Fiorentina, Sousa: “Sono molto fortunato, mi pagano per fare ciò che amo. Futuro? Vincere la Champions”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi

Fiorentina coach Paulo Sousa gestures during a Serie A soccer match between AC Milan and Fiorentina, at the Artemio Franchi stadium in Florence, Italy, Sunday, Aug. 23 2015. (AP Photo/Fabrizio Giovannozzi) Italy Soccer Serie A

Paulo Sousa, allenatore della Fiorentina da pochi mesi, ha già conquistato i cuori e la fiducia dei tifosi viola. Inizialmente, c’era molto scetticismo nei suoi confronti per il passato al club bianconero, ma poi gli ottimi risultati in campionato e in Europa League lo hanno consacrato come l’uomo perfetto alla guida della Fiorentina. Il presidente Della Valle, dunque, si sta godendo la sua rivincita contro tutti quelli che storcevano il naso davanti la designazione di Sousa come post Montella.

La Fiorentina, reduce da una super vittoria sull’Udinese nella scorsa giornata di campionata, occupa la seconda posizione in classifica a meno 1 dalla capolista. E’, sicuramente, la squadra che ha messo in campo il gioco più bello e pulito in queste 15 giornate. Gode del talento indiscusso di giocatori come Kalinic, Ilicic e Borja Valero.
Anche in Europa League sta facendo un buon percorso, le basta un punto, infatti, per accedere ai sedicesimi: decisiva, in tal senso, la sfida di giovedì 10 in casa contro il Belenenses.

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Paulo Sousa  ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo portoghese A Bola, in cui si racconta e commenta lo straordinario successo che sta avendo la sua Fiorentina, la grande sorpresa di questa stagione, senza ombra di dubbio. Calciomercato.com, stamattinaha riportato le parole di Sousa sulle pagine di A Bola:

Dopo 15 giornate, Fiorentina seconda in Serie A a un punto dalla capolista Inter. Se lo aspettava?
“Abbiamo fatto un buon pre-campionato, ma non pensavo che potessimo essere così competitivi per il primato, nonostante l’attitudine straordinaria dei miei giocatori. La mia prospettiva poi è sempre quella di pensare come migliorare”.

Dopo la Champions in Inghilterra, lei ha allenato in alcuni campionati minori, prima di arrivare in Italia. E’ stata una buona decisione?
“Non è stato un problema lavorare per club di campionato non di primo livello. Soprattutto, io sono grato alla vita perché faccio il lavoro che amo e mi pagano per farlo. E continuo a ringraziare per le opportunità che la vita mi concede”.

Questa stagione può essere fondamentale per la sua carriera? E’ l’ultimo passaggio prima di farsi vedere nei grandi club?
La mia decisione di approdare alla Fiorentina è basata su una volontà di crescita personale, e non per dimostrare qualcosa ai top club. In Italia mi confronto con allenatori di grande qualità tattica, cosa che mi permette di migliorare. E la stessa cosa per quanto riguarda la comunicazione”.

Come si immagina da qui a cinque anni? Spera di vincere una Champions?
Spero di averla già conquistata! Lavoro affinché il mio percorso verso il successo sia il più breve possibile. La mia ambizione è quella di vincere come allenatore quello che ho vinto da calciatore, anche se la prospettiva è diversa. Essere allenatori aiuta a crescere anche come persone”.

Domenica affronterà la Juventus a Torino.
” Non possiamo essere indifferenti rispetto ai momenti che abbiamo vissuto nella nostra vita. Ma è tutto sotto controllo”.

Cos’ha la Fiorentina di speciale?
“E’ l’unico club della città, ha tanta passione ed energia. L’equilibrio economico e il prestigio della famiglia Della Valle permettono poi di dare serenità a chi lavora qui”.

Kalinic rappresenta una sua vittoria?
” Lo seguo da quando giocava al Blackburn nel 2009. Quando sono arrivato a Firenze ho proposto di acquistarlo”.

Come conquistare uno spogliatoio? Da ‘amici’ come Ancelotti o, come dice Jorge Jesus, attraverso la trasmissione della conoscenza?

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“In entrambi i modi. E’ importante anche dare libertà ai giocatori, permettere loro di stare con le loro famiglie. Una volta in campo, saranno più liberi mentalmente”.

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