Tifosi della Roma in trasferta a Barcellona: “Odio Napoli”

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito

Tifosi Roma
Sebbene nessun media nazionale ne abbia parlato, i cori si sono sentiti forte e chiaro. Mentre la Roma subiva gol su gol in quel di Barcellona (risultato finale 6-1 per i catalani), i tifosi ospiti giunti in trasferta dalla capitale hanno intonato diverse volte cori discriminatori verso i napoletani: “Odio Napoli” e “Noi non siamo napoletani” i più gettonati. Questi cori sono arrivati alle orecchie dei telespettatori a pochi minuti dall’inizio della ripresa (quando la Roma era sotto di tre gol) e nei minuti finali dell’incontro. La domanda che ci si pone è soltanto una: come mai, in un momento che vede la propria squadra perdere rovinosamente seppur contro dei campioni quali Neymar, Suarez e Messi, non si usa il proprio fiato per incitare i propri beniamini invece di insultare e fomentare l’odio verso una città rivale?

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Purtroppo ieri sera si è verificato l’ennesimo, triste, episodio di discriminazione territoriale: anche a Verona, in occasione della trasferta del Napoli al Bentegodi, gli ultras scaligeri hanno invocato il Vesuvio e apostrofato in malo modo Lorenzo Insigne, napoletano, per tutta la durata dell’incontro. Possibile che gli ultras romanisti non abbiano trovato niente di meglio da fare che urlare le solite, becere, offese discriminatorie?
Eppure, Roma e Napoli hanno in comune molto di più di quanto ci si possa aspettare: il calore, il senso di appartenenza, l’attaccamento alla maglia. Ma forse l’Italia calcistica, oltre che rincorrere gli altri paesi europei nel ranking UEFA, deve prendere esempio anche dalla civiltà dei loro tifosi affinchè le parole “violenza” e “razzismo” non siano più associate ad uno sport.

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