Pires ieri a Wembley: “E’ una serata che rimarrà per sempre nel mio cuore”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone

Robert-Pires

Ieri sera a Wembley per il match Inghilterra-Francia tutto lo stadio si è colorato di bandiere transalpine per restare tutti uniti nonostante il dolore. Tra i volti noti c’era l’ex centrocampista dell’Arsenal Robert Pires, che ha voluto scrivere una lettera per descrivere l’emozione provata ieri sera. Il contenuto è stato pubblicato dal The Times, eccolo:

“Non mi sono mai sentito così triste e commosso nella mia vita come lo sono stato ieri sera a Wembley. Avevo le lacrime agli occhi e mi si è stretto il cuore. Ho pensato a tutte le persone che hanno perso la loro vita negli attacchi di Parigi venerdì; ho pensato a tutti coloro che sono tra vita e morte ora e che stanno lottando per non incontrare in paradiso chi ci è già andato. E’ una serata che rimarrà per sempre fissa nella mia memoria e nel mio cuore.

Avevo pianificato di venire a Wembley per vedere giocare la Francia contro l’Inghilterra dopo tanto tempo, prima di vedere cosa fosse successo venerdì. Dopo aver visto tutto, è diventato ancora più importante per me essere lì: volevo tributare il mio saluto alle vittime di questi orrendi attacchi. Sapevo che sarebbe stata una notte piena di emozioni per chiunque fosse presente, e volevo farne parte. Sapevo che sarebbe stato triste, e che mi avrebbe toccato nel profondo, ma non ho mai pensato che mi avrebbe colpito così tanto. Sarà stato lo stesso per tutti i tifosi presenti, tutti i giocatori – da ambo le parti – e per tutti coloro che, sia in Francia che in Inghilterra, non hanno potuto essere a Wembley ed hanno guardato la partita alla tv.

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Personalmente, vorrei dire un grande “grazie” a tutto il popolo inglese. La risposta di questo paese, la mia casa adottiva, è stata eccezionale sin da quando questi terribili eventi hanno iniziato a colpire Parigi venerdì sera. Tutto il popolo inglese ha mostrato gentilezza, amore, cura e solidarietà a quello francese, ed è qualcosa che noi non dimenticheremo mai. Lo stesso vale per l’incredibile tributo organizzato prima del match di ieri: ogni momento è stato magnifico.

Avendo vissuto in questo paese per tanto tempo, ovviamente, sapevo che il popolo inglese sarebbe stato molto rispettoso, e sapevo fossero famosi per la loro classe. Ma il tributo alle vittime degli attacchi a Parigi è stato qualcosa di diverso, ben oltre ogni aspettativa, oltre qualsiasi cosa che potessi aspettarmi. Le parole della Marsigliese, il nostro inno nazionale, sono difficili da cantare se sei inglese, nonostante fossero proiettate sullo schermo. Ma sentire tutto lo stadio cantare quella canzone è stato un momento incredibilmente speciale, qualcosa che non avrei mai pensato di vedere. Non tutti hanno cantato, ovviamente. Alcuni hanno deciso di mimare le parole o di pronunciarle in parte, ma questo non è ciò che conta. Quello che importa è che il cuore di tutti fosse lì, con il calcio giunto a commemorare le vittime degli attentati a Parigi e a sfidare queste persone che hanno fatto così tanto male. Ogni persona presente a Wembley ha fatto del suo meglio: la gente ci ha provato, e questo è ciò che rimarrà sempre con me.

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Questo non è l’unico momento che ricorderò, da questi minuti al calcio d’inizio. E’ stato molto toccante vedere il principe William, al fianco di Deschamps e Hodgson, posare i fiori al lato del campo, sotto gli occhi del primo ministro Cameron e dei giocatori delle due squadre. Mi è piaciuto tantissimo che l’arco di Wembley fosse illuminato di rosso, bianco e blu da venerdì notte, accompagnato sotto dal motto francese “Libertè, Egalitè, Fraternitè” scritto con gli stessi colori. Così come mi è piaciuto vedere tutte le bandiere francesi in giro, non solo tra i tifosi della Francia ma anche sparse in mezzo al pubblico e sui display da ambo i lati del campo. Il minuto di silenzio, perfettamente osservato da tutti, è stato eccezionale allo stesso modo. E’ stato così intenso e reale. Era un’occasione triste, verificatasi in tragiche circostanze, ma allo stesso tempo è stata bellissima. Qualcosa che mi ha reso orgoglioso non solo di essere un nativoo francese, ma anche un cittadino inglese”.

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