Calcio a Natale, si muove qualcosa…

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

Calcio a NataleCalcio a Natale si, calcio a Natale no. Se ne discute, in realtà si è cominciato pure a sperimentarlo, almeno in serie B. Il modello è sempre lo stesso, quello inglese. Si cerca di imitarlo, provando a capire cosa è possibile importare anche al di sotto delle Alpi. Il calcio a Natale è un’altra delle possibili novità da attingere dal campionato meglio organizzato del pianeta. La Premier league probabilmente sta perdendo qualcosa dal punto di vista tecnico, le palesi difficoltà evidenziate negli ultimi anni dalle squadre d’oltremanica nelle competizioni internazionali sono la spia di un declino ancora tutto da decifrare, ma è innegabile che il fascino dei prati verdi simili a tavole da biliardo, circondati da tribune a ridosso del rettangolo di gioco sempre gremite di spettatori senza più la nefasta cronaca nera a sporcarne la bellezza, un po’ d’invidia continua a suscitare. E con essa, la voglia di avvicinarsi a quell’idea di competizione sportiva. Il calcio a Natale, potrebbe essere un’altra trovata, un modo intelligente di adeguare le nostre tradizioni e le nostre abitudini ad un diverso modo non solo di interpretare, ma anche di affrontare, o gestire il calendario pallonaro. Se n’è discusso ieri, al termine delle partite che hanno sancito la conclusione dell’ultimo turno del 2015 del campionato di serie A. Davanti alla prospettiva di una sosta natalizia in cui gli inguaribili calciofili di tutto lo stivale si godranno una bella scorpacciata di Premier league, ecco tornare il solito interrogativo: perché non lo facciamo anche noi? La domanda è stata posta ai vari tecnici intervenuti per le classiche interviste post partita ed i pareri emersi sono stati, sotto certi punti di vista sorprendenti.
L’opinione dei protagonisti – Il primo ad accogliere con favore la proposta è stato Maurizio Sarri, allenatore del Napoli: “Vengo dalla serie B – a spiegato ai microfoni di Sky al termine della vittoriosa gara di Bergamo – e ho avuto modo di sperimentare la cosa. All’inizio eravamo perplessi, soprattutto i calciatori, ma dopo averla provata devo dire che sarebbe bello applicarla anche per la serie A. D’altronde, in qualunque altro campo sarebbe impensabile una vacanza superiore ai sette giorni“. Sulla stessa lunghezza d’onda, un altro allenatore che sa cosa vuole dire giocare anche durante le festività, vista la sua esperienza in Inghilterra, Roberto Mancini: “Sono d’accordo con Sarri – ha affermato il tecnico dell’Inter – bastano 5-6 giorni di riposo“. Insomma, chi pensava che a schierarsi contro la possibilità di importare anche in Italia il calcio a Natale, fossero proprio i protagonisti, deve rivedere le sue convinzioni. Il miglior assist per allargamento del calendario anche al periodo festivo, è arrivato da loro. E poi, con il calcio a Natale, si riuscirebbe anche a snellire un po’ il calendario in altri periodi della stagione in cui i tanti impegni rendono problematico non solo il recupero fisico e mentale dei calciatori tra una partita e l’altra, ma anche il semplice recupero di una partita per avversità atmosferiche, come avvenuto per Sassuolo – Torino che nella migliore delle ipotesi verrà recuperata a gennaio. Altra ipotesi sarebbe quella di giocare qualche turno di Coppa Italia in quel periodo. Sempre di calcio a Natale si tratterebbe, anche se l’interesse non sarebbe lo stesso. Potrebbe però rivelarsi un efficace rimedio contro i tantissimi (e tristissimi) vuoti a cui abbiamo assistito durante l’ultimo turno. Chissà, anche un modo per rilanciare questo trofeo, l’importante è non fermare la giostra durante le festività….

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