Verso Juve Milan, Birindelli: “Bianconeri obbligati a vincere. Tevez, Pirlo e Vidal erano un’altra cosa”

Pubblicato il autore: Fabrizio Moretto

Birindelli Alessandro
Alla vigilia della sfida Juventus Milan, big match della 13^ giornata di Serie A, la redazione di SuperNews ha contattato Alessandro Birindelli, ex terzino dei bianconeri, protagonista con la maglia della Vecchia Signora dalla stagione 1997-98 a quella 2007-08. Birindelli ha parlato anche delle sue impressioni sul campionato e sui suoi obiettivi personali.

Dopo la sosta per le Nazionali, si ricomincia subito con la sfida Juventus Milan. Che partita ti aspetti?

Una bella partita. Entrambe le squadre hanno assoluto bisogno di vincere, perché hanno già accumulato un ritardo consistente dalle formazioni di alta classifica, quindi vedremo un match molto combattuto.

Juventus Milan ha sempre un fascino particolare: chi tra le due compagini ha più da perdere?

Sicuramente la Juventus, perché è più dietro in classifica e ha avuto un inizio molto complicato. Un’altra sconfitta sarebbe traumatica per i bianconeri, e rischierebbe di compromettere la stagione.

Pensi che le cessioni contemporanee di Pirlo, Vidal e Tevez abbiano pesato più sull’aspetto qualitativo della Juve o su quello della personalità?

Direi per entrambi gli aspetti. I giocatori venduti garantivano un’ampia dose di personalità ed esperienza, ma al momento viene meno anche la loro qualità. Quest’anno stanno mancando le loro giocate, i loro gol e i loro assist. Nei momenti di maggiori difficoltà questi calciatori riuscivano a tirare fuori il guizzo decisivo che permetteva di vincere le partite. Chi li ha sostituiti non è riuscito ancora ad offrire lo stesso temperamento e lo stesso impatto nei momenti chiave degli incontri fin qui disputati.

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Vedendo anche il rendimento delle altre squadre, secondo te la Juventus ha ancora chance di vincere il titolo per la quinta volta consecutiva?

Difficile da dire perché lo svantaggio dalla vetta è ampio. Se giocassi ancora nelle fila dei bianconeri sarei molto preoccupato per le importanti prestazioni che stanno offrendo Fiorentina e Napoli, che stanno mostrando una certa continuità nel gioco e nei risultati.

Credi quindi siano i Viola e la squadra di Sarri le principali candidate allo scudetto?
Si, e ci metto anche la Roma. I giallorossi hanno una grande squadra, e dopo qualche intoppo iniziale, stanno anche loro mettendo in campo continuità e ottenendo bei risultati. Loro tre partono avanti a tutte.

Quale pensi che sia invece il problema del Milan negli ultimi anni? Giocatori o allenatori sbagliati, scelte societarie discutibili? 

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Credo che quando un club va male la colpa è di tutti, dai giocatori agli allenatori, per finire alla società. Detto questo, sono convinto che Sinisa Mihajlovic sia il tecnico adatto per guidare i rossoneri: ultimamente ha attuato qualche cambio tattico e i risultati, sotto il punto di vista delle prestazioni, sono in netto miglioramento. Bisogna vedere ora come opererà nel mercato di gennaio. Nella sessione estiva ha speso tanto, è vero, ma spendere tanto non vuol dire costruire una rosa forte e vincente. Attualmente la vedo ancora inferiore alle altre.

Un’altra squadra a cui sei molto affezionato è l’Empoli. Pensi che la squadra toscana possa fare ancora meglio rispetto all’eccellente campionato dello scorso anno o l’obiettivo deve comunque rimanere la salvezza? 

Io credo che debba puntare a valorizzare i giovani. L’anno scorso ha fatto un grande campionato, e può puntare a migliorarsi, ma questo deve avvenire grazie al lavoro sui giovani. L’Empoli ha un importante settore giovanile, che se fatto crescere in maniera adeguata, può dare grandi soddisfazioni. Salvarsi con largo anticipo sarebbe importante per poter giocare con maggiore spensieratezza le giornate rimanenti.

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A proposito di giovani, come è stata l’esperienza nel settore giovanile del Trapani? Ha scovato giocatori interessanti che sembrano dei predestinati?

A giugno ho terminato il mio rapporto con il Trapani. Di ragazzi interessanti ce ne sono tanti, ma i problemi purtroppo rimangono gli stessi: c’è poca fiducia nei loro confronti e nella maggior parte dei casi anche i giovani più talentuosi tendono a perdersi. Hanno poca possibilità di crescere, e se ci tengono davvero a farlo dovrebbero provare a lasciare la Sicilia e inserirsi in realtà più quotate.

Quali sono ora i tuoi obiettivi? 

Io voglio allenare. Queste esperienze nei settori giovanili mi hanno aiutato a crescere. Sto frequentando ora un master a Coverciano e una volta finito spero di trovare una buona opportunità per mettermi in mostra. Voglio arrivare ad alti livelli anche in questo campo.

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