Pillole di Serie A: 12ª giornata

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano

pillole

La 12ª giornata di Serie A in piccole dosi.

– Un derby senza curve è la partita più triste del mondo.
– Roma e Lazio recriminano a più non posso, rinfacciandosi l’un l’altra, ma il campo ha detto la verità: Roma nettamente più forte.
– Gervinho se non avesse fatto il calciatore avrebbe vinto più di qualche medaglia da centometrista.
– Klose non sbagliava un gol così facile da quando aveva 6 anni.
– Se Dzeko fa il centravanti come contro Leverkusen e Lazio ( e non recita la parte del fantasma come a San Siro contro l’Inter ) la Roma in avanti non può temere rivali.
– Nessun italiano nella Roma nell’undici iniziale, solo due romani sul prato dell’Olimpico (Florenzi e Candreva).
– Puoi vincere una o due partite per 1-0, ma quando sono già 7 su 12, allora vuol dire che hai una squadra solida e ben organizzata.
– 35 milioni di euro e 11 partite dopo, finalmente Geoffrey Kondogbia.
– Il Torino di Ventura gioca sempre bene, ma 2 punti nelle ultime sei partite suonano quasi come un campanello d’allarme.
– Handanovic è senza dubbio il miglior portiere della Serie A.
– La Fiorentina è forse la squadra che esprime il miglior calcio in Italia, e merita di stare in vetta al campionato.
– Kalinic è la dimostrazione che non basta spendere cifre esorbitanti per avere un attaccante completo e in grado di metterla dentro.
– Zukanovic stava ancora sognando i pomeriggi estivi passati a giocare a beach-volley.
– Complimenti a Paulo Sousa che ha rispolverato il grande talento di Ilicic.
– Viviano è talmente tifoso della Fiorentina che ha un giglio tatuato sul petto e ha chiamato sua figlia Viola (per davvero).
– Complimenti a De Laurentis che sin dal primo giorno ha puntato su Maurizio Sarri.
– Higuain è attualmente fra i tre attaccanti più forti del mondo.
– La domanda sta diventando un cult: perchè Di Natale non gioca mai contro il Napoli?
– Higuain quando scende in campo è l’unico giocatore a spostare gli equilibri di una partita. Quasi sempre a suo favore.
– Il Sassuolo continua a remare silenzioso, ed è la quinta forza della nostra Serie A. Applausi per Di Francesco.
– Viva il MADE IN ITALY: ben 10 effettivi su 11 di nazionalità italiana nell’undici iniziale del Sassuolo. E i risultati si vedono.
– Anche Castori è caduto nella trappola del “Se mi lasci non vale”: prima ti mandano via a calci in culo, poi ti richiamano a furor di popolo come salvatore della patria.
– A 35 anni suonati Massimo Maccarone continua ad incantare. Colpo da biliardo!
– E’ la prima volta che la Juve vince due partite consecutive in questo campionato. E servivano i regali dei difensori dell’Empoli, in anticipo di 40 giorni rispetto al Natale.
– Morata passeggia per il campo, Dybala dimostra di valere tutti i soldi investiti in estate.
– Anche il cane bendato dell’assistente Schenone avrebbe visto il fuorigioco di Lichtsteiner sul terzo gol della Juve.
– Donnarumma e Niang: insieme non arrivano neanche a 40 anni, eppure è grazie a loro se il Milan non è affondato.
– A Pinilla è spuntato un altro tatuaggio decisamente sobrio sul collo.
– Berlusconi negli spogliatoi si è congratulato con la squadra migliore vista in campo. L’Atalanta.
– Il calcio alla bottiglietta di Mihajlovic è stata l’azione più bella di tutta la serata milanista.
– Sorrentino e Gilardino: passano gli anni, ma la differenza la fanno sempre loro due.
– Il pallone sta ai piedi di Franco Vazquez come l’esonero sta a Zamparini.
– Donadoni ha reso il Bologna da “squadra più brutta della Serie A” a “squadra con le palle”.
– E’ più facile che Salvini prenda 1000 voti in un comune della Sicilia piuttosto che il Verona vinca una partita senza Luca Toni.
– Ora dovremo aspettare altre 11 partite prima di un altro gol di Mattia Destro?
– Blanchard segna solo contro le grandi o solo gol impossibili.
– Occhio a Lazovic del Genoa: due assist, tanta corsa e un incrocio dei pali colpito su calcio di punizione che sta ancora tremando.

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