Milan italiano, Berlusconi sorride: rossoneri belli e ‘made in Italy’!

Pubblicato il autore: Salvatore Balistreri Segui

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MILAN ITALIANO – Sin da quando è presidente del Milan Silvio Berlusconi lo ha sempre detto. “Sogno un Milan che sia bello, vincente e italiano.” Ma nonostante il Milan delle ultime stagioni non sia stato per nulla vincente (l’ultimo trofeo alzato fu il campionato conquistato nella stagione 2010/2011), e l’inizio di questa stagione, con le sconfitte subite contro Fiorentina, Inter, Genoa e Napoli, non lasciava presagire nuovi sogni di gloria a breve termine, il pareggio nella tana del Torino e le tre vittorie di fila ottenute contro Sassuolo, Chievo e Lazio hanno offerto al pubblico un Milan nuovo, determinato, convinto dei propri mezzi e finalmente dominante per tutti i 90′. Premesse che, se mantenute, potrebbero anche far divenire realtà il sogno presidenziale.

MILAN ITALIANO, LA VITTORIA DELL’OLIMPICO – In uno stadio in cui le precedenti cinque squadre in questa stagione avevano raccolto soltanto le briciole, il Milan è sceso in campo con ben otto degli undici titolari (più Poli entrato nella ripresa) ‘made in Italy’, risultando molto bello, vincente, disputando la miglior partita targata Mihajlovic e annullando con pieno merito i punti di forza di una Lazio che sino ad ora, come detto, tra le mura amiche non aveva mai perdonato nessuno tra campionato ed Europa League.

IL MILAN ITALIANO, I GIOCATORI – Se si escludono Alex, Bacca e Kucka, infatti, i restanti ragazzi che l’ex tecnico di Fiorentina e Sampdoria ha mandato in campo dall’inizio sono tutti nati nel ‘Belpaese’, a partire da quello che ormai non sembra più una bellissima sorpresa ma quanto una piacevole conferma, ossia Gianluigi Donnarumma. Il 16enne campano sta infatti dimostrando di poter reggere le pressioni portate dall’indossare la maglia del Milan, mettendo in mostra la personalità di un veterano in un’età in cui si pensa ancora ai compiti da fare a scuola. In molti lo vedono come il nuovo Buffon, e se il ragazzo continua per questa strada non sarebbe più un’utopia pensare di diventarlo. Spostandoci dalla porta alla difesa, troviamo il trio Romagnoli, De Sciglio e Antonelli. Se il primo sembra essere sempre più a suo agio sfoderando prestazioni ‘alla Nesta’, i due esterni non sono da meno, con Mattia che sembra finalmente essersi scrollato i fantasmi che lo hanno accompagnato nelle ultime stagioni, e Luca che sembra essere tornato il giocatore che tanto è stato apprezzato dalla Genova rossoblu.
A comando della regia nella linea mediana del campo Riccardo Montolivo, che domenica sera all’Olimpico ha sfornato una delle più belle prestazioni da quando indossa la maglia del Milan. Un Montolivo concreto, che dà i ritmi alla manovra, recupera parecchi palloni e fa sempre la cosa giusta, coadiuvato da due mastini come Kucka e Bertolacci. Peccato che l’ex romanista sia incappato in un altro infortunio proprio nel momento in cui stava ritrovando la forma migliore e quelle giocate che gli hanno permesso di essere valutato i 25 milioni che il Milan ha speso in estate per strapparlo alla Roma. La speranza per il popolo milanista e per Mihajlovic, adesso, è che la lesione al bicipite femorale sia meno grave del previsto. Nel Milan italiano bello da vedere non può non trovare un posto Giacomo Bonaventura, leader silenzioso di questa squadra. Lo scorso anno quando al ‘Diavolo’ le cose non andavano per il verso giusto, lui era sempre il migliore della sua squadra, con prestazioni ricche di qualità e quantità. E quest’anno, che le cose sembrano andare meglio, lui ne trova ovviamente giovamento, rimanendo costantemente uno tra i migliori, offrendo una maturità d’altri tempi, duttilità, personalità, assist, gol ma anche una fase di copertura ad altissimi livelli. Il ‘Jolly’ su cui punta tantissimo Mihajlovic e che non può passare inosservato ad Antonio Conte.
Per ultimo lui, l’uomo che tanto ha fatto discutere i tifosi milanisti nell’ultimo anno e mezzo. Alessio Cerci, arrivato al Milan con le intenzioni di diventarne uno dei punti fermi, ha invece deluso tutte le aspettative che si riponevano in lui. Ma quando sembrava essere considerato ormai un corpo estraneo al gioco milanista arriva per lui la svolta. Il passaggio al modulo del 4-3-3 porta Mihajlovic a dargli una nuova chance proprio contro il suo Torino, e questa volta l’esterno ex ‘granata’ la sfrutta alla grande, sfoderando prestazioni sempre più convincenti tanto da spingere il serbo a non toglierlo più dalla formazione titolare. E se è vero ciò che sostiene il suo ex tecnico Ventura (“se si trova la password giusta Cerci diventa inarrestabile”), allora l’allenatore milanista sembra essere sulla strada giusta nel trovarla.

MILAN ITALIANO, IN CONCLUSIONE – Di questo Milan italiano e bello, che porta a casa i risultati, ne sarà fiero, oltre al presidente Berlusconi, anche il c.t. della Nazionale Antonio Conte, che ultimamente assiste spesso e volentieri alle partite dei rossoneri, consapevole che dopo il Frosinone (capace di schierare ben undici atleti nati in Italia) è il club di Via Aldo Rossi quello che ha più di tutti ripreso la strada di un’italianità in campo che si è andata perdendo dopo la sentenza Bosman.

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