Milan, Adriano: “La prima partita ufficiale ho sentito l’ansia”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone

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Un altro attaccante brasiliano nella storia del Milan è il neo arrivato Luiz Adriano, prelevato dallo Shakhtar Donetsk lo scorso luglio per circa 8 milioni di euro. 3 reti all’attivo tra campionato e coppa Italia, ma con qualche panchina in più visto il cambio di modulo. Lui non si deprime, anzi si carica come fa ben intuire in un’intervista rilasciata a Goal.com: “Il mio procuratore non ha avuto contatti con altri club solo col Milan c’è stata una trattativa, le altre erano solo voci. Per la mia carriera avevo diversi obiettivi. Quando ho pensato di lasciare lo Shakhtar e di approdare al Milan ho pensato che sarebbe stata una nuova sfida e che avrei fatto di tutto per entrare nella storia del club. Voglio fare del mio meglio qui e vincere tanti titoli con questa squadra. Ero davvero felice quando ho capito che sarei arrivato a giocare nel Milan. E’ una delle migliori squadre in Europa, i miei genitori erano come me molto contenti di questa scelta”.

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Essere al Milan è un sogno per lui: “E’ stata una grande emozione per me arrivare il primo giorno a Milanello ed indossare la maglia rossonera. Quando sono sceso in campo per la prima partita ufficiale ho sentito ansia, il desiderio di fare del mio meglio, le farfalle nello stomaco per indossare una maglia così prestigiosa. Ero anche ansioso di entrare in campo e sentire da vicino il calore dei tifosi”. Tra Bacca e Balotelli? Luiz Adriano non sceglie: “La qualità e l’esperienza di Mario ci aiuterà molto. Un eventuale tridente sarebbe fantastico, ma io personalmente non ho preferenze. Ripeto, dovrò riadattarmi a giocare con più punte vicine, ma posso farlo senza problemi”. Sulle differenze con il campionato ucraino: “Qui si cura la parte tattica come in nessun altro dei campionati europei. Le squadre giocano, non come in Ucraina dove contro lo Shakhtar i club più piccoli pensavano soltanto a difendersi e non costruivano nulla”. Dopo i grandi campioni brasiliani del passato c’è pressione su di te: “Mi hanno accolto benissimo, senza caricarmi eccessivamente di aspettative. Non credo che i tifosi vogliano che io diventi Kakà o Pato, ma semplicemente che io sia Luiz Adriano”. Con Mihajlovic il rapporto è molto buono: “Lui ci fa lavorare molto duramente, vuole che stiamo sempre concentrati sull’obiettivo. Parla molto con i giocatori ed è una bellissima persona, ma sul lavoro è esigente e ci fa lavorare sodo per ottenere il meglio da ognuno di noi”. Ultimo pensiero sulla stagione in corso: “Stiamo acquisendo maggiore fiducia, partita dopo partita. Le cose cominciano ad andare per il verso giusto e col tempo cresceremo ancora. I vertici della classifica non sono più così lontani. L’obiettivo è quello di tornare in Champions e lottare per il titolo. Credo che la squadra sia costruita per questo”.

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