Foggia oltre la nostalgia: c’è vita dopo Zeman

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

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È ufficiale. Lo Stadio Pino Zaccheria è tornato a riempirsi. Il sindaco, che non riesce ancora a trovare una casa alle famiglie degli sfratti e delle baracche, ha annunciato che sarà fatto quanto necessario per portare la capienza dello stadio a 18mila spettatori (fermo attualmente a poco più di 14mila). A Foggia, tutti devono assolutamente avere il diritto di godere dello spettacolo messo in scena dalla squadra di De Zerbi di domenica in domenica (e io che ci sono ritornato dopo anni allo Zaccheria vi assicuro che è uno show vederli giocare). Per la prima volta dopo tanti ma tanti anni, il popolo rossonero sembra davvero aver superato il complesso di Peter Pan, l’eterna giovinezza di una biografia calcistica e un calendario collettivo fermi al tridente delle meraviglie, al Foggia della Serie A e al suo leggendario condottiero, Zdenek Zeman, il cui profilo sembra ancora stagliarsi, di tanto in tanto, sulla linea del cielo disegnata dalle colline dell’Appennino Dauno. Possiamo serenamente invecchiare anche noi e passare alla Seconda Repubblica del calcio foggiano, e raccontare ai più piccolo dei nuovi eroi del pallone: l’indomito Agnelli, superman Narciso e Gigliotti, il guerriero con l’accento sulla “i”, senza dimenticare il bomber Re Iemmello.

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Insomma, c’è vita oltre il boemo, oltre la nostalgia, e il prato del nostro San Siro in miniatura non è mai stato cosi verde. Gli spalti non sono mai sati cosi rossoneri, merito soprattutto di una società che ha saputo mettere insieme uno squadrone e di un allenatore, De Zerbi, che li ha sapientemente amalgamati in un 4-3-3 che sa di leggenda. Scongiuri a parte, questo Foggia tecnicamente dà l’impressione di essere già una formazione di categoria superiore. Merito di un allenatore che da ragazzo talentuoso ha saputo trasformarsi in allenatore, con tanto di spalle forti per superare senza troppi strascichi un inizio di campionato contornato di risultati non molto convincenti. Merito, e ancora merito dei tifosi del Foggia, soprattutto quelli che allo stadio ci andavano anche prima, quando i satanelli sulle maglie non sembravano in grande spolvero.

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La prima notizia è che allo stadio è tornata la provincia, cosi il Foggia si avvia a tornare nuovamente la squadra di tutta la Capitanata. La seconda è che cresce l’interesse anche fuori, lontani dai gradoni delle nostre due curve stereofoniche, e “mi diverto solo se” porta la sua eco sempre più lontano perché racconta di una piazza capace di numeri e coreografie migliori di tante squadre delle categorie superiori. Sabato il Foggia ha trovato tre punti importantissimi in trasferta, tra le mura del Martina (terzultimo in campionato a 11 punti). In attesa di sapere il risultato del match tra Casertana e Messina, il Foggia si porta primo in classifica a 31 punti, seguito appunto dalla squadra campana che, proprio al Pino Zaccheria, qualche settimana fa ha perso lo scontro diretto contro i satanelli. Non sarà un campionato facile, dunque, ma la squadra c’è, l’entusiasmo è a 1000 e, soprattutto, allo Zaccheria non sembra esserci avversario capace di arginare la voglia dei rossoneri di giocare in questa stagione un ruolo di assoluti protagonisti.

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