Napoli-Inter: nella mente di Sarri e Mancini. L’analisi tattica

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso

Campionato di Calcio Serie A TIM 2014/2015 38 Giornata Milano - 31.05.2015 Inter-Empoli Nella Foto: maurizio sarri e roberto mancini /Ph.Vitez-Ag. Aldo Liverani

Napoli-Inter non deciderà  certamente lo scudetto, ne segnerà la fuga definitiva di una o dell’altra: sicuramente però sarà una partita spettacolare con tutti gli esiti a disposizione assolutamente possibili.
Di fronte due tecnici diversi: uno, Sarri, ha trovato la quadratura della squadra sfruttando sempre i soliti undici uomini, l’altro invece, Mancini, ruota l’ampia rosa a disposizione a secondo delle caratteristiche dell’avversario. L’allenatore azzurro predilige un gioco spettacolare ma allo stesso tempo equilibrato, mentre l’ex di City e Galatasaray si affida molto alle ripartenze dei suoi esterni e alla prestanza fisica dei suoi centrocampisti: identici però i due nella maniacale attenzione per la fase difensiva, dimostrata tra l’altro dai 7 gol presi da Handanovic (4 in una sola partita) e dagli 8 subito da Reina.

Abbiamo provato ad entrare nella mente dei due allenatori per vedere come affronteranno il match: ecco ne è venuto fuori.

NAPOLI. Nella mente di Sarri c’è solo il 4-3-3 che tanto bene ha fatto finora.

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Reina inamovibile fra i pali: difesa a 4 con Hysaj a destra, Albiol e Koulibaly centrali, Ghoumalm a sinistra. A centrocampo Allan, Jorginho e Hamsik, tridente composto da Callejon, Insigne e Higuain.
Gli uomini sono i soliti, ma le indicazioni diverse: Hysaj accompagnerà la manovra offensiva fino a centrocampo, a differenza di Ghoulam che arriverà spesso sul fondo, per proteggersi maggiormente dalle ripartenze di Perisic, giocatore molto veloce. Jorginho detterà i tempi, ma dovrà stare attento a non farsi colpire in contropiede: il centrocampo dell’Inter sarà composto da mediani, che aspetteranno che salgono i centrocampisti azzurri per poi colpirli in profondità. La mossa vincente potrebbero essere gli inserimenti di Allan e Hamsik: i due s’infiltreranno in mezzo rispettivamente tra Murillo e l’esterno di sinistra il primo e Miranda e il terzino destro il secondo. In avanti Callejon attaccherà la profondità più di Insigne, il quale tenderà maggiormente ad accentrarsi e a proporsi nello scambio con Higuain. Il Pipita, come sempre, cercherà di mettere in difficoltà i due centrali nerazzurri svariando per tutto il fronte offensivo.

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INTER 1. Mancini ha in mente tre ipotesi: la prima che vi proponiamo è un 4-3-3 a specchio.

inter1Questa potrebbe essere la soluzione ideale per poter sprigionare la fantasia di tre attaccanti rapidi come Perisic, Ljaic e Jovetic.
Andiamo per passi però: fra i pali Handanovic, in difesa a destra Nagatomo (il più veloce di quelli a disposizione), Miranda-Murillo centrali e Juan Jesus terzino sinistro. Perchè Juan Jesus? Perchè il brasiliano, in situazione di ripartenza del Napoli, scalando, trasformerebbe la difesa a 3, a differenza di Telles, molto più propenso a spingere. A centrocampo invece Melo-Medel-Kondogbia formerebbero un muro che marchi quasi a uomo i tre del Napoli, bloccandoli nelle ripartenze: in contropiede poi Perisic e Ljaic sono veloci ed imprevedibili, mentre Jovetic, a differenza di Icardi, con la sua maggiore mobilità non darebbe alcun punto di riferimento.

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INTER 2: 4-4-2 offensivo come col Frosinone.

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Questa potrebbe essere una soluzione valida in caso di forfait di Kondogbia: Nagatomo e Telles sugli esterni, Miranda-Murillo centrali, Melo e Medel davanti la difesa, Perisic e Ljaic esterni, Icardi-Jovetic in avanti. In questo caso Mancini opterebbe per una diga a centrocampo davanti la difesa, per poi attaccare sulle fasce con esterni brevilinei, molto veloci e anche interscambiabili nelle posizioni. Con questa formula Jovetic sarebbe libero di svariare dietro Icardi, terminale offensivo centrale.

INTER 3. Difesa a 3 e attacco veloce: ipotesi affascinante e da non escludere

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Occhio a questa soluzione: difesa a 3 con Murillo, Miranda e Juan Jesus. Il colombiano è l’unico che in velocità potrebbe fermare Insigne, Miranda ha marcato moltissime volte Higuain in Spagna, Juan Jesus costringerebbe spesso e volentieri Callejon ad allargarsi sul suo piede migliore (il destro), che lui affronterebbe sul lato dove è più forte (il sinistro). Davanti a loro la diga composta da Medel e Melo, attenti agli inserimenti di Allan e Hamsik: sugli esterni Nagatomo a destra ( con grossi compiti difensivi vista la presenza di Insigne proprio su quel lato) e Perisic a sinistra, l’unico capace di farsi tutta la fascia (anche se sacrificato) e bloccare anche Allan su di lui. Davanti ai due mediani uno tra Kondogbia e Guarin: il primo è più di contenimento, mentre il secondo più abile ad attaccare lo spazio alle spalle delle punte. Punte che, con questo modulo, potrebbero essere Jovetic e Icardi, indispensabile per far salire una squadra che gioca con una difesa a tre e quindi maggiormente bloccata sulla retroguardia.

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