Serie A: qualcuno salvi i nostri giovani. Inquietante paragone con gli altri campionati

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso

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L’Italia e i giovani: due poli opposti che talvolta provano ad incontrarsi, poi però ci pensano bene e proseguono il loro cammino verso strade differenti. Inutile negarlo: la nostra è una nazione bellissima a livello culturale, le nostre università sono eccellenti, abbiamo avuto dei geni della letteratura, i nostri registi sono bravissimi, le nostre donne splendide, si mangia divinamente,  ma quando si parla di opportunità per i giovani, ecco che si tocca il fondo. Questa situazione ovviamente include anche il calcio, ormai ex sogno d’infanzia dei bambini di tutto il mondo:  perché ex? Ma ovviamente perché nessuno punta più su di loro!

MENO DELLA META’. Dopo aver fatto una ricerca sui giovani nei principali cinque campionati europei, abbiamo notato dei dati abbastanza inquietanti. In particolare, abbiamo messo sotto la lente d’ingrandimento gli Under 21, ovvero l’ultimo step prima del passaggio in Nazionale maggiore. I risultati sono abbastanza emblematici, e non fanno ben sperare il nostro bel paese: l’Italia infatti è quello che ha la percentuale più bassa di Under21 nazionali. I giovani italiani presenti nelle rose delle nostre squadre non superano neanche il 50 % (ci fermiamo al 47,1 %): dati che fanno impallidire di fronte al 77% dei tedeschi, al 71 % dei francesi, e al 60% di spagnoli e inglesi. Inoltre, il nostro, è un campionato vecchio: pensate che gli Under (totali, di tutte le nazionali), sono 89 (che su 20 squadre significa più o meno 4 o 5 su una rosa di minimo 25 elementi): più della Premier (86) e della Liga (60, ma ricordiamoci che in Spagna esistono le squadre B dove mandano i giovani a giocare), ma molto meno di Germania (122) e Francia (138).

MODELLO LIGA. Gli spagnoli, senza ombra di dubbio, sono dei maestri con i giovani. Le loro Cantere sono le migliori al mondo (forse solo l’Accademia dell’Ajax può avvicinarli), i ragazzi li mandano giovanissimi a giocare nelle loro squadre B per non perderli di vista e farli crescere bene, mentre i migliori talenti li lanciano direttamente in prima squadra, nella maggior parte dei casi ovviamente titolari. Pensate che di quei 60 Under di cui parlavamo sopra, ben 45 hanno fatto più di 5 partite (il 75%) e il 38,3 % ha superato le dieci presenze: di quei 45 ben 25 sono spagnoli tra l’altro.  In Italia invece, su 89 Under21, solo il 32,5% ha visto il campo per almeno 5 volte, mentre scendiamo a 7,7 % se andiamo a cercare gli italiani con almeno dieci presenze stagionali.

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FIDUCIA INGLESE E BOOM FRANCESE. Lavorano bene anche gli inglesi che, seppur non avendo tantissimi giovani (si fermano a 84), quelli che hanno li fanno giocare: pensate che il 29,7% degli Under 21 della Premier hanno giocato almeno 500’, mentre il 19% hanno già totalizzato più di 800’, in pianta stabile tra i titolari. Chi ha avuto un notevole miglioramento a livello di giovani è la Francia: su 138 giovani ben 98 sono francesi, 66 hanno giocato almeno 5 volte, 30 hanno collezionato oltre dieci presenze, 20 hanno giocato più di 500 minuti e 11 più di 800’.

TITOLARI TEDESCHI. In Germania, come abbiamo già detto, gli Under sono tantissimi: di loro solamente il 18%  supera le dieci presenze, però ben 15 giovani di origine tedesca superano addirittura gli 800’ minuti. Le società tedesche preferiscono tenerli in prima squadra, farli crescere coi titolari, e lanciare poi i migliori al momento giusto: non è un caso poi che i primi due Under21 maggiormente utilizzati nei primi cinque campionati d’Europa vengano dalla Bundesliga, e siano Jonathan Tah, centrale difensivo tedesco del Bayer Leverkusen, in campo 1800 minuti, e Julian Weigl, centrocampista del Borussia Dortmund di 20 anni militante nella Germania Under 21.

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Giocando con i dati delle varie squadre, abbiamo immaginato una formazione speciale tra i migliori 11 Under 21 dei campionati presi in questione: ecco cosa ne è venuto fuori.


ITALIA

In Italia abbiamo schierato ovviamente in porta Donnarumma, 16 anni e un futuro davanti: difesa con Hysaj, Hoedt, Romagnoli e Masina, centrocampo a tre con Benassi, Grassi e Bruno Fernandes dell’Udinese, e tridente offensivo formato da Berardi, Belotti e Keita Balde. A nostra disposizione Gollini, Rugani (lo metteremmo pure titolare ma se Allegri non lo rispolvera…),  Adnan, Ferrari, Diawara, Ntcham, Bernardeschi, Cataldi, Milinkovic Savic e Pereira della Samp. Che ve ne pare?

GERMANIA

Andiamo in Germania: il portiere è greco e si chiama Vlachomidos. Difesa con Weiser a destra, Tah e Sule centrali, e Ginter del Borussia a sinistra: a centrocampo inseriamo Weigl davanti la difesa, il gioiello dello Shalke Goretzka sulla sua destra e Max Meyer che parte da mezz’ala sinisitra, salvo poi accentrarsi nel ruolo di trequartista centrale: in avanti mettiamo gente veloce e tecnica come Cahlanoglou del Leverkusen, Sane dello Schalke e Kingsley Coman del Bayern Monaco. In  panchina portiamo Kohr dell’Augusta, Kimmich del Bayern, Bittencourt e Gerhardt del Colonia, Dahoud del Moenchengladbach, Adnan Januzaj del Borussia (che sarebbe pure titolare ma dobbiamo rispettare le logiche del turnover) e il bomberino Arnold del Wolsfburg.

 

SPAGNA

In Spagna invece ci affidiamo a Blanco del Celta Vigo in porta: sulle fasce diamo fiducia al duo del Valencia CanceloGaya, centrali LaPorte del Bilbao e Gimenez dell’Atletico Madrid. A centrocampo mettiamo i muscoli di Oliver Torres, la fantasia di Halilovic (genietto di proprietà del Barca) e davanti alla difesa ci affidiamo a Kovacic, sperando che almeno con noi esploda. In avanti il duo argentino del Cholo Simeone composto da Correa  e Luciano Vietto, accompagnati dalla stellina di Luis Enrique Munir. In panchina tra gli altri Sauel Niguez dell’Atletico, Sandro del Barca, Ceballos del Betis, Castro del Celta, Sanabria del Gijon, Elustondo e Bruma della Real Sociedad, Santi Mina e Bakkali del Valencia, Denis Suarez, Castellejo e Nahuel del Villareal. Ah, e se c’è posto magari anche Mastour.

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FRANCIA

In Francia Prior sarà il nostro portiere, in difesa Gajic a destra e Mendy a sinistra, al centro i due brasiliani Wallace e Marquinhos: a centrocampo mettiamo il baby fenomeno Pasalic in cabina di regia, Sergi Darder e Tolisso ai lati, Rabiot sulla trequarti e due attaccanti leggerini come Guerriero e Bernardo Silva. Convocati Fofana, Guilbert, Sylla, Guillaume, Ndong, Manquillo, Jean, Moreira, DuboisOcampos e Crivelli.

 

INGHILTERRA

In Inghilterra, portiere a parte, abbiamo l’imbarazzo della scelta: fra i pali prendo il portiere dell’Under 21 inglese Pickford anche se non gioca nel massimo campionato. In difesa Hector Bellerin dell’Arsenal, John Stones dell’Everton, Zouma del Chelsea e Baba (sempre dei blues) a sinistra: a centrocampo Emre Can corre per coprire la fantasia di Ward-Prose e di uno dei talenti più limpidi del calcio inglese come Ross Barkley. In avanti non badiamo a spese: Memphis Depay  sulla sinistra, Sterling sulla destra e Martial bomber centrale. Da urlo. A disposizione Chambers dell’Arsenal, Amavi dell’Aston Villa, Deulofeu, Galloway e Browning dell’Everton, Ibe e Origi del Liverpool,Mbemba  e  Mitrovic del Newcastle, Dier e soprattutto Alli (per molti il nuovo Gerrard) del Tottenham, e aspetto che recuperi dall’infortunio anche Luke Shaw. E chi ci ferma?

 

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non v’è certezza.

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