanto dal Belgio arrivano notizie di misure straordinarie, nel paese che più di ogni altro in Europa è stato battezzato come patria di adozione dei terroristi del Daesh. Via Twitter, prima la federazione calcistica del Belgio e a seguire quella spagnola hanno annunciato che l’amichevole in programma stasera a Bruxelles non si giocherà. La capitale belga è infatti sotto assedio, al fine di dare la caccia ai fiancheggiatori degli assassini di Parigi: calcolando i 50 mila biglietti venduti per la partita, le due federazioni hanno preferito non correre rischi e non esporsi troppo ad eventuali altri blitz. Il calcio è sotto scacco, e anche per i prossimi mesi l’allerta è massima in merito ai grandi eventi sportivi.

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