Coppa Italia, Roma Spezia: la gioia degli spezzini e il deserto dell’Olimpico (video e foto)

Pubblicato il autore: Simone Meloni

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Come rovinare una competizione che sulla carta sarebbe belle e avvincente? Da anni ormai le istituzioni calcistiche rispondono in maniera più che esauriente a questo quesito. Se poi, nella fattispecie, prendiamo il caso di Roma, da quest’anno anche i responsabili dell’ordine pubblico ci hanno messo il loro zampino, attuando e perseguendo una politica di tolleranza zero nei confronti dei tifosi che abitualmente frequentano lo stadio Olimpico.
Ne è scaturito lo sciopero delle due curve capitoline, che da ormai più di tre mesi non entrano più allo stadio, e un drastico, quanto logico, calo degli spettatori.

Bastava una passeggiata nei pressi del Foro Italico per capire la desolazione che avrebbe aspettato i pochi intimi che si apprestavano a varcare i tornelli. Nel mentre la folle politica repressiva del Prefetto Gabrielli andava in scena. Prima bloccando per diverso tempo dei pullman di tifosi bianconeri sull’A1, nei pressi dell’uscita di Soratte, poi perquisendoli minuziosamente e infine facendoli entrare con un leggero ritardo. Nonostante si trattasse di una gara priva di rischio e senza alcuni acredine tra le due tifoserie. Anzi, la notizia sarebbe stata un’altra: nella notte alcuni ultras romanisti avevano realizzato una scritta, nei pressi dell’Olimpico, in memoria di Ramon, storico esponente della tifoseria spezzina, depositando anche un mazzo di fiore. La triste scoperta, all’indomani, è stata veder cancellata la stessa, con una prontezza che lascia basiti, se si pensa a quanta spazzatura e incuria invada la Capitale quotidianamente, senza che nessuno se ne curi con tale minuzia e parsimonia. Ma si sa, ormai l’Olimpico deve essere il luogo più sicuro e controllato della città.

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In questo clima non ci si può certo attendere che un ottavo di finale della Coppa Italia, disputato all’assurdo orario delle 14,30 di un giorno lavorativo, attiri allo stadio molti spettatori. E infatti i dati ufficiali parlano di 7.000 presenti, di cui 2.000 provenienti da La Spezia. E’ a loro che va il nostro tributo. 120′ di tifo passionale e coinvolgente e un’esultanza finale che sicuramente ricorderanno per tutta la vita. Proprio tra qualche mese la compagine bianconera compirà 110 anni di storia, e questo non può che essere il più bel regalo anticipato. Ora ci sarà l’Alessandria ai quarti, uno scontro tra due realtà di provincia che sognano ad occhi aperti. Con al possibilità di raggiungere i quarti e, se andassero in porto una serie di circostanze, l’incredibile possibilità di partecipare alla prossima Europa League. Quella con i Grigi al Picco, inoltre, sarà una sfida che andrà a rinfocolare una bella e sentita rivalità che conobbe il proprio apice all’inizio degli anni 2000. Dalla città piemontese preparano un altro esodo, dopo i quasi duemila di Marassi.

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Nei video la sequenza dei calci di rigore vissuta dalla Curva Ferrovia, per l’occasione trasferitasi a Roma, e una ripresa iniziale del triste deserto dello stadio. Un’immagine che sponsorizza negativamente il nostro calcio, ormai da anni schiavo di divieti e limitazioni degne di uno stato del terzo mondo. Ma tutto questo sembra essere ormai normale prassi, inserita nel progetto di distruzioni dei posti aggregativi come gli stadi e dello sport che fu nazionale e più bello del mondo.

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