Quando lo sport incontra la sportività: gli episodi indimenticabili di Fair Play [VIDEO]

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo

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In questi giorni, per l’infinita querelle Rossi-Marquez, si è tanto parlato di anti-sportività. Di come Marc Marquez abbia volontariamente favorito un avversario per fargli vincere il mondiale di Moto Gp, a discapito, invece, di un altro collega. Le prove non le avremo mai,ne le cerchiamo; sta di fatto che sia lui che Jorge Lorenzo, hanno macchiato, agli occhi dei tifosi, e di molti addetti a lavori, la loro dignità e indignato molti appassionati di sport. Noi vogliamo invece portare alla vostra attenzione esempi di grande sportività, da Di Canio a Puyol, passando per Donadoni, Eto’o e, proprio per un fatto recente, Romano Fenati ed Efren Vazquez.

  • Carles Puyol, difensore e capitano del Barcellona, ha sempre indossato i colori blaugrana, dalla cantera alla prima squadra, vincendo per 6 volte la Liga e per 3 la Champions League. E’ ricordato come uno dei più forti difensori di sempre, inserito anche nella squadra ideale del decennio dal Sun, nel 2009. Campione d’Europa e del mondo con la Spagna, è stato, durante tutta la sua carriera, protagonista di grandi gesti di sportività, diventando un esempio concreto di fair play, per tutti. Nel video seguente è raccolta una serie di episodi emblematici: dalla ramanzina ai compagni che esultano in modo indecoroso per un 5-0, alla non risposta ad uno schiaffo di un avversario, correndo, anzi, per fermare Ronaldinho, allora compagno di squadra che, avendo visto, stava per far scattare una rissa. A mio pare uno dei gesti più spettacolari è durante un Clasico, quando Puyol nota che un oggetto lanciato dagli spalti colpisce Piquè, il quale stava per protestare: Carles glielo strappa dalle mani e lo getta fuori dal campo invitandolo a proseguire il gioco, evitando così l’interruzione della partita. Ed è uno spagnolo, come Lorenzo e Marquez…
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https://www.youtube.com/watch?v=HjDKhwltaZc

  • Samuel Eto’o, uno dei giocatori più forti degli ultimi quindici anni e vincitore di 3 Champions League, oltre agli scudetti in Liga e Serie A. Uno dei giocatori africani più forti di sempre, si è più volte distinto con episodi di grande fair play. In Serie A, in più di un’occasione, si è inchinato ad allacciare le scarpe ad un portiere avversario in difficoltà, e ciò, lo ritengo, un grande esempio di come si debba lottare alla pari, sempre.
  • Roberto Donadoni, una carriera costellata di trionfi, titolare inamovibile del grande Milan di Sacchi prima e di Capello poi. Anche per lui sono tre le Champions League vinte, oltre a sei campionati italiani, uno arabo, e coppe nazionali. Grande esperienza da allenatore, fra Livorno, Nazionale, Napoli, Cagliari ed infine Parma. Conquista con i ducali l’accesso all’Europa League, accesso che gli viene sottratto per questioni burocratiche. Fu solo il primo segnale di un Parma in fallimento, squadra che lui non ha mai voluto abbandonare, nonostante non ricevesse lo stipedio da più di un anno e nonostante l’interesse di tante società. Esempio di come un capitano non abbandona mai la sua nave.
  • Paolo Di Canio, una lunga carriera fra Italia, Inghilterra e Scozia. Non è famoso certo per la sua pacatezza (ricordiamo tutti il suo gesto plateale, il saluto fascista che gli costo la squlifica), ma è giusto anche ricordare un episodio di grande sportività: ai tempi del West Ham, un compagno entra in area di rigore e colpisce involontariamente il portiere in uscita che rimane a terra. L’arbitro non fischia e l’azione prosegue con un cross che arriva proprio a Di Canio, solo a centro area, con davanti la porta sguarnita. L’attaccante, che avrebbe potuto facilmente mettere la palla in rete, ferma la palla con le mani e porta all’attenzione dell’arbitro, l’avversario fermo e dolorante in terra. Comportamento che dovrebbe essere seguito da molti.
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https://www.youtube.com/watch?v=UPxRtKTM2AU

  • Romano Fenati ed Efren Vazquez, due giovani piloti che gareggiano in Moto 3. Nel gran premio di Valencia, questa domenica, vengono entrambi stesi all’ultima curva da Niccolò Antonelli. Il pilota dello Sky Racing Team VR46, corre subito verso il collega spagnolo fermo a terra per sincerarsi delle su condizioni, senza pensare a nulla. Vazquez lo ringrazierà poi pubblicamente su Twitter. Beh penso che la premiata ditta Lorenzo-Marquez avrebbe tanto da imparare da episodi simili.

Tutto ciò per dire che lo sport è una delle passioni più belle e sane che esistano, e scene come quelle viste domenica, a Valencia, possono solo far male a chi di questa passione vive. Alla base dell’attività sportiva, agonostica e non, deve, necessariamente, esserci sportività. Non c’è dignità nel vincere o competere in modo sleale, non c’è dignità se le tue vittorie sono ricoperte da un alone di dubbio e mistero, non c’è dignità se, quando trionfi, a festeggiare sei il solo. Ogni riferimento è puramente casuale.

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